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MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Circolare 16 aprile 2019, n. 8 – Finanziamento per l’anno 2019 delle misure di sostegno al reddito in favore dei lavoratori del settore del call-center

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Circolare 16 aprile 2019, n. 8 Finanziamento per l'anno 2019 delle misure di sostegno al reddito in favore dei lavoratori del settore del call-center - Art. 26-sexies del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con legge 28 marzo 2019, n. 26, in attuazione del comma 7 dell’articolo 44 [...]

Art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 – benefici normativi e contributivi e rispetto della contrattazione collettiva – ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO – Circolare 06 maggio 2019, n. 7

ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO - Circolare 06 maggio 2019, n. 7 Art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 - benefici normativi e contributivi e rispetto della contrattazione collettiva A seguito di alcune richieste di chiarimento e facendo seguito a quanto già illustrato con circ. n. 3/2018 di questo Ispettorato, si ritiene opportuno fornire alcune precisazioni [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 maggio 2019, n. 11777 – La responsabilità del datore di lavoro di cui all’art. 2087 è di natura contrattuale, per cui, ai fini del relativo accertamento, sul lavoratore che lamenti di aver subito a causa dell’attività lavorativa svolta un danno alla salute, incombe l’onere di provare l’esistenza del danno e la nocività dell’ambiente di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 06 maggio 2019, n. 11777 Rapporto di lavoro - Svuotamento di mansioni - Mobbing e danno alla salute - Accertamento Osserva quanto segue Con sentenza numero 264 del 9 aprile 7 giugno 2010 il giudice del lavoro di Ascoli Piceno rigettava la domanda dell'attore T.G., il quale con ricorso del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 maggio 2019, n. 11704 – Per conseguire il diritto all’indennità di disoccupazione, il disoccupato deve farne domanda nei modi e termini stabiliti dal regolamento”; l’art. 129, comma 5, prevede che “Cessa il diritto nell’assicurato di essere ammesso al godimento dell’indennità di disoccupazione (…) qualora siano decorsi sessanta giorni da quello d’inizio della disoccupazione indennizzabile (…) senza che l’assicurato medesimo abbia avanzata domanda di ammissione al pagamento dell’indennità

L'indennità di mobilità, di cui all'art. 7 della legge 23 luglio 1991 n. 223, costituisce un trattamento di disoccupazione che ha la sua fonte nella legge, ma non sorge nel lavoratore in via automatica, presupponendo, come tutti i trattamenti previdenziali, la presentazione di una domanda all'INPS - che non potrebbe altrimenti attivarsi non conoscendo le relative condizioni - entro i termini di decadenza stabiliti dalla normativa in materia di disoccupazione involontaria, applicabile per l'indennità di mobilità in virtù dello specifico richiamo operato nel comma dodicesimo del citato art. 7 (sì che tale normativa deve considerarsi inserita a tutti gli effetti formali e sostanziali nella nuova norma istitutiva dell'indennità di mobilità), così com'è dimostrato, d'altra parte, dalla disposizione di cui all'art. 20-ter della legge 23 maggio 1997 n. 135, che ha introdotto una sanatoria per le domande di concessione dell'indennità presentate anteriormente al 31 marzo 1992, per le quali si fosse già avverata la "decadenza" dal relativo diritto

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 maggio 2019, n. 11700 – Il licenziamento disciplinare è giustificato nei casi in cui i fatti attribuiti al lavoratore rivestano il carattere di grave violazione degli obblighi del rapporto di lavoro, tale da ledere irrimediabilmente l’elemento fiduciario

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 maggio 2019, n. 11700 Rapporto di lavoro - Contestazione disciplinare - Licenziamento - Assenza dal lavoro - Mancanza di ulteriori certificazioni sanitarie Fatti di causa Il Tribunale di Venezia accoglieva parzialmente l'opposizione proposta da W. T. A., nei confronti della Agenzia Distribuzione Giornali di B. S.r.l. & C. S.a.s. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 02 maggio 2019, n. 11536 – Il divieto posto dall’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003, che esclude l’applicabilità alle pubbliche amministrazioni della responsabilità solidale prevista dall’art. 29 comma 2, del citato decreto, ulteriormente specificato dall’art. 9 del d.l. n. 76/2013, (conv., con modif., dalla l. n. 99/2013), non trova applicazione nei confronti di soggetti privati

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 02 maggio 2019, n. 11536 Appalto pubblico - Responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore - Obbligo di pagamento del TFR Fatti di causa La corte d'appello di Firenze con sentenza dell'8.3.2016 n. 226 ha riformato parzialmente la decisione del Tribunale di Livorno che in sede di opposizione avverso il decreto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 maggio 2019, n. 11537 – I contratti collettivi di lavoro non dichiarati efficaci erga omnes ai sensi della l. 14 luglio 1959, n. 741, costituendo atti di natura negoziale e privatistica, si applicano esclusivamente ai rapporti individuali intercorrenti tra soggetti che siano entrambi iscritti alle associazioni stipulanti, ovvero che, in mancanza di tale condizione, abbiano fatto espressa adesione ai patti collettivi o li abbiano implicitamente recepiti attraverso un comportamento concludente

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 02 maggio 2019, n. 11537 Rapporto di lavoro - Applicabilità della contrattazione collettiva del settore socio-assistenziale - Differenze retributive Premesso che con sentenza n. 632/2014, depositata il 27 maggio 2014, la Corte di appello di Salerno - in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore, previo espletamento di [...]

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