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INPGI – Circolare 29 gennaio 2019, n. 3 – Gestione separata – valori minimi e massimali retributivi e contributivi per l’anno 2019; rateazione debiti contributivi; contribuzione volontaria 2019; d) aggiornamenti procedura dasm

INPGI - Circolare 29 gennaio 2019, n. 3 A) GESTIONE SEPARATA - VALORI MINIMI E MASSIMALI RETRIBUTIVI E CONTRIBUTIVI PER L'ANNO 2019; B) RATEAZIONE DEBITI CONTRIBUTIVI; C) CONTRIBUZIONE VOLONTARIA 2019; D) AGGIORNAMENTI PROCEDURA DASM A. GESTIONE SEPARATA (LAVORO AUTONOMO SVOLTO SOTTO FORMA DI CO.CO.CO.) - VALORI MINIMI E MASSIMALI RETRIBUTIVI E CONTRIBUTIVI PER L'ANNO 2019 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 gennaio 2019, n. 2290 – Responsabilità solidale committente per le quote tfr maturate nell’esecuzione dell’appalto

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 28 gennaio 2019, n. 2290 Società appaltatrici - Tfr - Quote tfr maturate nell'esecuzione dell'appalto - Responsabilità solidale committente Fatti di causa 1. Con sentenza n. 3576/2016 la Corte di appello di Roma ha confermato la sentenza di primo grado che aveva respinto la opposizione di T. s.p.a. avverso il [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 gennaio 2019, n. 2288 – Illegittimità dei licenziamenti intimati qualora in presenza di una condotta di rilievo disciplinare punita con sanzione conservativa la tutela prevista è di tipo reintegratorio

la giusta causa di licenziamento deve rivestire il carattere di grave negazione degli elementi essenziali del rapporto di lavoro e, in  particolare, dell'elemento fiduciario, dovendo il giudice valutare, da un lato, la gravità dei fatti addebitati al lavoratore, in relazione alla portata oggettiva e soggettiva dei medesimi, alle circostanze nelle quali sono stati commessi e all'intensità del profilo intenzionale, dall'altro, la proporzionalità fra tali fatti e la sanzione inflitta, per stabilire se la lesione dell'elemento fiduciario, su cui si basa la collaborazione del prestatore di lavoro, sia tale, in concreto, da giustificare la massima sanzione disciplinare; quale evento "che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto", la giusta causa di licenziamento integra una clausola generale, che richiede di essere concretizzata dall'interprete tramite valorizzazione dei fattori esterni relativi alla coscienza generale e dei principi tacitamente richiamati dalla norma, quindi mediante specificazioni che hanno natura giuridica e la cui disapplicazione è deducibile in sede di legittimità come violazione di legge, mentre l'accertamento della ricorrenza concreta degli elementi del parametro normativo si pone sul diverso piano del giudizio di fatto, demandato al giudice di merito e incensurabile in cassazione se privo di errori logici e giuridici

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 gennaio 2019, n. 2227 – Illegittimità del licenziamento collettivo di dirigenti per mancata comunicazione di avvio della procedura di mobilità e diritto ad un’indennità in misura compresa tra dodici e ventiquattro mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 25 gennaio 2019, n. 2227 Licenziamento collettivo - Illegittimità - Mancata comunicazione di avvio della procedura di mobilità - Prova Fatti di causa Con decreto del 26 luglio 2017, il Tribunale di Verona rigettava l'opposizione proposta da C.F., ai sensi dell'art. 98 l. fall., avverso lo stato passivo del Fallimento [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2230 – Gli atti di disposizione, ai quali si applica la disciplina dell’art. 2113 cod. civ., debbono attenere alle mere conseguenze patrimoniali del mancato o irregolare versamento dei contributi e non già all’obbligo in sé considerato gravante sul soggetto obbligato a corrispondere i contributi all’INPS, perché quest’obbligo non può mai venir meno per effetto di pattuizioni intercorse tra il soggetto obbligato al versamento della contribuzione ed il lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2230 Lavoratori nel settore minerario - Versamento all'INPS dei contributi previdenziali sulla quota di indennità di prepensionamento - Domanda Rilevato che la Corte d'appello di Caltanissetta con sentenza del 2 novembre 2016 ha respinto l'appello proposto da A.R. nei confronti di R.E.S.A.I.S - (...) s.p.a avverso [...]

INPS – Circolare 25 gennaio 2019, n. 5 – Importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, dell’assegno ordinario e dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito, dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito Cooperativo, dell’indennità di disoccupazione NASpI, dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL, dell’indennità di disoccupazione agricola e dell’assegno per le attività socialmente utili relativi all’anno 2019

INPS - Circolare 25 gennaio 2019, n. 5 Importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, dell’assegno ordinario e dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito, dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito Cooperativo, dell’indennità di disoccupazione NASpI, dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL, dell’indennità di disoccupazione agricola e dell’assegno per le attività socialmente [...]

MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO – Decreto ministeriale 10 gennaio 2019 – Voucher per la digitalizzazione delle PMI – Richiesta di erogazione -Veridicità delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rilasciate dalle imprese – Modalità di svolgimento dei controlli

MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO - Decreto ministeriale 10 gennaio 2019 Voucher per la digitalizzazione delle PMI - Richiesta di erogazione -Veridicità delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rilasciate dalle imprese - Modalità di svolgimento dei controlli Art. 1 (Ambito di intervento) 1. Il presente provvedimento stabilisce, ai sensi dell’articolo 6, comma 7 del decreto direttoriale 24 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 gennaio 2019, n. 1499 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per effettiva dismissione delle attività del settore – Accertamento del preteso intento ritorsivo in ipotesi di assunzione di altro dipendente

qualora una determinata questione giuridica - che implichi accertamenti di fatto - non risulti trattata in alcun modo nella sentenza impugnata, il ricorrente che proponga la suddetta questione in sede di legittimità, al fine di evitare una statuizione di inammissibilità, per novità della censura, ha l'onere non solo di allegare l'avvenuta deduzione della questione dinanzi al giudice di merito, ma anche, per il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione, di indicare in quale atto del giudizio precedente lo abbia fatto, onde dar modo alla Corte di controllare "ex actis" la veridicità di tale asserzione, prima di esaminare nel merito la questione stessa

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