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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 gennaio 2019, n. 142 – Licenziamento a seguito di processo di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale – Procedura per l’autorizzazione della cassa integrazione

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 07 gennaio 2019, n. 142 Licenziamento - Processo di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale - Procedura per l’autorizzazione della cassa integrazione Rilevato che 1. la Corte d'appello di Genova, con sentenza n. 187 pubblicata il 28.4.2014, ha confermato la sentenza di primo grado di condanna della L. s.p.a. al pagamento in [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 gennaio 2019, n. 13 – Per l’applicabilità dell’art. 2112 c.c occorre sia presente l’autonomia funzionale e di identità autonoma fell’azienda o del ramo di azienda

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 gennaio 2019, n. 13 Rapporto di lavoro - Trasferimento - Art. 2112 c.c - Inapplicabilità - Accertamento - Autonomia funzionale e di identità autonoma Fatti di causa La Corte di appello di Trento con la sentenza n. 61/2015 aveva rigettato il gravame proposto da T.I. spa e T.I.I.T. srl [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 gennaio 2019, n. 88 – In materia di licenziamento disciplinare, l’immediatezza della contestazione si configura quale elemento costitutivo del diritto di recesso del datore di lavoro, in quanto la non immediatezza della contestazione o del provvedimento espulsivo induce ragionevolmente a ritenere che il datore di lavoro abbia soprasseduto al licenziamento ritenendo l’addebito non grave o comunque non meritevole della massima sanzione

In materia di licenziamento disciplinare, l'immediatezza della contestazione si configura quale elemento costitutivo del diritto di recesso del datore di lavoro, in quanto la non immediatezza della contestazione o del provvedimento espulsivo induce ragionevolmente a ritenere che il datore di lavoro abbia soprasseduto al licenziamento ritenendo l'addebito non grave o comunque non meritevole della massima sanzione (Cass. n. 19115 del 2013; Cass. n. 15649 del 2010; Cass. n. 19424 del 2005; Cass. n. 11100 del 2006). Si è inoltre sottolineato come il criterio dell'immediatezza, esplicazione del generale precetto di correttezza e buona fede nell'esecuzione del rapporto di lavoro, vada inteso in senso relativo, potendo, nei casi concreti, esser compatibile con un intervallo di tempo più o meno lungo, necessario per l'accertamento e la valutazione dei fatti, specie quando il comportamento del lavoratore consista in una serie di atti convergenti in un'unica condotta, ed implichi pertanto una valutazione globale ed unitaria, ovvero quando la complessità dell'organizzazione aziendale e della relativa scala gerarchica comportino la mancanza di un diretto contatto del dipendente con la persona titolare dell'organo abilitato ad esprimere la volontà imprenditoriale di recedere, sicché risultano ritardati i tempi di percezione e di accertamento dei fatti e, quindi, di adozione dei relativi provvedimenti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 gennaio 2019, n. 89 – In ipotesi di licenziamento collettivo per cessazione di attività, la violazione del termine di sette giorni per le comunicazioni di cui all’art. 4 comma 9 della legge n. 223/1991 introdotto dall’art. 1 comma 44 della legge n. 92 del 2012, determina l’illegittimità del licenziamento e la sanzione del pagamento dell’indennità risarcitoria

in ipotesi di licenziamento collettivo per cessazione di attività, la violazione del termine di sette giorni per le comunicazioni di cui all'art. 4 comma 9 della legge n. 223/1991 introdotto dall'art. 1 comma 44 della legge n. 92 del 2012, determina l'illegittimità del licenziamento e la sanzione del pagamento dell'indennità rlsarcitoria, per effetto dell'espresso richiamo dell'art. 24 della predetta legge all'art. 4 citato, operato al fine di consentire il controllo sindacale sull'effettività della scelta datoriale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 gennaio 2019, n. 21 – Il danno da demansionamento non è in re ipsa, tuttavia la prova di tale danno può essere data, ai sensi dell’art. 2729 cc, anche attraverso la allegazione di presunzioni gravi, precise e concordanti

se è vero che il danno da demansionamento non è in re ipsa, tuttavia la prova di tale danno può essere data, ai sensi dell'art. 2729 cc, anche attraverso la allegazione di presunzioni gravi, precise e concordanti, sicché a tal fine possono essere valutati, quali elementi presuntivi, la qualità e la quantità dell'attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la durata del demansionamento, la diversa e nuova collocazione lavorativa assunta dopo la prospettata qualificazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 gennaio 2019, n. 28 – In materia di contestazione di illeciti rilevanti a fini contributivi, per omesso pagamento di quanto dovuto allo stesso titolo agli istituti previdenziali, non rilevi il rispetto dei principi dettati dalla legge 689/1981 in materia di sanzioni amministrative

in materia di contestazione di illeciti rilevanti a fini contributivi, per omesso pagamento di quanto dovuto allo stesso titolo agli istituti previdenziali, non rilevi il rispetto dei principi dettati dalla legge 689/1981 in materia di sanzioni amministrative

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