lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 dicembre 2018, n. 32330 – Licenziamento per rifiuto del lavoratore al distacco è illegittimo se il distacco comporta un mutamento sostanziale delle mansioni, poiché in tale ipotesi occorre il consenso del lavoratore

il lavoratore, il quale riceva la comunicazione di un provvedimento di distacco, ai sensi della norma richiamata, è gravato dall'onere di fare presente al datore di lavoro il proprio rifiuto ma non anche di rendere note le ragioni che lo sorreggono (o di tenere ferme quelle inizialmente prospettate, ove diverse da un mutamento di mansioni), l'art. 30 richiedendo il consenso del lavoratore nei casi (tutti) in cui il mutamento delle mansioni sia conseguenza oggettiva dell'attuazione dell'ordine, senza che possa rilevare la rappresentazione che di esso e dei suoi effetti abbia dato il datore di lavoro.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 dicembre 2018, n. 32503 – La stipulazione di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con una P.A., al di fuori dei presupposti di legge, non può mai determinare la conversione del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato – Elementi qualificanti del rapporto di lavoro subordinato

l'elemento che contraddistingue il rapporto di lavoro subordinato rispetto al rapporto di lavoro autonomo è il vincolo di soggezione personale del lavoratore al potere organizzativo, direttivo e disciplinare del datore di lavoro, con conseguente limitazione della sua autonomia ed inserimento nell'organizzazione aziendale, mentre altri elementi, quali l'assenza di rischio, la continuità della prestazione, l'osservanza di un orario e la forma della retribuzione, pur avendo natura meramente sussidiaria e non decisiva, possono costituire indici rivelatori della subordinazione, idonei anche a prevalere sull'eventuale volontà contraria manifestata dalle parti, ove incompatibili con l'assetto previsto dalle stesse

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 dicembre 2018, n. 31999 – I funzionari direttivi, esclusi dalla disciplina legale delle limitazioni dell’orario di lavoro, hanno diritto al compenso per lavoro straordinario se la disciplina collettiva delimiti anche per essi l’orario normale e tale orario venga in concreto superato oppure se la durata della loro prestazione valichi il limite di ragionevolezza in rapporto alla necessaria tutela della salute e dell’integrità fisiopsichica garantita dalla Costituzione a tutti i lavoratori

i funzionari direttivi, esclusi dalla disciplina legale delle limitazioni dell'orario di lavoro, hanno diritto al compenso per lavoro straordinario se la disciplina collettiva delimiti anche per essi l'orario normale e tale orario venga in concreto superato oppure se la durata della loro prestazione valichi il limite di ragionevolezza in rapporto alla necessaria tutela della salute e dell'integrità fisiopsichica garantita dalla Costituzione a tutti i lavoratori

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 13 dicembre 2018, n. 32378 – Nesso di causalità tra l’infortunio e le patologie concorrenti e riduzione della capacità lavorativa

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 13 dicembre 2018, n. 32378 Infortunio sul lavoro - Riconoscimento della rendita - Nesso di causalità tra l'infortunio e le patologie concorrenti - Riduzione della capacità lavorativa Rilevato che con sentenza del 27 marzo 2017, la Corte d'Appello di Reggio Calabria, chiamata a pronunziarsi, quale giudice del rinvio disposto da [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 13 dicembre 2018, n. 32334 – Risarcimento danno non patrimoniale per mancato svolgimento dell’attività di istruttore di tennis

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 13 dicembre 2018, n. 32334 Lavoro - Risarcimento danno non patrimoniale - Mancato svolgimento dell'attività di istruttore di tennis Rilevato che, con sentenza pubblicata in data 8.11.2013, la Corte di Appello di Bologna, in parziale riforma della sentenza del Tribunale della stessa sede emessa il 10.12.2009, ha dichiarato non dovuta [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 12 dicembre 2018, n. 32164 – Accordo transattivo viziato con effetti di nullità o annullabilità – In tema di presunzioni di cui all’art. 2729 c.c., la denunciata mancata applicazione di un ragionamento presuntivo che si sarebbe potuto e dovuto fare, ove il giudice di merito non abbia motivato alcunché al riguardo

in tema di presunzioni di cui all’art. 2729 c.c., la denunciata mancata applicazione di un ragionamento presuntivo che si sarebbe potuto e dovuto fare, ove il giudice di merito non abbia motivato alcunché al riguardo (e non si verta nella diversa ipotesi in cui la medesima denuncia sia stata oggetto di un motivo di appello contro la sentenza di primo grado, nel qual caso il silenzio del giudice può essere dedotto come omissione di pronuncia su motivo di appello), non è deducibile come vizio di violazione di norma di diritto, bensì solo ai sensi e nei limiti dell'art. 360, co. 1, n. 5 c.p.c., cioè come omesso esame di un fatto secondario (dedotto come giustificativo dell'inferenza di un fatto ignoto principale), purché decisivo

Interpretazione della disciplina sull’indennità di maternità per le lavoratrici libere professioniste di cui all’articolo 70 del d.lgs. n. 151/2001 – Interpello 12 dicembre 2018, n. 7 del Ministero del Lavoro

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Interpello 12 dicembre 2018, n. 7 Istanza di interpello ai sensi dell’articolo 9 del d.lgs. n. 124/2004 - Interpretazione della disciplina sull’indennità di maternità per le lavoratrici libere professioniste di cui all’articolo 70 del d.lgs. n. 151/2001 Con l’istanza di interpello indicata in oggetto, codesto Consiglio Nazionale ha chiesto [...]

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