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Nel contratto di lavoro part-time è obbligatorio indicare la durata e la collocazione temporale della prestazione lavorativa, l’omissione della durata comporta la trasformazione a tempo pieno, mentre l’omissione della sola collocazione temporale dell’orari comporta che il giudice determina le modalità temporali di svolgimento della prestazione lavorativa a tempo parziale, tenendo conto delle responsabilità familiari del lavoratore

Nel contratto di lavoro part-time è obbligatorio indicare la durata e la collocazione temporale della prestazione lavorativa, l'omissione della durata comporta la trasformazione a tempo pieno, mentre l'omissione della sola collocazione temporale dell'orari comporta che il giudice determina le modalità temporali di svolgimento della prestazione lavorativa a tempo parziale, tenendo conto delle responsabilità familiari del lavoratore

Processo tributario: principio generale del diritto dell’Unione del rispetto del diritto alla difesa (contraddittorio endoprocedimentale)

Sul tema del diritto alla difesa del contribuente, sulla base dell'ordinamento generale dell'Unione Europea la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sentenza del 13 giugno 2024 nella causa C‑696/22, ha stabilito che "... il principio generale del diritto dell’Unione del rispetto dei diritti della difesa deve essere interpretato nel senso che, nell’ambito di un procedimento amministrativo di [...]

Appalti: i rinnovi dei CCNL, in ragione della loro inderogabilità e per la natura che rivestono, rientrano tra le circostanze impreviste ed imprevedibili come “la sopravvenienza di nuove disposizioni legislative o regolamentari

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione prima, con la sentenza n. 3735 depositata il 13 giugno 2024, intervenendo in tema di modifica dei contratti con la P.A. di cui all'art. 106 del d.lgs. n. 50 del 2016 ora trasfuso nell'art. 120 del d.lgs. n. 36 del 2023, ha ribadito che "... il tema del [...]

Il dipendente a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, che agisce in giudizio per chiedere la corresponsione dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute, ha l’onere di provare l’avvenuta prestazione di attività lavorativa nei giorni ad esse destinati

Il dipendente a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, che agisce in giudizio per chiedere la corresponsione dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute, ha l'onere di provare l'avvenuta prestazione di attività lavorativa nei giorni ad esse destinati

IVA: il requisito dell’inerenza dei beni e servizi deve essere valutato esclusivamente in termini oggettivi, essendo irrilevante se da essi derivi o meno un incremento del fatturato

La Corte di Giustizia UE con la sentenza del 13 giugno 2024 nella causa C‑696/22, chiamata alla determinazione della corretta applicazione della Direttiva 2006/112/CE, ha stabilito, tra le altre interpretazioni, che "... L’articolo 168, lettera a), della direttiva 2006/112, come modificata dalla direttiva 2008/117, deve essere interpretato nel senso che: al fine di accertare l’esistenza di un [...]

Per la configurazione del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale basta la consapevolezza che l’operazione compiuta sul patrimonio della società sia in grado di danneggiare i creditori, rendendo irrilevante le motivazioni per cui agisce l’amministratore

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 21860 depositata il 31 maggio 2024, intervenendo in tema di bancarotta fraudolente sull'alternativamente delle condotte di distruzione, occultamento, distrazione, dissipazione e dissimulazione, ha affermato i seguenti principi di diritto secondo cui "... in tema di bancarotta fraudolenta, poiché le condotte di distruzione, occultamento, distrazione, dissipazione [...]

La cancellazione della società non è sufficiente – pena il ritenere ingiustificatamente sempre estinto il credito in tali evenienze, sulla base di una presunzione assoluta priva dei caratteri ex art. 2729 c.c. – che la cancellazione sia domandata ed eseguita

La Corte di Cassazione, sezione prima, con l'ordinanza n. 16607 depositata il 14 giugno 2024, intervenendo in tema di cancellazione della società e dell'istituto della remissione di debito, ha ribadito che "... l'estinzione di una società conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, ove intervenuta nella pendenza di un giudizio dalla stessa originariamente intrapreso, non [...]

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