CIVILE – CASSAZIONE

Corte di Cassazione sentenza n. 27257 depositata il 24 ottobre 2019 – I divieti ed i limiti di destinazione alle facoltà di godimento dei condomini sulle unità immobiliari in proprietà esclusiva devono risultare da espressioni incontrovertibilmente rivelatrici di un intento chiaro ed esplicito, non suscettibile di dar luogo ad incertezze

I divieti ed i limiti di destinazione alle facoltà di godimento dei condomini sulle unità immobiliari in proprietà esclusiva devono risultare da espressioni incontrovertibilmente rivelatrici di un intento chiaro ed esplicito, non suscettibile di dar luogo ad incertezze

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 42398 depositata il 16 ottobre 2019 – Sono responsabili i condomini, in quanto le infiltrazioni si erano verificate dal tetto di copertura. Coesistendo nello stabile la comproprietà della parte pubblica e di quella privata in una condizione condominiale di tipica “communio pro indiviso”, i titolari dovevano considerarsi egualmente tenuti agli obblighi di vigilanza e prevenzione per ogni evento di danno

Sono responsabili i condomini, in quanto le infiltrazioni si erano verificate dal tetto di copertura. Coesistendo nello stabile la comproprietà della parte pubblica e di quella privata in una condizione condominiale di tipica "communio pro indiviso", i titolari dovevano considerarsi egualmente tenuti agli obblighi di vigilanza e prevenzione per ogni evento di danno

Corte di Cassazione sentenza n. 28466 depositata il 5 novembre 2019 – Pur essendo inammissibile, in linea di principio, il ricorso per Cassazione ai sensi dell’art.111 Cost. avverso provvedimenti emanati in materia di volontaria giurisdizione, stante l’assenza del contenuto decisorio in capo a questi ultimi, deve, invece, essere ritenuta l’ammissibilità del predetto gravame allorquando la pronuncia impugnata, ancorché vertente in materia di volontaria giurisdizione, contenga una statuizione di condanna alle spese delle fasi del giudizio di merito ovvero la condanna sanzionatoria ai sensi dell’art.961 ultimo comma c.p.c.

Pur essendo inammissibile, in linea di principio, il ricorso per Cassazione ai sensi dell'art.111 Cost. avverso provvedimenti emanati in materia di volontaria giurisdizione, stante l'assenza del contenuto decisorio in capo a questi ultimi, deve, invece, essere ritenuta l'ammissibilità del predetto gravame allorquando la pronuncia impugnata, ancorché vertente in materia di volontaria giurisdizione, contenga una statuizione di condanna alle spese delle fasi del giudizio di merito ovvero la condanna sanzionatoria ai sensi dell'art.961 ultimo comma c.p.c.

Corte di Cassazione sentenza n. 27610 depositata il 29 ottobre 2019 – E’ legittima l’azione di responsabilità proposta contro l’amministratore della società di capitali poi fallita per l’omessa tenuta della contabilità e presentazione delle dichiarazioni fiscali dovendosi determinare il risarcimento in via equitativa in misura pari al 30 per cento della complessiva esposizione verso il concessionario della riscossione

E' legittima l’azione di responsabilità proposta contro l’amministratore della società di capitali poi fallita per l’omessa tenuta della contabilità e presentazione delle dichiarazioni fiscali dovendosi determinare il risarcimento in via equitativa in misura pari al 30 per cento della complessiva esposizione verso il concessionario della riscossione

Corte di Cassazione sentenza n. 28282 depositata il 4 novembre 2019 – Le spese del riscaldamento centralizzato di un edificio in condominio, ove sia stato adottato un sistema di contabilizzazione del calore, devono essere ripartite in base al consumo effettivamente registrato, risultando perciò illegittima una suddivisione di tali oneri operata, sebbene in parte, alla stregua dei valori millesimali delle singole unità immobiliari

Le spese del riscaldamento centralizzato di un edificio in condominio, ove sia stato adottato un sistema di contabilizzazione del calore, devono essere ripartite in base al consumo effettivamente registrato, risultando perciò illegittima una suddivisione di tali oneri operata, sebbene in parte, alla stregua dei valori millesimali delle singole unità immobiliari

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 giugno 2019, n. 189 – Assegno per l’incentivazione della natalità e la contribuzione alle spese per il suo sostegno – Non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 125, legge n. 190 del 2014

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 17 giugno 2019, n. 189 Straniero - Assegno per l'incentivazione della natalità e la contribuzione alle spese per il suo sostegno - Requisiti per l'individuazione dei destinatari della prestazione - Previsione, per i cittadini di Stati extracomunitari, della titolarità del permesso di soggiorno di cui all'art. 9 del d.lgs. n. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 giugno 2019, n. 188 – Non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 125, legge 190 del 2014

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 17 giugno 2019, n. 188 Straniero - Assegno per l'incentivazione della natalità e la contribuzione alle spese per il suo sostegno - Requisiti per l'individuazione dei destinatari della prestazione - Previsione, per i cittadini di Stati extracomunitari, della titolarità del permesso di soggiorno di cui all'art. 9 del d.lgs. n. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 31 ottobre 2019, n. 28107 – Il ricorso per cassazione per violazione di legge deve contenere, a pena di inammissibilità, non solo l’indicazione delle norme di diritto asseritamente violate, ma anche la specifica indicazione delle affermazioni in diritto contenute nella sentenza impugnata che motivatamente si assumano in contrasto con le norme regolatrici della fattispecie e con l’interpretazione delle stesse fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina

Il ricorso per cassazione per violazione di legge deve contenere, a pena di inammissibilità, non solo l'indicazione delle norme di diritto asseritamente violate, ma anche la specifica indicazione delle affermazioni in diritto contenute nella sentenza impugnata che motivatamente si assumano in contrasto con le norme regolatrici della fattispecie e con l'interpretazione delle stesse fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina

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