PENALE – GIURISPRUDENZA

CORTE di CASSAZIONE, sezione penale, sentenza a Sezioni Unite n. 10561 depositata il 5 marzo 2014 – È consentito nei confronti di una persona giuridica il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario commesso dagli organi della persona giuridica stessa, quando tale profitto (o beni direttamente riconducibili al profitto) sia nella disponibilità di tale persona giuridica

«È consentito nei confronti di una persona giuridica il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario commesso dagli organi della persona giuridica stessa, quando tale profitto (o beni direttamente riconducibili al profitto) sia nella disponibilità di tale persona giuridica». «Non è consentito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di una persona giuridica qualora non sia stato reperito il profitto di reato tributario compiuto dagli organi della persona giuridica stessa, salvo che la persona giuridica sia uno schermo fittizio». «Non è consentito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti degli organi della persona giuridica per reati tributari da costoro commessi, quando sia possibile il sequestro finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario compiuto dagli organi della persona giuridica stessa in capo a costoro o a persona (compresa quella giuridica) non estranea al reato». «La impossibilità del sequestro del profitto di reato può essere anche solo transitoria, senza che sia necessaria la preventiva ricerca generalizzata dei beni costituenti il profitto di reato».

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 44884 depositata il 8 ottobre 2018 – In tema di omesso versamento IVA, non è configurabile il reato di cui all’art. 10-ter d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 per il mancato versamento del debito IVA scaduto, nel caso in cui il debitore sia stato ammesso al concordato preventivo con pagamento dilazionato e/o parziale dell’imposta

"in tema di reati tributari, va esclusa la configurabilità del delitto di omesso versamento delle ritenute d'imposta dovute e certificate, in presenza di una transazione fiscale concordata ai sensi dell'art. 182-ter legge fallimentare, ove omologata prima della consumazione del reato coincidente con la data di scadenza prevista per il versamento omesso. In motivazione, la S.C. ha osservato che l'accordo transattivo tempestivamente omologato muta gli elementi costitutivi del reato di cui all'art. 10-bis D.Lgs. n. 74 del 2000, incidendo sia sul termine di pagamento, che può essere dilazionato ovvero frazionato in più rate, sia sull'importo stesso del tributo che, nel caso di imposte diverse dall'Iva e di quelle armonizzate, può essere addirittura ridotto per effetto dell'accordo, con eventuale rimodulazione del debito al di sotto della soglia di punibilità; di modo che il titolo di pagamento non è più costituito dalla dichiarazione annuale di sostituto di imposta o dai certificati rilasciati ai sostituiti, bensì dalla transazione fiscale, il cui eventuale successivo inadempimento comporta la revoca della transazione stessa, ma non anche la reviviscenza del reato

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 43627 depositata il 3 ottobre 2018 – Responsabilità penale del legale rappresentante per omessa presentazione dichiarazione IVA ed utilizzo di crediti ritenuti inesistenti poiché non risultanti dalle dichiarazioni o denunce presentate

Responsabilità penale del legale rappresentante per omessa presentazione dichiarazione IVA ed utilizzo di crediti ritenuti inesistenti poiché non risultanti dalle dichiarazioni o denunce presentate

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 43560 depositata il 2 ottobre 2018 – IVA – Reato di cui all’art. 5 del D.Lgs n. 74/00 per omessa dichiarazione

IVA - Reato di cui all'art. 5 del D.Lgs n. 74/00 per omessa dichiarazione. l'omissione della dichiarazione IVA ha riguardato anche le due transazioni per le quali vi era stato regolare adempimento ed era stato corrisposto il prezzo di acquisto e, dunque, l'imputato era ben consapevole non solo di dover presentare la dichiarazione, ma anche che l'omissione era finalizzata all'evasione dell'imposta

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 43546 depositata il 2 ottobre 2018 – Nei reati omissivi, art. 10 ter del DPR 74/2000, integra pertanto la causa di forza maggiore l’assoluta impossibilità, non la semplice difficoltà di porre in essere il comportamento omesso

Nei reati omissivi integra pertanto la causa di forza maggiore l'assoluta impossibilità, non la semplice difficoltà di porre in essere il comportamento omesso in ipotesi di conflitto tra l'obbligo fiscale e il diritto dei lavoratori a percepire la retribuzione agli stessi spettante, non illogicamente è stato ritenuto di dover accordare prevalenza a quello che, solo, riceve, secondo la non irragionevole scelta del legislatore, una tutela penalistica attraverso la previsione della fattispecie incriminatrice qui in rilievo

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 40922 depositata il 24 settembre 2018 – Il committente “non professionale” pur non avendo un onere di vigilanza continua sullo svolgimento delle opere, deve affermarsi che il medesimo, in assenza della redazione di un documento di valutazione dei rischi o della nomina di un responsabile dei lavori, cui sia conferito anche il compito di realizzare la sicurezza del cantiere prima della realizzazione delle opere, ha l’onere generalissimo di mettere l’appaltatore nella condizione di operare in sicurezza

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 40922 depositata il 24 settembre 2018 Rapporto di lavoro - Infortunio - Valutazione dei rischi - Mancata osservanza degli obblighi di prevenzione - Valutazione dell'abnormità del comportamento tenuto dai prestatori d'opera Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 20 aprile 2017 la Corte d'Appello di Caltanissetta ha confermato [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 41259 depositata il 25 settembre 2018 – Nei reati di omessa presentazione della dichiarazione, responsabilità diverse tra amministratore di fatto e di diritto – Per reati tributari commessi dal legale rappresentante di una persona giuridica, è legittimo il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente dei beni dell’imputato sul presupposto dell’impossibilità di reperire il profitto del reato nel caso in cui dallo stesso soggetto non sia stata fornita la prova della concreta esistenza di beni nella disponibilità della persona giuridica su cui disporre la confisca diretta

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 41259 depositata il 25 settembre 2018 IVA - Reato di omesso versamento - Sequestro - Confisca per equivalente Ritenuto in fatto 1. Il Tribunale di Roma, sezione riesame, con ordinanza del 5 settembre 2017 confermava il decreto di sequestro del Giudice delle indagini preliminari di Roma, del 26 [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 40443 depositata il 12 settembre 2018 – il reato di omesso versamento dei contributi è integrato, essendo a dolo generico, dalla consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti, sicché non rileva, sotto il profilo dell’elemento soggettivo, la circostanza che il datore di lavoro attraversi una fase di criticità e destini risorse finanziarie per far fronte a debiti ritenuti più urgenti

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 40443 depositata il 12 settembre 2018 Compensi ai propri dipendenti - Omesso versamento all'Inps di ritenute previdenziali - Mancanza di dolo nella condotta dell'imputato - Condizione di crisi finanziaria - Reato a dolo generico - Sufficiente la consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti - Non rileva la [...]

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