TRIBUTI – GIURISPRUDENZA

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n . 32076 depositata il 10 dicembre 2025 – Derogare al patrocinio autorizzato riservato in via esclusiva all’Avvocatura dello Stato, per avvalersi dell’opera di liberi professionisti, è subordinato, dunque, all’adozione di una specifica e motivata deliberazione dell’ente, la cui mancanza determina la nullità del mandato alle liti, non rilevando che esso sia stato conferito con le modalità prescritte dal regolamento o dallo statuto dell’ente, fonti di rango secondario insuscettibili di derogare alla legislazione primaria

Derogare al patrocinio autorizzato riservato in via esclusiva all'Avvocatura dello Stato, per avvalersi dell'opera di liberi professionisti, è subordinato, dunque, all'adozione di una specifica e motivata deliberazione dell'ente, la cui mancanza determina la nullità del mandato alle liti, non rilevando che esso sia stato conferito con le modalità prescritte dal regolamento o dallo statuto dell'ente, fonti di rango secondario insuscettibili di derogare alla legislazione primaria

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 32604 depositata il 10 dicembre 2025 – In tema agevolazione per investimenti in impianti ed apparecchiature di cui all’art. 5, primo comma, d.l n. 78/2009, gli investimenti possono ritenersi “fatti” entro la data del 30 giugno 2010 se per tale momento il bene è entrato nella disponibilità dell’acquirente, a prescindere dal momento in cui il macchinario sia stato messo in opera.

In tema agevolazione per investimenti in impianti ed apparecchiature di cui all'art. 5, primo comma, d.l n. 78/2009, gli investimenti possono ritenersi "fatti" entro la data del 30 giugno 2010 se per tale momento il bene è entrato nella disponibilità dell'acquirente, a prescindere dal momento in cui il macchinario sia stato messo in opera.

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 32104 depositata il 10 dicembre 2025 – L’art. 7 della legge 27 luglio 2000, n. 212, che ha esteso alla materia tributaria i principi di cui all’art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241, l’obbligo di motivazione dell’avviso di accertamento deve ritenersi adempiuto mediante l’enunciazione del criterio astratto alla base della pretesa tributaria, con le specificazioni che si rendano in concreto necessarie per consentire al contribuente l’esercizio del diritto di difesa e per delimitare l’ambito delle ragioni deducibili dall’ente impositore nell’eventuale successiva fase contenziosa, restando riservati a quest’ultima fase l’onere dell’amministrazione di fornire la prova della sussistenza in concreto dei presupposti per l’applicazione dell’imposta, e la possibilità per il contribuente di contrapporre altri elementi sulla base del medesimo criterio o di altri parametri

L'art. 7 della legge 27 luglio 2000, n. 212, che ha esteso alla materia tributaria i principi di cui all'art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241, l'obbligo di motivazione dell'avviso di accertamento deve ritenersi adempiuto mediante l'enunciazione del criterio astratto alla base della pretesa tributaria, con le specificazioni che si rendano in concreto necessarie per consentire al contribuente l'esercizio del diritto di difesa e per delimitare l'ambito delle ragioni deducibili dall'ente impositore nell'eventuale successiva fase contenziosa, restando riservati a quest'ultima fase l'onere dell'amministrazione di fornire la prova della sussistenza in concreto dei presupposti per l'applicazione dell'imposta, e la possibilità per il contribuente di contrapporre altri elementi sulla base del medesimo criterio o di altri parametri

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 32061 depositata il 10 dicembre 2025 – La cartella di pagamento o l’atto impositivo intestati a società di persone o di capitali estinta sono validi ed efficaci, anche se notificati agli ex soci collettivamente ed impersonalmente nell’ultimo domicilio della società (analogamente a quanto previsto dall’art. 65, comma 4, del D.P.R. n. 600 del 1973 in caso di morte del debitore) o singolarmente a taluno di essi, non essendo necessaria l’emissione di specifici atti intestati e diretti ai medesimi, giacché l’estinzione determina un peculiare fenomeno di tipo successorio

La cartella di pagamento o l'atto impositivo intestati a società di persone o di capitali estinta sono validi ed efficaci, anche se notificati agli ex soci collettivamente ed impersonalmente nell'ultimo domicilio della società (analogamente a quanto previsto dall'art. 65, comma 4, del D.P.R. n. 600 del 1973 in caso di morte del debitore) o singolarmente a taluno di essi, non essendo necessaria l'emissione di specifici atti intestati e diretti ai medesimi, giacché l'estinzione determina un peculiare fenomeno di tipo successorio

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, prima sezione, sentenza dell’11 dicembre 2025 – (Ricorso n. 32539/18 e altri 7 ) – Costituisce una violazione dell’art. 8 CEDU la mancata previsione, nella disciplina interna, di precise condizioni per autorizzare lo svolgimento di accessi, verifiche e ispezioni fiscali nei locali commerciali o professionali e l’assenza di rimedi ex ante o ex post contro l’illegittimità degli atti istruttori, non essendo sufficiente a tal fine la possibilità di ricorso al giudice tributario differita al momento dell’eventuale notifica dell’atto impositivo

Costituisce una violazione dell’art. 8 CEDU la mancata previsione, nella disciplina interna, di precise condizioni per autorizzare lo svolgimento di accessi, verifiche e ispezioni fiscali nei locali commerciali o professionali e l’assenza di rimedi ex ante o ex post contro l’illegittimità degli atti istruttori, non essendo sufficiente a tal fine la possibilità di ricorso al giudice tributario differita al momento dell’eventuale notifica dell’atto impositivo

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 32065 depositata il 10 dicembre 2025 – In considerazione del previsto divieto di cumulo e della peculiarità del caso in esame, che ha richiesto una norma interpretativa si specifica che, nell’ipotesi di voler continuare a godere delle tariffe incentivanti del III, IV e V Conto Energia, è necessario che il Soggetto Responsabile rinunci al beneficio fiscale goduto

In considerazione del previsto divieto di cumulo e della peculiarità del caso in esame, che ha richiesto una norma interpretativa si specifica che, nell'ipotesi di voler continuare a godere delle tariffe incentivanti del III, IV e V Conto Energia, è necessario che il Soggetto Responsabile rinunci al beneficio fiscale goduto

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 31944 depositata l’ 8 dicembre 2025 – A fronte della presunzione legale di ricavi non contabilizzati, e quindi occulti, scaturenti da prelevamenti bancari non giustificati, il contribuente imprenditore può sempre, anche in caso di accertamento analitico-induttivo, eccepire l’incidenza percentuale dei costi relativi, che vanno, dunque, detratti dall’ammontare dei prelievi non giustificati

A fronte della presunzione legale di ricavi non contabilizzati, e quindi occulti, scaturenti da prelevamenti bancari non giustificati, il contribuente imprenditore può sempre, anche in caso di accertamento analitico-induttivo, eccepire l'incidenza percentuale dei costi relativi, che vanno, dunque, detratti dall'ammontare dei prelievi non giustificati

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