TRIBUTI

Disciplina delle società di comodo l’affitto dell’unica azienda non rientra tra le ipotesi d’impossibilità oggettiva di percepire ricavi maggiori

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10157 depositata il 28 maggio 2020 intervenendo in tema di applicazione della disciplina delle società di comodo e del reddito minimo nell'affitto d'azienda ha affermato che "il contratto d'affitto d'azienda, invero, non rientra tra le ipotesi d'impossibilità oggettiva di percepire ricavi maggiori perché esso è espressione della [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 maggio 2020, n. 10157 – In materia di società di comodo il contratto d’affitto d’azienda non rientra tra le ipotesi d’impossibilità oggettiva di percepire ricavi maggiori perché esso è espressione della manifestazione di volontà del contribuente che, per potere essere esonerato dall’applicazione della norma antielusiva, è tenuto a dimostrare che, quando stipulò il contratto, determinate ragioni oggettive non consentivano la pattuizione di un canone più alto

In materia di società di comodo il contratto d'affitto d'azienda non rientra tra le ipotesi d'impossibilità oggettiva di percepire ricavi maggiori perché esso è espressione della manifestazione di volontà del contribuente che, per potere essere esonerato dall'applicazione della norma antielusiva, è tenuto a dimostrare che, quando stipulò il contratto, determinate ragioni oggettive non consentivano la pattuizione di un canone più alto

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 maggio 2020, n. 10229 – In tema di imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell’autonoma organizzazione non ricorre quando il contribuente, responsabile dell’organizzazione, impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive

In tema di imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell'autonoma organizzazione non ricorre quando il contribuente, responsabile dell'organizzazione, impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all'esercizio dell'attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l'impiego di un dipendente con mansioni esecutive

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 maggio 2020, n. 10152 – Il presupposto per l’applicazione del regime del reverse charge alle operazioni di cessioni di materiale ferroso – poste in essere nella vigenza della richiamata disciplina – risiede nel fatto che il cessionario sia un soggetto passivo di i.v.a. nel territorio dello Stato italiano

Il presupposto per l'applicazione del regime del reverse charge alle operazioni di cessioni di materiale ferroso - poste in essere nella vigenza della richiamata disciplina - risiede nel fatto che il cessionario sia un soggetto passivo di i.v.a. nel territorio dello Stato italiano

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 maggio 2020, n. 10256 – In materia di trust, ai fini dell’imposizione dell’imposta sulle successioni e donazioni, sia sufficiente la mera costituzione del vincolo sui beni o occorre l’effettivo trasferimento dei beni ai beneficiari e se questi devono essere diversi dal disponente

In materia di trust, ai fini dell'imposizione dell'imposta sulle successioni e donazioni, sia sufficiente la mera costituzione del vincolo sui beni o occorre l'effettivo trasferimento dei beni ai beneficiari e se questi devono essere diversi dal disponente

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 maggio 2020, n. 10110 – Non può essere oggetto di rimborso l’IVA sulle spese sostenute per il miglioramento di beni immobili di proprietà di terzi e detenuti in comodato

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 28 maggio 2020, n. 10110 Tributi - IVA - Spese sostenute per il miglioramento di beni immobili di proprietà di terzi e detenuti in comodato - Rimborso dell’imposta - Esclusione Fatti di causa 1. La Complesso Turistico S. s.r.l. e, in proprio, il suo legale rappresentante, B.U.A., propongono ricorso per [...]

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE UDINE – Sentenza 12 maggio 2020, n. 70 – Qualora il contribuente abbia evidenziato nella dichiarazione un credito d’imposta, non trova applicazione, ai fini del rimborso del relativo importo, il termine di decadenza previsto dall’art. 38 del D.P.R. n. 602/1973, ma l’ordinario termine di prescrizione decennale, non occorrendo la presentazione di una apposita istanza, in quanto l’amministrazione finanziaria, informata con la dichiarazione dei conteggi effettuati dal contribuente, è posta in condizione di conoscere la pretesa creditoria

Qualora il contribuente abbia evidenziato nella dichiarazione un credito d'imposta, non trova applicazione, ai fini del rimborso del relativo importo, il termine di decadenza previsto dall’art. 38 del D.P.R. n. 602/1973, ma l’ordinario termine di prescrizione decennale, non occorrendo la presentazione di una apposita istanza, in quanto l'amministrazione finanziaria, informata con la dichiarazione dei conteggi effettuati dal contribuente, è posta in condizione di conoscere la pretesa creditoria

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 maggio 2020, n. 10122 – Deducibilità delle spese per la concessione del mutuo e traslazione economica in capo al mutuante dll’imposta sostitutiva sui mutui a lungo termine

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 28 maggio 2020, n. 10122 Tributi - Spese per la concessione del mutuo - Deducibilità - Imposta sostitutiva sui mutui a lungo termine - Traslazione economica in capo al mutuante - Costo sostenuto dal mutuatario per la restituzione - Deducibilità nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio Fatti di [...]

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