TRIBUTI

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 marzo 2019, n. 7995 – La pretesa al rimborso delle imposte di consumo sugli oli lubrificanti versate trova fondamento nel fatto che la previsione di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, art. 62, comma 1, è stata ritenuta, dalla pronuncia del 25 settembre 2003 (resa nella causa C-437/01) della Corte di Giustizia, contraria all’ordinamento comunitario

nell'ordinamento interno le pronunzie del giudice di Lussemburgo definiscono la portata della norma Eurounitaria così come avrebbe dovuto essere intesa ed applicata fin dal momento della sua entrata in vigore. Per tale motivo dette pronunzie estendono i loro effetti ai rapporti sorti in epoca precedente, purché non esauriti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 marzo 2019, n. 7732 – ICI – Il Comune non può attribuire all’unità immobiliare un classamento diverso da quallo attribuito dall”Ufficio Tecnico Erariale

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 20 marzo 2019, n. 7732 Tributi locali - ICI - Accertamento - Classamento - Rendita catastale - Microzona - Parametri Ragioni della decisione La Corte, costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal comma 1, lett. e), dell'art. 1 - bis del d.l. n. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 marzo 2019, n. 8011 – In tema di Iva e ai fini del rimborso dell’eccedenza d’imposta, è sufficiente la manifestazione di volontà mediante la compilazione, nella dichiarazione annuale, del quadro “RX4”, sebbene non accompagnata dalla presentazione del modello “VR”, che costituisce solo un presupposto per l’esigibilità del credito, sicché, anche in caso di cessazione d’attività, nella quale non è possibile portare in detrazione l’eccedenza l’anno successivo, una volta esercitato tempestivamente in dichiarazione il diritto al rimborso, non è applicabile il termine biennale di decadenza

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 marzo 2019, n. 8011 Imposte indirette - IVA - Istanza di rimborso - Dichiarazione annuale - Trasmissione telematica Rilevato che la T. s.r.l. in liquidazione, in persona del liquidatore, ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza n. 2271/67/2012, depositata dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, sez. staccata di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 marzo 2019, n. 8008 – In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali l’inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l’emanazione dell’avviso di accertamento, decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un’ispezione o una verifica nei locali destinati all’esercizio dell’attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l’illegittimità dell’atto impositivo emesso ante tempus

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 marzo 2019, n. 8008 Tributi - Accertamento - Enti no profit - PVC - Contenzioso tributario - Scadenza dei termini per l'accertamento Rilevato che L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso avverso la sentenza n. 213/07/12, depositata il 4.05.2012 dalla Commissione Tributaria Regionale della Campania, che, confermando la sentenza di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 13 marzo 2019, n. 7108 – In tema di accertamento analitico induttivo ex art. 39, comma 1, lett. d) del d.P.R. n. 600 del 1973, le percentuali di ricarico, accertate con riferimento ad un determinato anno fiscale, costituiscono validi elementi indiziari, da utilizzare secondo i criteri di razionalità e prudenza, per ricostruire i dati corrispondenti relativi ad anni precedenti o successivi, atteso che, in base all’esperienza, non si tratta di una variabile occasionale, per cui incombe sul contribuente, anche in virtù del principio di vicinanza della prova, l’onere di dimostrare i mutamenti del mercato o della propria attività che possano giustificare in altri periodi l’applicazione di percentuali diverse

In tema di accertamento analitico induttivo ex art. 39, comma 1, lett. d) del d.P.R. n. 600 del 1973, le percentuali di ricarico, accertate con riferimento ad un determinato anno fiscale, costituiscono validi elementi indiziari, da utilizzare secondo i criteri di razionalità e prudenza, per ricostruire i dati corrispondenti relativi ad anni precedenti o successivi, atteso che, in base all'esperienza, non si tratta di una variabile occasionale, per cui incombe sul contribuente, anche in virtù del principio di vicinanza della prova, l'onere di dimostrare i mutamenti del mercato o della propria attività che possano giustificare in altri periodi l'applicazione di percentuali diverse

MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 15 marzo 2019 – Determinazione del reddito derivante dall’allevamento di animali per il biennio 2018-2019

MINISTERO FINANZE - Decreto ministeriale 15 marzo 2019 Determinazione del reddito derivante dall’allevamento di animali per il biennio 2018-2019 Art. 1 Determinazione del numero dei capi di bestiame Per il biennio 2018 e 2019, il numero dei capi che rientra nei limiti di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 32 del TUIR, tenuto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 marzo 2019, n. 8012 – La costruzione giuridica della remissione del debito come atto unilaterale recettizio che ha effetti estintivi del debito, riversandosi quanto alle sue conseguenze processuali nell’alveo della efficacia probatoria tra le parti del rapporto, non si riflette, con altrettanta efficacia processuale, nei confronti di un terzo creditore, estraneo al rapporto remissivo

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 marzo 2019, n. 8012 TFR - Compensi da liquidatore - Dichiarazione di rinuncia - Istanza di rimborso per somme versate a titolo di ritenuta d'acconto Rilevato che la B. s.p.a. ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza n. 1137/18/2014, depositata dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia il 4.03.2014, che, a [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 marzo 2019, n. 7999 – La neutralità dell’imposizione armonizzata sul valore aggiunto comporta che, pur in mancanza di dichiarazione annuale, l’eccedenza d’imposta – risultante da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti per un anno e dedotta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto – sia riconosciuta dal giudice tributario se siano stati rispettati dal contribuente tutti i requisiti sostanziali per la detrazione

La neutralità dell'imposizione armonizzata sul valore aggiunto comporta che, pur in mancanza di dichiarazione annuale, l'eccedenza d'imposta - risultante da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti per un anno e dedotta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto - sia riconosciuta dal giudice tributario se siano stati rispettati dal contribuente tutti i requisiti sostanziali per la detrazione; pertanto, in tal caso, il diritto di detrazione non può essere negato nel giudizio d'impugnazione della cartella emessa dal fisco a seguito di controllo formale automatizzato, laddove, pur non avendo il contribuente presentato la dichiarazione annuale per il periodo di maturazione, sia dimostrato in concreto - ovvero non controverso - che si tratti di acquisti fatti da un soggetto passivo d'imposta, assoggettati a IVA e finalizzati a operazioni imponibili

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