TRIBUTI

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5399 – Il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui all’art. 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della “revisione del classamento” dell’art. 9 del d. P.R. 23 marzo 1998, n. 1238

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5399 Accertamento - Estimi catastali - Immobili - Microzona - Riclassamento - Categorie catastali Ritenuto che L'Agenzia delle entrate ricorre sulla base di tre motivi per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Puglia, indicata in epigrafe, che ha rigettato l'appello dell'Ufficio, in controversia su impugnazione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5305 – Annullato l’invito di pagamento per IVA all’importazione per assenza di prove – Il procedimento che deve necessariamente seguirsi in tema di prova per presunzioni si articola in due momenti valutativi

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5305 Imposte indirette - IVA - Imposrtazioni - Invito di pagamento - Ricorso per Cassazione Rilevato che - con la sentenza di cui sopra la Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello della società contribuente e quindi annullato l'invito di pagamento per IVA all'importazione anno 2005; - [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 febbraio 2019, n. 5076 – Non sussiste il presupposto del classamento come “mezzo pubblico di trasporto”, che presuppone una pur parziale utilizzabilità della struttura come mezzo di trasporto a disposizione del pubblico, laddove un impianto di risalita svolge un’esclusiva funzione commerciale di ausilio ed integrazione dell’uso delle piste sciistiche

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 febbraio 2019, n. 5076 Tributi - Classamento - Impianto di risalita cabinovia - Attribuzione categoria catastale D/8 - Finalità commerciale dell’immobile Ritenuto che La società A.F. S.p.a. impugnava l'avviso di accertamento emesso dall'Agenzia del Territorio a seguito di revisione della procedura DOCFA presentata dalla contribuente, relativo al classamento e [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 febbraio 2019, n. 4397 – L’assolvimento dell’iva intracomunitaria col metodo dell’inversione contabile, in luogo dell’assolvimento dell’IVA all’importazione, non consente al fisco di richiedere nuovamente il pagamento dell’imposta

l’Amministrazione finanziaria non può pretendere il pagamento dell’IVA all'importazione dal soggetto passivo che, non avendo materialmente immesso i beni nel deposito fiscale, si è illegittimamente avvalso del regime di sospensione di cui all'art. 50 bis, comma 4, lett. b), d.l. n. 331 del 1993 n. 331, qualora costui abbia già provveduto all'adempimento, sia pur tardivo, dell'obbligazione tributaria nell'ambito del meccanismo dell'inversione contabile mediante un'autofatturazione ed una registrazione nel registro degli acquisti e delle vendite, atteso che la violazione del sistema del versamento dell'IVA, realizzata dall'importatore per effetto dell'immissione solo virtuale della merce nel deposito, ha natura formale e non può mettere, pertanto, in discussione il suo diritto alla detrazione, come chiarito dalla Corte di giustizia nella sentenza del 17 luglio 2014, in C-272/13 Equoland

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 febbraio 2019, n. 5471 – La presunzione di evasione sancita, con riferimento agli investimenti ed alle attività di natura finanziaria negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato, dall’art. 12, comma 2, del d.l. n. 78 del 2009, conv., con modif., dalla l. n. 102 del 2009, in vigore dal 1° luglio 2009, non ha efficacia retroattiva

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 febbraio 2019, n. 5471 Tributi - IRPEF - Disponibilità finanziarie detenute all'estero - Mancata compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi - Presunzione di evasione ex art. 12, co. 2, D.L. n. 78 del 2009 - Efficacia retroattiva - Esclusione Motivi della decisione Veniva accertato che la F.M., [...]

Aliquota Iva applicabile alla cessione e alla somministrazione di alimenti e bevande – Principio di diritto 22 febbraio 2019, n. 9 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Principio di diritto 22 febbraio 2019, n. 9 Aliquota Iva applicabile alla cessione e alla somministrazione di alimenti e bevande In merito all’applicazione dell’art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 occorre, ai fini del corretto inquadramento fiscale, distinguere la somministrazione di alimenti e bevande dalla [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 febbraio 2019, n. 5319 – In tema di ICI, per la dimostrazione della ruralità dei fabbricati, ai fini del trattamento esonerativo, è rilevante l’oggettiva classificazione catastale con attribuzione della relativa categoria (A/6 o D/10)

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 febbraio 2019, n. 5319 Tributi locali - ICI - Accertamento - Immobili - Accatastamento - Allevamento animali - Carattere di ruralità Rilevato che 1. La società S. impugnava l'avviso di accertamento relativo a ICI per l'anno 2003 (provvedimento n. 434 del 7.12.2009), sul presupposto che gli immobili oggetto di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 febbraio 2019, n. 5265 – Indeducibilità di costi relativi a fatture emesse dalla società nei confronti della contribuente per prestazioni effettuate in suo favore, in quanto relative a interposizione fittizia di manodopera

in materia di congruità dei compensi corrisposti agli amministratori, ai fini della loro deducibilità quali costi, la giurisprudenza successiva ha affermato che, in tema di determinazione dei redditi di impresa, rientra nei poteri dell'Amministrazione finanziaria la valutazione di congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni, anche ove non ricorrano irregolarità nella tenuta delle scritture contabili o vizi negli atti giuridici d'impresa, sicché la deducibilità, ai sensi dell'art. 62 (ora art. 95, comma 5) del d.P.R. n. 917 del 1986, dei compensi degli amministratori di società non implica alcun vincolo alla misura indicata nelle deliberazioni sociali o nei contratti, competendo agli uffici finanziari la verifica dell'attendibilità economica dei predetti dati

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