TRIBUTI

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia, sezione n. 23, sentenza n. 5036 depositata il 15 dicembre 2022 – L’impresa costruttrice ha diritto all’esenzione dall’IMU sugli immobili di sua proprietà, destinati alla vendita e non locati (art. 2, co. 2, D. L. 102/2013). Gli immobili in questione sono, infatti, attratti nel reddito d’impresa come “beni merce” e, dunque, sottratti alla ratio del regime impositivo previsto dall’IMU per i redditi fondiari

L’impresa costruttrice ha diritto all’esenzione dall’IMU sugli immobili di sua proprietà, destinati alla vendita e non locati (art. 2, co. 2, D. L. 102/2013). Gli immobili in questione sono, infatti, attratti nel reddito d’impresa come “beni merce” e, dunque, sottratti alla ratio del regime impositivo previsto dall’IMU per i redditi fondiari

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Piemonte, sezione n. 2, sentenza n. 1164 depositata il 15 dicembre 2022 – Legittimo l’irrogazione, accanto all’indennità di mora, della sanzione ex art. 13 d.lgs. n. 471 de/1997, posto che non solo non si pone un profilo di proporzionalità rispetto ai principi unionali

Legittimo l'irrogazione, accanto all'indennità di mora, della sanzione ex art. 13 d.lgs. n. 471 de/1997, posto che non solo non si pone un profilo di proporzionalità rispetto ai principi unionali

CORTE di CASSAZIONE – Ordinanza n. 5094 depositata il 17 febbraio 2023 – In ordine all’efficacia del disconoscimento della sottoscrizione apposta sull’avviso di ricevimento prodotto solo in copia la mancanza di specificità del disconoscimento della conformità delle copie informatiche agli originali, considerato peraltro che non vi è obbligo per il concessionario di produrre gli originali, ha pienamente legittimato l’accertamento decisivo della esistenza delle notifiche non potendo, contrariamente alla prospettazione del ricorrente, porsi una questione di disconoscimento dell’autenticità delle sottoscrizioni e delle scritture con consequenziale operatività necessaria del procedimento di verificazione ex art. 215 c.p.c., contenute nelle dette relate di notifica che rivestono la natura di atto pubblico

In ordine all'efficacia del disconoscimento della sottoscrizione apposta sull'avviso di ricevimento prodotto solo in copia la mancanza di specificità del disconoscimento della conformità delle copie informatiche agli originali, considerato peraltro che non vi è obbligo per il concessionario di produrre gli originali, ha pienamente legittimato l'accertamento decisivo della esistenza delle notifiche non potendo, contrariamente alla prospettazione del ricorrente, porsi una questione di disconoscimento dell'autenticità delle sottoscrizioni e delle scritture con consequenziale operatività necessaria del procedimento di verificazione ex art. 215 c.p.c., contenute nelle dette relate di notifica che rivestono la natura di atto pubblico

Commissione Tributaria Regionale per la Liguria sezione 6 sentenza n. 265 depositata il 26 febbraio 2020 – La mancata compilazione di un solo quadro della dichiarazione dei redditi (a fronte dell’avvenuta compilazione dei restanti) non integra la fattispecie di “omessa dichiarazione”, quanto piuttosto quella di “dichiarazione incompleta”

La mancata compilazione di un solo quadro della dichiarazione dei redditi (a fronte dell'avvenuta compilazione dei restanti) non integra la fattispecie di "omessa dichiarazione", quanto piuttosto quella di "dichiarazione incompleta"

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sentenza n. 950 sez. 10 depositata il 1° dicembre 2022 – Il beneficio del diritto a detrazione deve essere negato non solo quando un’evasione dell’IVA sia commessa dal soggetto passivo stesso, ma anche qualora si dimostri che il soggetto passivo, a cui sono stati ceduti i beni o prestati i servizi posti a fondamento del diritto a detrazione, sapeva o avrebbe dovuto sapere che, acquistando tali beni e servizi, partecipava ad un’operazione di evasione dell’IVA. A tal fine le autorità tributarie devono procedere a una valutazione globale di tutti gli elementi e di tutte le circostanze di fatto del caso di specie, effettuata conformemente alle norme in materia di prova del diritto nazionale. Dopo aver effettuato tali valutazioni il beneficio del diritto a detrazione, secondo il giudice europeo, può essere negato solo qualora i fatti siano stati sufficientemente dimostrati con mezzi che non siano mere supposizioni

Il beneficio del diritto a detrazione deve essere negato non solo quando un’evasione dell’IVA sia commessa dal soggetto passivo stesso, ma anche qualora si dimostri che il soggetto passivo, a cui sono stati ceduti i beni o prestati i servizi posti a fondamento del diritto a detrazione, sapeva o avrebbe dovuto sapere che, acquistando tali beni e servizi, partecipava ad un’operazione di evasione dell’IVA. A tal fine le autorità tributarie devono procedere a una valutazione globale di tutti gli elementi e di tutte le circostanze di fatto del caso di specie, effettuata conformemente alle norme in materia di prova del diritto nazionale. Dopo aver effettuato tali valutazioni il beneficio del diritto a detrazione, secondo il giudice europeo, può essere negato solo qualora i fatti siano stati sufficientemente dimostrati con mezzi che non siano mere supposizioni

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Liguria, sezione n. 2, sentenza n. 917 depositata il 6 dicembre 2022 – L’esenzione dal pagamento del contributo unificato spetta alla ONLUS che opera a tutela dell’interesse collettivo in materia ambientale sulla base di quanto previsto dalla Convenzione di Aarhus del 25.6.1998, ratificata in Italia con L. n. 108/2001

L’esenzione dal pagamento del contributo unificato spetta alla ONLUS che opera a tutela dell’interesse collettivo in materia ambientale sulla base di quanto previsto dalla Convenzione di Aarhus del 25.6.1998, ratificata in Italia con L. n. 108/2001

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Calabria, sezione n. 4, sentenza n. 3792 depositata il 6 dicembre 2022 – L’amministrazione finanziaria può validamente emettere un avviso di accertamento integrativo se fondato sulla sopravvenuta conoscenza di indici di ricchezza imponibile che le erano ignoti al momento dell’emanazione dell’avviso ordinario

L’amministrazione finanziaria può validamente emettere un avviso di accertamento integrativo se fondato sulla sopravvenuta conoscenza di indici di ricchezza imponibile che le erano ignoti al momento dell’emanazione dell’avviso ordinario

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dell’Emilia Romagna, sezione n. 14, sentenza n. 1425 depositata il 5 dicembre 2022 – La cessione della totalità delle quote sociali e la cessione d’azienda hanno la medesima “identità di effetti” a prescindere dal nomen iuris attribuito all’atto dalle parti

La cessione della totalità delle quote sociali e la cessione d’azienda hanno la medesima “identità di effetti” a prescindere dal nomen iuris attribuito all’atto dalle parti

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