TRIBUTI

Le operazioni permutative e la disciplina IVA: novità e riflessioni a seguito delle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2026

Le operazioni permutative, cioè gli scambi di beni e servizi senza pagamento in denaro, rappresentano un ambito complesso della disciplina IVA. Esse comportano rilevanti implicazioni ai fini della determinazione della base imponibile e della liquidazione dell’imposta. L’attenzione degli operatori economici e dei professionisti tributari è particolarmente alta, soprattutto alla luce delle modifiche, apportate all'art. 13 [...]

Dichiarazione annuale IVA e gestione del credito: quadro normativo, profili giurisprudenziali e criticità applicative

Nel sistema delineato dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, la dichiarazione annuale IVA rappresenta il momento conclusivo del ciclo impositivo, nel quale confluiscono le risultanze delle liquidazioni periodiche e si determina l’eventuale eccedenza d’imposta a credito o a debito. L’obbligo dichiarativo trova il proprio fondamento nell’art. 8 del D.P.R. n. 322/1998, ma la sua [...]

Il nuovo obbligo di collegamento tra registratore telematico e POS: Inquadramento normativo, finalità del legislatore e guida operativa

A decorrere dal 1° gennaio 2026, entra a regime un nuovo obbligo che incide sulle modalità di certificazione dei corrispettivi: il collegamento tra registratore telematico (RT) e strumenti di pagamento elettronico (POS). L’adempimento si colloca nel solco della progressiva digitalizzazione degli obblighi fiscali e dell’intensificazione dei controlli automatizzati, con l’obiettivo di rafforzare la coerenza tra [...]

Il concordato preventivo biennale tra affidamento del contribuente e cause di decadenza: profili di coordinamento

Il concordato preventivo biennale, introdotto dal d.lgs. n. 13/2024 nell’ambito della riforma fiscale ed aggiornato dal D.Lgs. 108/2024 (“Correttivo”), rappresenta uno degli strumenti più innovativi nel rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente. La finalità dichiarata dell’istituto è quella di rafforzare la compliance spontanea, offrendo certezza ex ante sul carico fiscale in cambio di un comportamento [...]

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, prima sezione, sentenza depositata il 9 ottobre 2025 causa C‑101/24 – Qualora un soggetto passivo stabilito in uno Stato membro abbia fornito prestazioni di servizi per via elettronica a persone residenti nel territorio dell’Unione europea che non sono soggetti passivi per il tramite di un’«app store» messa a disposizione da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro, con la conseguenza che si ritiene che quest’ultimo soggetto passivo abbia ricevuto tali prestazioni di servizi e le abbia fornite ai clienti finali, il primo soggetto passivo non può essere considerato debitore dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) nel suo Stato membro di stabilimento in forza di tale articolo 203 per il motivo che, nelle conferme d’ordine trasmesse ai clienti finali, tale primo soggetto passivo è stato designato, con il suo consenso, quale prestatore ed è stata indicata l’aliquota IVA applicabile nel suo Stato membro di stabilimento.

Qualora un soggetto passivo stabilito in uno Stato membro abbia fornito prestazioni di servizi per via elettronica a persone residenti nel territorio dell’Unione europea che non sono soggetti passivi per il tramite di un’«app store» messa a disposizione da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro, con la conseguenza che si ritiene che quest’ultimo soggetto passivo abbia ricevuto tali prestazioni di servizi e le abbia fornite ai clienti finali, il primo soggetto passivo non può essere considerato debitore dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) nel suo Stato membro di stabilimento in forza di tale articolo 203 per il motivo che, nelle conferme d’ordine trasmesse ai clienti finali, tale primo soggetto passivo è stato designato, con il suo consenso, quale prestatore ed è stata indicata l’aliquota IVA applicabile nel suo Stato membro di stabilimento.

Qualificazione ai fini fiscali italiani di trust svizzero e applicazione della disposizione di cui all’articolo 16, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 – Risposta n. 17 del 23 gennaio 2026 dell’Agenzia delle entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 17 del 23 gennaio 2026 Qualificazione ai fini fiscali italiani di trust svizzero e applicazione della disposizione di cui all'articolo 16, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito L'Istante è un cittadino italiano, fiscalmente [...]

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