TRIBUTI

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 settembre 2020, n. 18401 – La violazione del precetto di cui all’art. 2697 c.c., censurabile per cassazione ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c., è configurabile soltanto nell’ipotesi in cui il giudice abbia attribuito l’onere della prova ad una parte diversa da quella che ne era onerata secondo le regole di scomposizione delle fattispecie basate sulla differenza tra fatti costitutivi ed eccezioni

La violazione del precetto di cui all'art. 2697 c.c., censurabile per cassazione ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c., è configurabile soltanto nell'ipotesi in cui il giudice abbia attribuito l'onere della prova ad una parte diversa da quella che ne era onerata secondo le regole di scomposizione delle fattispecie basate sulla differenza tra fatti costitutivi ed eccezioni

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 settembre 2020, n. 18397 – Esclusione dell’applicabilità l’applicabilità dell’accertamento con adesione alle cartelle di pagamento notificate a seguito della liquidazione delle imposte dovute in base alle dichiarazioni effettuata ai sensi dell’art. 36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 settembre 2020, n. 18397 Tributi - Controllo dichiarazione ex art. 36-bis del D.P.R. n. 600 del 1973 - Cartella di pagamento - Recupero credito IVA utilizzato in compensazione - Istanza di accertamento con adesione - Effetto sospensivo del termine di impugnazione - Esclusione Rilevato che a seguito della liquidazione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 settembre 2020, n. 18392 – In tema di accertamento cd. sintetico, ai sensi dell’art. 38, comma 6, del d.P.R. n. 600 del 1973, la prova contraria a carico del contribuente ha ad oggetto non soltanto la disponibilità di redditi ulteriori rispetto a quelli dichiarati, in quanto esenti o soggetti a ritenute alla fonte, ma anche la documentazione di circostanze sintomatiche che ne denotano l’utilizzo per effettuare le spese contestate e non altre

In tema di accertamento cd. sintetico, ai sensi dell'art. 38, comma 6, del d.P.R. n. 600 del 1973, la prova contraria a carico del contribuente ha ad oggetto non soltanto la disponibilità di redditi ulteriori rispetto a quelli dichiarati, in quanto esenti o soggetti a ritenute alla fonte, ma anche la documentazione di circostanze sintomatiche che ne denotano l'utilizzo per effettuare le spese contestate e non altre

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 settembre 2020, n. 18395 – La deducibilità dal reddito di lavoro autonomo professionale e, quindi, dalla base imponibile dell’IRAP, deve essere affermata anche riguardo ai contributi versati dai notai al Consiglio nazionale del notariato, ai sensi dell’art. 20 della legge n. 220 del 1991, anch’essi posti da tale disposizione direttamente a carico del notaio

La deducibilità dal reddito di lavoro autonomo professionale e, quindi, dalla base imponibile dell’IRAP, deve essere affermata anche riguardo ai contributi versati dai notai al Consiglio nazionale del notariato, ai sensi dell'art. 20 della legge n. 220 del 1991, anch'essi posti da tale disposizione direttamente a carico del notaio

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 settembre 2020, n. 18398 – L’accertamento parziale non costituisce un metodo di accertamento autonomo rispetto alle previsioni di cui agli artt. 38 e 39 del d.P.R. n. 600 del 1973 e 54 e 55 del d.P.R. n.633 del 1972, bensì una modalità procedurale che ne segue le stesse regole, per cui può basarsi senza limiti anche sul metodo induttivo e il relativo avviso può essere emesso pur in presenza di una contabilità tenuta in modo regolare

L'accertamento parziale non costituisce un metodo di accertamento autonomo rispetto alle previsioni di cui agli artt. 38 e 39 del d.P.R. n. 600 del 1973 e 54 e 55 del d.P.R. n.633 del 1972, bensì una modalità procedurale che ne segue le stesse regole, per cui può basarsi senza limiti anche sul metodo induttivo e il relativo avviso può essere emesso pur in presenza di una contabilità tenuta in modo regolare

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 settembre 2020, n. 18403 – In tema di imposte sui redditi, ai fini dell’individuazione del soggetto effettivo titolare del reddito prodotto da una specifica attività economica, l’esistenza di una società di fatto può ben essere desunta da manifestazioni comportamentali rivelatrici di una struttura sovraindividuale indiscutibilmente consociativa, assunte non per una loro autonoma valenza, ma quali elementi apparenti e rivelatori, sulla base di una prova logica, dei fattori essenziali di un rapporto di società nella gestione dell’azienda

In tema di imposte sui redditi, ai fini dell'individuazione del soggetto effettivo titolare del reddito prodotto da una specifica attività economica, l'esistenza di una società di fatto può ben essere desunta da manifestazioni comportamentali rivelatrici di una struttura sovraindividuale indiscutibilmente consociativa, assunte non per una loro autonoma valenza, ma quali elementi apparenti e rivelatori, sulla base di una prova logica, dei fattori essenziali di un rapporto di società nella gestione dell'azienda

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 settembre 2020, n. 18405 – La mancata risposta al questionario costituisce logicamente rifiuto di produrre la documentazione richiesta e, ai sensi dell’art. 32 del d.P.R. 600 del 1973 è inutilizzabile la documentazione non prodotta in risposta al questionario salva l’ipotesi, non ricorrente nella fattispecie in esame, dell’eventuale giustificazione della mancata produzione in sede di risposta al questionario

La mancata risposta al questionario costituisce logicamente rifiuto di produrre la documentazione richiesta e, ai sensi dell'art. 32 del d.P.R. 600 del 1973 è inutilizzabile la documentazione non prodotta in risposta al questionario salva l'ipotesi, non ricorrente nella fattispecie in esame, dell'eventuale giustificazione della mancata produzione in sede di risposta al questionario

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