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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

GDPR: ha funzione risarcitoria e non punitiva o dissuasiva il risarcimento del danno previsto dall’art. 82 del regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679

La Corte di Giustizia UE con la sentenza n. C-667/21 depositata il 21 dicembre 2023, intervenuta sulla natura ed entità dell'indennizzo previsto dall'art. 82 del regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679, ha stabilito che lo stesso debba essere interpretato nel senso che "... da un lato, il sorgere della responsabilità del titolare del trattamento è subordinato all’esistenza della colpa di quest’ultimo, che è presunta a meno che egli dimostri che il fatto che ha causato il danno non gli è in alcun modo imputabile, e, dall’altro, tale articolo 82 non richiede che il grado di tale colpa sia preso in considerazione nel calcolare l’importo del risarcimento del danno riconosciuto a titolo di danno immateriale in base a tale disposizione. ..." La vicenda ha riguardato un dipendente di un organismo pubblico tedesco, incaricato di accertare mediante [...]

Ai fini della detrazione IVA non incidono le violazioni formali in quanto prevalgono i requisiti sostanziali

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 34041 depositata il 5 dicembre 2023, intervenendo in tema detrazione IVA, ha ribadito il principio di diritto stabilito dalla Corte di Giustizia UE secondo cui "... per il principio di neutralità dell’IVA, pur in presenza di violazioni degli obblighi formali di tenuta, registrazione e conservazione delle fatture, per cui permane la possibilità di irrogare le relative sanzioni non potendosi qualificare le stesse come meramente formali, sussiste comunque il diritto alla detrazione purché tutti gli obblighi sostanziali siano soddisfatti, salvo che la parte abbia omesso di effettuare gli obblighi formali in vista di un intento fraudolento e di evasione, ovvero la violazione sia finalizzata ad impedire che sia fornita la prova certa del rispetto dei requisiti sostanziali (ex multis, Cass. n. 143 del 5/01/2022); ..." La vicenda ha riguardato un'azienda [...]

Legittimo il licenziamento di un dipendente pubblico per la mancata registrazione delle uscite per pausa pranzo

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 30418 depositata il 2 novembre 2023, intervenendo in tema di mancata timbratura dell’uscita dall’ufficio in pausa pranzo nel pubblico impiego, ha ribadito che "... nell’interpretare il d.lgs. n. 165 del 2001, art. 55 quater, lett. a), ha affermato che la condotta di rilievo disciplinare se, da un lato, non richiede un'attività materiale di alterazione o manomissione del sistema di rilevamento delle presenze in servizio, dall'altro deve essere oggettivamente idonea ad indurre in errore il datore di lavoro, sicché anche l'allontanamento dall'ufficio, non accompagnato dalla necessaria timbratura, integra una modalità fraudolenta, diretta a rappresentare una situazione apparente diversa da quella reale (Cass. n. 17367 del 2016 e Cass. n. 25750 del 2016). ..." La vicenda ha riguardato una dipendente di un istituto scolastico che era stata licenziata per [...]

Nelle indagine bancarie quando il medesimo soggetto sia legale rappresentante di una pluralità di persone giuridiche, essendo in tal caso sufficiente, in difetto della prova contraria circa una più corretta imputazione, ripartire i dati estratti dai conti correnti in proporzione al volume di affari di ciascun ente

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 35856 depositata il 22 dicembre 2023, intervenendo in tema di accertamento fiscale fondato su indagini e presunzioni bancarie, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... in tema di accertamento del reddito d'impresa, gli artt. 32, n. 7, del d.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del d.P.R. n. 633 del 1972 autorizzano l'Ufficio finanziario a procedere all'accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti bancari formalmente intestati a terzi ma che si ha motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito del contribuente, sicché possono assumere rilievo ai fini delle indagini i conti correnti intestati all'amministratore unico e socio assoluto di maggioranza di una società a responsabilità limitata in ragione di movimentazioni sia in entrata che in uscita che non trovino corrispondenza alcuna nelle registrazioni contabili; né rileva [...]

Prescrizione dei crediti retributivi dei lavoratori nel pubblico impiego contrattualizzato 

La Corte di Cassazione, sezioni unite, con la sentenza n. 36197 depositata il 28 dicembre 2023, è stata chiamata a statuire il momento da cui far decorrere la prescrizione dei crediti retributivi nel pubblico impiego. I giudici di legittimità hanno sttuito il principio di diritto secondo cui "... La prescrizione dei crediti retributivi dei lavoratori nel pubblico impiego contrattualizzato decorre sempre – tanto in caso di rapporto a tempo indeterminato, tanto di rapporto a tempo determinato, così come di successione di rapporti a tempo determinato – in costanza di rapporto (dal momento di loro progressiva insorgenza) o dalla sua cessazione (per quelli originati da essa), attesa l’inconfigurabilità di un metus. Nell’ipotesi di rapporto a tempo determinato, anche per la mera aspettativa del lavoratore alla stabilità dell'impiego, in ordine alla continuazione del rapporto suscettibile di tutela. [...]

DURC: dal 2024 istituito il nuovo servizio per la verifica e gestione interattiva della regolarità contributiva

L'INPS con il messaggio n. 4693 del 28 dicembre 2023 rende noto che da gennaio 2024 viene istituita una nuova piattaforma che consente al titolare/legale rappresentante dell’azienda e al relativo intermediario di verificare e gestire anticipatamente le situazioni di irregolarità, destinate a incidere potenzialmente anche sugli esiti delle verifiche di regolarità contributiva rilevate dal sistema “Durc On Line”. Dal mese di gennaio 2024 saranno avviate sessioni informative rivolte agli intermediari e alle Strutture territoriali INPS e con successivo messaggio si comunicherà la definizione del nuovo profilo utente. Accesso  E' possibile accedere al nuovo servizio per la verifica e gestione interattiva della regolarità contributiva digitando la dicitura “VeRA” nel motore di ricerca testuale del sito istituzionale dell’INPS Come funziona Per il titolare/legale rappresentante dell’azienda o il relativo intermediario è possibile: accedere alle interrogazioni precaricate dal sistema (funzionalità [...]

Il tempo di vestizione e svestizione della divisa rientra nell’orario di lavoro qualora è assoggettato al potere di conformazione del datore di lavoro

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 33937 depositata il 5 dicembre 2023, intervenendo sul tema se far rientrare nell'orario di lavoro ii tempo impiegato nella vestizione e svestizione delle divise aziendali, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... nel rapporto di lavoro subordinato, anche alla luce della giurisprudenza comunitaria in tema di orario di lavoro di cui alla direttiva n. 2003/88/CE (v. Corte di Giustizia UE del 10 settembre 2015 in (C-266/14), il tempo necessario ad indossare la divisa aziendale rientra nell'orario di lavoro se è assoggettato al potere di conformazione del datore di lavoro; l'eterodirezione può derivare dall'esplicita disciplina d'impresa o risultare implicitamente dalla natura degli indumenti, o dalla specifica funzione che devono assolvere, quando gli stessi siano diversi da quelli utilizzati o utilizzabili secondo un criterio di normalità sociale dell'abbigliamento; invero, [...]

Il giudicato formatosi in un determinato giudizio può spiegare ” efficacia riflessa” nei confronti di soggetti rimasti estranei al rapporto processuale a determinate condizione

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 32717 depositata il 24 novembre 2023, intervenendo in tema di efficacia di giudicato, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... Per spiegare efficacia riflessa verso soggetti estranei al rapporto processuale, quale affermazione obiettiva di verità, è necessario che il terzo sia titolare di una situazione giuridica dipendente o comunque subordinata - e non è questo il caso - e che, come detto, il terzo non sia titolare di un rapporto autonomo ed indipendente rispetto a quello in ordine al quale il giudicato interviene. In tale evenienza, infatti, non è ammissibile che egli, salvo diversa ed espressa indicazione normativa, possa avvalersene a fondamento della sua pretesa e neppure possa riceverne un pregiudizio (cfr. Cass. 11/06/2019 n. 15599). Deve trattarsi di sentenza che contenga un'affermazione obiettiva di verità [...]

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