
Licenziamento ritorsivo é nullo quando il motivo ritorsivo, come tale illecito, sia stato l’unico determinante dello stesso
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 741 depositata il 9 gennaio 2024, intervenendo in tema di licenziamento ritorsivo, ha ribadito che "... il licenziamento per ritorsione, diretta o indiretta, è considerato un “licenziamento nullo quando il motivo ritorsivo, come tale illecito, sia stato l'unico determinante dello stesso, ai sensi del combinato disposto dell'art. 1418, secondo comma, e degli artt. 1345 e 1324 c.c.” (Cass. n. n. 17087 del 2011 in motivazione). ..." La vicenda ha riguardato un dipendente per il quale era stata disposta dalla società datrice di lavoro il trasferimento in altra sede. Il provvedimento veniva dichiarato illegittimo dal Tribunale. La società, secondo il lavoratore, a seguito di tale provvedimento giudiziario aveva sollecitato i dipendenti a segnalare tutte le possibili mancanze dello stesso. Successivamente fu redatto un documento con le mancanze a [...]
Nullo l’accertamento fondato su documenti rinvenuti durante un’ispezione fatta a seguito di denuncia anonima, salvo che lo stesso non possa sorreggersi su altri autonomi elementi probatori
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 763 depositata il 9 gennaio 2024, interevenendo in tema di accertamento fondato su documenti e prove rinvenute a seguito di accesso domiciliare autorizzato dal procuratore della Repubblica, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... il giudice tributario, in sede di impugnazione dell'atto impositivo basato su libri, registri, documenti ed altre prove reperite mediante accesso domiciliare autorizzato dal procuratore della Repubblica, ai sensi dell'art. 52 del d.P.R. n. 633 del 1972, in tema di imposta sul valore aggiunto - reso applicabile anche ai fini dell'accertamento delle imposte sui redditi dal richiamo operato dall'art. 33 del d.P.R. n. 600 del 1973 - ha il potere-dovere (in ossequio al canone ermeneutico secondo cui va privilegiata l'interpretazione conforme ai precetti costituzionali, nella specie agli artt. 14 e 113 Cost.), oltre che [...]
Reato di falso in bilancio: non sussiste se la valutazione è sbagliata e non vi è consapevolezza
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 1148 depositata il 10 gennaio 2024, intervenendo in tema di bancarotta fraudolenta da reato societario, ha statuito che il bilancio è un "... atto caratterizzato da profili descrittivi (consistenti nella mera rappresentazione del dato storico) e valutativi (consistenti nella verifica di conformità della situazione fattuale rispetto a parametri predeterminati). E per entrambi è ben ipotizzabile un profilo di falsità. Nel primo caso attraverso la difforme esposizione (anche sotto il profilo omissivo) del dato rappresentato; nel secondo caso, essendo la verifica di conformità vincolata al rispetto di criteri predeterminati dalla scienza e dalla tecnica estimativa, attraverso una valutazione non conforme ai parametri cui essa è vincolata (Sez. 5, n. 22B8 del 13/11/2014, dep. 2015, Rv. 262728; Sez. 2, n. 1417 del 11/10/2012 - dep. 2013, Rv. 254305). [...]
In tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato, è illegittimo il provvedimento di applicazione della misura che non contenga una, sia pur concisa, motivazione circa la ritenuta sussistenza del “periculum in mora”, anche nel caso in cui il patrimonio del soggetto passibile di ablazione sia di consistenza inferiore alla somma sino alla cui concorrenza questa dovrebbe operare
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 47912 depositata il 1° dicembre 2023, intervenendo in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato, è illegittimo il provvedimento di applicazione della misura che non contenga una, sia pur concisa, motivazione circa la ritenuta sussistenza del "periculum in mora", anche nel caso in cui il patrimonio del soggetto passibile di ablazione sia di consistenza inferiore alla somma sino alla cui concorrenza questa dovrebbe operare, non coincidendo il suo presupposto applicativo con quello della mancanza/insufficienza della garanzia patrimoniale, previsto per il sequestro conservativo (tra le altre, Sez. 3, n. 31025 del 6/4/2023, Benzoni, Rv. 285042). In particolare, e in [...]
Compensazione con F24: nuove regole dal 1° luglio 2024
Il comma 94 dell'articolo 1 della legge n. 213 del 30 dicembre 2023 (c.d. legge di bilancio 2024) prevede che all'articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, siano apportate le seguenti modifiche: a) al comma 49-bis, dopo le parole: « quadro RU della dichiarazione dei redditi » sono inserite le seguenti: « nonché dei crediti maturati a titolo di contributi e premi nei confronti, rispettivamente, dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro »; b) dopo il comma 49-quater è inserito il seguente: « 49-quinquies. In deroga all'articolo 8, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, per i contribuenti che abbiano iscrizioni a ruolo per imposte erariali e relativi accessori o accertamenti esecutivi affidati agli [...]
Processo tributario: potere del giudice tributario di disapplicare gli atti amministrativi presupposti illegittimi e competenza del giudice tributario delle controversie tra tra il concessionario e il privato, quandanche siano posti in discussione la titolarità del rapporto di concessione o i suoi contenuti
La normativa sul processo tributario statuisce, come precisato anche dalla Corte Suprema, che "... (cfr. Cass. n. 19003 del 5 luglio 2023), sulla scorta di principi che il Collegio pienamente condivide, va richiamato l'insegnamento di questa Corte, anche a Sezioni Unite (cfr. Cass. n. 17485 del 14.07.2017 in motiv.; Cass. S.U. 6.03.2006, n. 6265), secondo cui il potere di disapplicazione, riconosciuto alle Commissioni tributarie dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 7, degli atti amministrativi illegittimi "presupposti" agli atti impositivi, non è inibito dal fatto che spetta al giudice amministrativo la cognizione, in sede di legittimità, delle delibere; (Cassazione ordinanza n. 36332 del 2023)..." Il suddetto potere di disapplicazione del giudice tributario "... sussiste anche qualora l'atto amministrativo disapplicato sia divenuto inoppugnabile per l'inutile decorso dei termini di impugnazione davanti al giudice amministrativo, e [...]
Illegittimo il licenziamento per superamento del periodo di comporto qualora il dipendente abbia chiesto ed ottenuto di poter usufruire delle ferie prima del superamento del periodo di comporto
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 582 depositata l' 8 gennaio 2024, intervenendo in tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... al lavoratore assente per malattia è consentito di mutare il titolo dell'assenza con la richiesta di fruizione delle ferie già maturate al fine di sospendere il decorso del periodo di comporto; ove una richiesta di ferie sia stata avanzata e, sia pure parzialmente, accolta prima del superamento del periodo di comporto, la dedotta successiva rinuncia alla fruizione delle ferie nel periodo indicato dal datore di lavoro deve essere provata in maniera chiara e inequivoca, attesa la garanzia costituzionale del diritto alle ferie e il rilevante e fondamentale interesse del lavoratore a evitare, con la fruizione delle stesse o di riposi [...]
Il creditore sociale, nei casi di società estinte, è onerato della prova dell’avvenuta distribuzione dell’attivo e la conseguente riscossione di una quota di esso da parte del socio in base al bilancio finale di liquidazione al fine di obbligare il socio a rispondere verso il creditore sociale
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 32729 depositata il 24 novembre 2023, intervenendo in tema di responsabilità del socio di società estinta, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... in caso di credito non soddisfatto verso la società di capitali cancellata dal registro delle imprese, il socio può essere obbligato a rispondere verso il creditore sociale ove quest’ultimo provi l’avvenuta distribuzione dell’attivo e la conseguente riscossione di una quota di esso da parte del socio in base al bilancio finale di liquidazione, incombendo, di converso, sul socio convenuto in giudizio l’onere della prova di aver effettivamente utilizzato le somme ricevute in base al bilancio finale di liquidazione per il pagamento dei debiti della società (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 10752 del 21/04/2023; Sez. 1, Sentenza n. 15474 del 22/06/2017; Sez. 6-5, Ordinanza n. [...]