News – Blog

News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Infortunio sul lavoro non tutto il C.d.A. è responsabile se vi è la delega che consente di identificare i soggetti effettivamente titolari dei poteri decisionali e di spesa all’interno dell’azienda

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 43819 depositata il 31 ottobre 2023, intervenendo in tema di responsabilità penale per gli infortuni sul lavoro, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... destinatario della normativa antinfortunistica, nell'ambito di un'impresa organizzata in forma societaria, è sempre il legale rappresentante, qualora non siano individuabili soggetti diversi obbligati a garantire la sicurezza dei lavoratori (Sez. 3, Sentenza n. 24478 del 23/05/2007, Lalia), e che nelle società di capitale il datore di lavoro si identifica con i soggetti effettivamente titolari dei poteri decisionali e di spesa all'interno dell'azienda, e quindi con i vertici dell'azienda stessa, ovvero nel presidente del consiglio di amministrazione, o amministratore delegato o componente del consiglio di amministrazione cui siano state attribuite le relative funzioni (Sez. 3, Sentenza n. 12370 del 09/03/2005, Bincoletto, Rv. [...]

Il semplice riferimento di una “malattia” in senso lato, quale situazione che renda necessario un trattamento sanitario, attiene a dato sulla salute

La Corte di Cassazione con l'ordinanza  n. 28417 depositata l’11 ottobre 2023, intervenendo in tema di protezione dei dati personali nel settore sanitario e relative sanzioni, ha ribadito che costituiscono dati sanitari e quindi soggetti alla protezione prevista dalla normativa sulla privacy  "... il fatto stesso di comunicare l'esigenza di un trattamento sanitario e, quindi, l'esistenza di una "malattia" in senso lato - intesa dunque come situazione che renda necessario un trattamento sanitario - attiene a dato sulla salute: non occorre cioè, a tal fine, che sia specificato di quale trattamento o di quale malattia si tratti.[...]  il semplice riferimento ad un'assenza dal lavoro "per malattia" costituisca un dato personale «relativo alla salute» del soggetto cui l'informazione si riferisce (Cass. 8 agosto 2013, n. 18980, in motiv.), così come l'ostensione di una situazione di invalidità [...]

Processo tributario: l’omesso deposito dell’atto impugnato non determina l’inammissibilità del ricorso

In base alla previsione dell'art. 22, d.lgs. n. 546 del 1992, la Corte Suprema ha chiarito che, in tema di contenzioso tributario, la sanzione processuale della inammissibilità del ricorso è disposta soltanto nel caso di mancato deposito degli atti e documenti espressamente previsti dal comma 1 del citato d.lgs., non anche degli atti previsti dal comma 4 dello stesso articolo, sicché, come è stato affermato, l'originale o la fotocopia dell'atto impugnato può essere prodotto anche in un momento successivo ovvero su impulso del giudice tributario, che si avvalga dei poteri previsti dal comma 5 del citato art. 22, d.lgs. n. 546 del 1992, (Cass. n. 10152 del 2019; Cass. n. 27837/2013; n. 18872/2007; n. 4431/2010). In particolare in tema di mancato o parziale deposito dell'atto impugnato la giurisprudenza del Supremo consesso ha costantemente affermato il [...]

Processo tributario: notifiche a mezzo pec e malfunzionamento della casella di posta del destinatario

In tema di notifica presso il domicilio digitale (posta elettronica certificata) l'art. 16-sexies, d.l. 18 ottobre 2012, n.179, convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 — articolo rubricato «Domicilio digitale» e introdotto dall'art. 52, d.l. n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, nella l. n. 114 del 2014 — prevede testualmente: «Salvo quanto previsto dall'articolo 366 del codice di procedura civile, quando la legge prevede che le notificazioni degli atti in materia civile al difensore siano eseguite, ad istanza di parte, presso la cancelleria dell'ufficio giudiziario, alla notificazione con le predette modalità può procedersi esclusivamente quando non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l'indirizzo di posta elettronica certificata, risultante dagli elenchi di cui all'articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché dal registro generale degli indirizzi elettronici, gestito [...]

L’assenza dei requisiti formali non preclude la detrazione IVA ed il relativo credito

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 27813 depositata il 2 ottobre 2023, intervenendo in tema di credito IVA, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... «la neutralità dell'imposizione armonizzata sul valore aggiunto comporta che, pur in mancanza di dichiarazione annuale per il periodo di maturazione, l'eccedenza d'imposta, che risulti da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti per un anno e sia dedotta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto, va riconosciuta dal giudice tributario se il contribuente abbia rispettato tutti i requisiti sostanziali per la detrazione, sicché, in tal caso, nel giudizio d'impugnazione della cartella emessa dal fisco a seguito di controllo formale automatizzato non può essere negato il diritto alla detrazione se sia dimostrato in concreto, ovvero non [...]

Illegittimo il licenziamento disciplinare se basato su prove raccolte da un investigatore privato non indicato nominativamente

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 28378 depositata l' 11 ottobre 2023, intervenendo in tema di licenziamento disciplinare su prove raccolte da investigatori, ha statuito i seguenti principi di diritto secondo cui "...  1) i codici deontologici di cui al d.lgs. n 196/2003 hanno natura normativa e pertanto possono e devono essere individuati ed applicati anche d’ufficio dal giudice (iura novit curia); 2) la violazione dei predetti codici deontologici può essere fatta valere con ricorso per cassazione ex art. 360, co. 1, n. 3), c.p.c. e determina l’inutilizzabilità dei dati così raccolti; 3) l’inutilizzabilità dei dati raccolti in violazione dei codici deontologici di cui al d.lgs. n. 196/2003, nel periodo anteriore alla novella introdotta dal d.lgs. n. 101/2018, è da intendersi come “assoluta”, quindi rilevante in sede sia processuale che extraprocessuale; 4) tale inutilizzabilità [...]

Le cooperative sociali e loro consorzi sono soggette, in caso di insolvenza, alla liquidazione coatta amministrativa e non al fallimento

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 29801 depositata il 27 ottobre 2023, intervenuta in tema di procedure concorsuali e cooperative sociali, ha statuito che "...  la cooperativa sociale, in quanto impresa sociale di diritto, non è assoggettabile al fallimento bensì alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, in ossequio a quanto previsto dall’art. 14 del DLgs. 112/2017.  ..."   La vicenda ha riguardato una cooperativa sociale nei cui confronti il Tribunale né dichiarava il fallimento (oggi liquidazione giudiziale). In particolare, secondo il Tribunale, ove la cooperativa eserciti o abbia esercitato un’attività commerciale, questa possa essere dichiarata fallita in ragione dell’art. 2545-terdecies c.c., che, in base ai criteri dell’alternatività e della prevenzione, regola il rapporto tra la procedura di fallimento e quella di liquidazione coatta amministrativa (LCA). Avverso la decisione dei giudici di prime cure [...]

Il soccorso istruttorio, nelle gare, non può sanare il mancato pagamento del contributo ANAC poiché è condizione di ammissibilità

Il Consiglio di Stato, sezione quinta, con la sentenza n. 9186 depositata il 24 ottobre 2023, intervenendo in tema di esclusione dalle gare, ha ribadito che "... il mancato pagamento del contributo Anac entro il termine per la presentazione delle offerte implica l’esclusione del concorrente, non passibile di sanatoria mediante soccorso: ciò in quanto “come è noto, il mancato pagamento del contributo previsto per tutti gli appalti pubblici costituisce una ‘condizione di ammissibilità dell’offerta’ e la sanzione dell’esclusione dalla gara deriva direttamente ed obbligatoriamente dalla legge”, e cioè dall’art. 1, comma 67, l. n. 266 del 2005 (Cons. Stato, III, 12 marzo 2018, n. 1572; nello stesso senso, Id., V, 30 gennaio 2020, n. 746; IV, 23 aprile 2021, n. 3288; da ultimo, Id., IV, 25 luglio 2023, n. 7252). ..." I giudici di piazza [...]

Torna in cima