
Legittimo il licenziamento del dipendente che importuna le colleghe
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 31790 depositata il 15 novembre 2023, intervenendo in tema di licenziamento per mancanza di rispetto delle lavoratrici, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... la giusta causa di licenziamento ex art. 2119 c.c. integra una clausola generale che l'interprete deve concretizzare tramite fattori esterni relativi alla coscienza generale e principi tacitamente richiamati dalla norma e, quindi, mediante specificazioni di natura giuridica, a cui disapplicazione è deducibile in sede di legittimità come violazione di legge, mentre l'accertamento della concreta ricorrenza, nel fatto dedotto in giudizio, degli elementi integranti il parametro normativo costituisce un giudizio di fatto, demandato al giudice di merito ed incensurabile in cassazione se privo di errori logici o giuridici ... Cass. n. 7029/2023" La vicenda ha riguardato un dipendente licenziato per comportamento inadempiente era stato posto [...]
Per il sequestro preventivo di somme di denaro il giudice deve motivare il periculum in mora
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 41602 depositata il 13 ottobre 2023, intervenendo in tema di sequestro preventivo, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... il provvedimento di sequestro preventivo di cui all'art. 321, comma 2, cod. proc. pen., finalizzato alla confisca di cui all'art. 240 cod. pen., deve contenere la concisa motivazione anche del "periculum in mora", da rapportare alle ragioni che rendono necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo della confisca rispetto alla defini zione del giudizio, salvo restando che, nelle ipotesi di sequestro delle cose la cui fabbricazione, uso, porto, detenzione o alienazione costituisca reato, la motiva zione può riguardare la sola appartenenza del bene al novero di quelli confiscabili "ex lege" (Fattispecie relativa a sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato in ordine al quale la [...]
Vanno annullati i ruoli se l’agente della riscossione rimane silente a seguito dell’istanza del contribuente
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 31220 depositata il 9 novembre 2023, intervenendo in tema mancata risposta dell'ente a richiesta di annullamento degli atti impositivi, ha affermato l'applicabilità dell’art. 1, commi 537 e 538, della l. n. 228 del 2012. Per cui nel diritto tributario, pur non operando il silenzio-assenso come rimedio generalizzato trova applicazione la legge n. 228 del 2012. Tale norme prevede all'art. 1 comma 540 che "... in caso di mancato invio, da parte dell'ente creditore, della comunicazione prevista dal comma 539 e di mancata trasmissione dei conseguenti flussi informativi al concessionario della riscossione, trascorso inutilmente il termine di duecentoventi giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore allo stesso concessionario della riscossione, le partite di cui al comma 537 sono annullate di diritto e quest'ultimo è considerato automaticamente discaricato [...]
La clausola sociale prevista dalla contrattazione collettiva trova applicazione anche per i dipendenti delle imprese subappaltatrici
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 30803 depositata il 6 novembre 2023, intervenendo in tema di clausola sociale nei casi di cambio appalti, ha statuito che la clausola sociale prevista dalla contrattazione collettiva operante nelle ipotesi di cambio appalto trova applicazione anche per i dipendenti delle imprese subappaltatrici, una volta dimostrato l’esistenza di tale rapporto contrattuale e tale prova può essere acquisita dal Giudice, usando i propri poteri d’ufficio, quando già nella causa ci siano sufficienti piste probatorie. La vicenda ha riguardato, nel cambio di appalto, la richiesta dei dipendenti di un’azienda che aveva collaborato a erogare il servizio con l’appaltatrice uscente di essere assunti dall'impresa subentrante in applicazione della clausola sociale prevista dal contratto collettivo di settore (ccnl cooperative sociali, articolo 37). Il giudice di prime cure rigettava la domanda dei lavoratori. Avverso [...]
Responsabile in caso di infortunio sul lavoro anche il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) qualora non ottemperi ai compiti che gli sono attribuiti per legge
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 38914 depositata il 25 settembre 2023, intervenendo in tema di responsabilità penale in caso di infortunio sul lavoro, ha statuito che "... l'articolo 50 Decreto Legislativo n. 81 del 2008, che ne disciplina le funzioni e i compiti, attribuisce al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza un ruolo di primaria importanza quale soggetto fondamentale che partecipa al processo di gestione della sicurezza dei luoghi di lavoro, costituendo una figura intermedia di raccordo tra datore di lavoro e lavoratori, con la funzione di facilitare il flusso informativo aziendale in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ciò detto, è bene precisare che, nel caso di specie, viene in rilievo non se l'imputato, in tale sua veste, ricoprisse o meno una posizione di garanzia intesa come titolarità di un [...]
Nelle società di persone al fine di individuare i soci a cui imputare il reddito, nei casi di esclusione dei soci, la delibera di esclusione del socio ha effetto trascorsi 30 giorni
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 29775 depositata il 26 ottobre 2023, intervenendo in tema di imputazione dei redditi ai soci di società di persone, ha stabilito il seguente principio di diritto secondo cui "... In tema di redditi extra-contabili di società di persone, qualora nel corso di un esercizio si sia verificato il mutamento della composizione della compagine sociale a causa dell’esclusione di un socio, per individuare i contribuenti cui devono essere imputati detti redditi, ex art. 5 t.u.i.r., deve considerarsi che, ai sensi dell’art. 2287 cod. civ., la delibera di esclusione del socio, nei rapporti tra le parti, anche ove preveda l’esclusione immediata, produce effetti solo decorsi trenta giorni dalla comunicazione al socio escluso ..." La vicenda ha riguardato due soci di una società in accomandita semplice nei cui confronti l'Agenzia [...]
Approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema del dlgs sull’accertamento e il concordato preventivo biennale dal 2024
Il Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2023 ha approvato lo schema del quinto decreto legislativo che attua una parte della riforma fiscale di cui alla legge delega n. 111 del 2023. Il suddetto decreto legislativo prevede innovazioni normative in tema di accertamento ed introduce il concordato preventivo per i contribuenti titolari di partita IVA soggetti agli ISA e per i forfettari. Nel provvedimento licenziato dal Consiglio dei Ministri è stato prevista, tra le altre novità, la possibilità di: definire con adesione del contribuente gli atti di recupero relativi all’accertamento delle imposte sui redditi e dell’IVA; definire con adesione i verbali di constatazione entro 30 giorni dalla data di consegna dello stesso, con il beneficio della riduzione a 1/6 delle sanzioni previste. Domicilio digitale Altra novità è la possibilità di inviare tramite posta elettronica certificata, da parte dell'Amministrazione finanziaria [...]
Va escluso dalla gara il consorzio stabile che designa esecutore dei lavori consorziati privi dei requisiti richiesti di qualificazione
L'ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) con il parere n. 470 del 18 ottobre 2023 emesso a seguito di una istanza depositata da una società. La suddetta società, partecipante di una procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara per il rifacimento dell’impianto elettrico ed antincendio di un palazzo di giustizia, chiedeva di conoscere se era legittima l’ammissione in gara di tre consorzi stabili che avevano designato, quali imprese esecutrici, delle consorziate sprovviste dei requisiti di qualificazione richiesti dalla lettera di invito. Per l'ANAC va escluso dalla gara un consorzio stabile che designa, quale esecutore dei lavori, un consorziato privo dei requisiti richiesti di qualificazione dalla gara; questo anche se il consorzio stabile possiede in proprio la qualificazione. Il suddetto principio è stato ribadito dall'ANAC anche in precedenti pareri. Infatti nelle delibere n. 76 del 22 [...]