
Licenziamento: per il repechage è imprescindibile la valutazione delle declaratorie del CCNL
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 31561 depositata il 13 novembre 2023, intervenendo in tema di licenziamento e del rispetto dell’obbligo di repêchage, ha ribadito che "... nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il riferimento ai livelli di inquadramento predisposti dalla contrattazione collettiva non può rappresentare una circostanza muta di significato, ma, anzi, costituisce un elemento che il giudice dovrà valutare per accertare in concreto se chi è stato licenziato fosse o meno in grado - sulla base di circostanze oggettivamente verificabili addotte dal datore ed avuto riguardo alla specifica formazione ed alla intera esperienza professionale del dipendente – di espletare le mansioni di chi è stato assunto ex novo, sebbene inquadrato nello stesso livello o in livello inferiore ..." La vicenda ha riguardato una lavoratrice che svolgeva, in un bar, le [...]
I dipendenti part-time vanno considerati, ai fini IRAP per il requisito dell’autonoma organizzazione, secondo la tendenziale equivalenza di due unità lavorative part time a una sola unità lavorativa a tempo pieno
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 32110 depositata il 20 novembre 2023, intervenendo in tema di IRAP, ha riaffermato che "... in materia di IRAP del medico convenzionato, il requisito della autonoma organizzazione non ricorre quando il contribuente responsabile dell'organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all'esercizio dell'attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l'impiego di un dipendente con mansioni esecutive (Cass. sez. un. n. 9451 del 2016). Nella specie, la CTR ha osservato che pur se i dipendenti erano due, essi erano stati assunti part time, e va subito chiarito come questa Corte abbia già affermato in diverse pronunce la tendenziale equivalenza di due unità lavorative part time a una sola unità lavorativa a tempo pieno (Cass. orci. n. 383/17, 11060/17, 23466/2017) ..." La vicenda ha riguardato un odontoiatra il quale [...]
Licenziamento illegittimo e conseguenze nei casi di esistenza di un unico centro di interesse tra più società
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 31593 depositata il 14 novembre 2023, interviene in tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo ed unico centro di imputazione, riaffermando l'orientamento della stessa nelle ipotesi in cui il lavoratore riesce a dimostrare che le società del gruppo che operano nel sito costituiscono un unico centro d’imputazione giuridica d’interessi e quindi del rapporto di lavoro trova applicazione il requisito del numero di dipendenti che fa scattare la reintegra. La vicenda ha riguardato una lavoratrice che era stata licenziata dalla società datrice di lavoro con la motivazione della soppressione del posto di lavoro. La lavoratrice impugnava il licenziamento in quanto riteneva tale motivo era in realtà inesistente e che fra la società datrice di lavoro e le altre due società, che svolgevano l'attività nello stesso sito, vi era un [...]
Inutilizzabilità delle prove ed indizi raccolti durante una verifica fiscale senza l’osservanza degli artt. 63 e 64 cod. proc. pen. qualora emergano indizi di reato
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 42618 depositata il 19 ottobre 2023, intervenuta in tema di inutilizzabilità delle prove raccolte in presenza di reato, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... il momento a partire dal quale, nel corso di tale attività, sorge l'obbligo di rispettare le garanzie del codice di procedura penale è quello nel quale è possibile attribuire rilevanza penale al fatto, emergendone tutti gli elementi costitutivi, anche se ancora non possa essere ascritto a persona determinata (Sez. 3, n. 31223 del 04/06/2019, Di Vico, Rv. 276679, fattispecie, in tema di verifica fiscale, di dichiarazioni etero accusatorie rese alla Guardia di Finanza dalla persona soggetta all'accertamento amministrativo senza l'osservanza degli artt. 63 e 64 cod. proc. pen. ritenute utilizzabili nel processo penale perché, al momento in cui [...]
La prescrizione dei crediti relative ad imposte dirette esposti in dichiarazione e decennale e decorre dal giorno della dichiarazione dei redditi
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 30768 depositata il 6 novembre 2023, intervenendo in tema di prescrizione del credito risultante dalla dichiarazione dei redditi, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... In tema di imposte sui redditi, qualora il contribuente abbia evidenziato nella dichiarazione un credito d'imposta, non trova applicazione, ai fini del rimborso del relativo importo, il termine di decadenza previsto dall'art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, non occorrendo la presentazione di un'apposita istanza, in quanto l'Amministrazione, resa edotta con la dichiarazione dei conteggi effettuati dal contribuente, è posta in condizione di conoscere la pretesa creditoria. La relativa azione è pertanto sottoposta all'ordinario termine di prescrizione decennale, sulla cui decorrenza non incide né il limite temporale stabilito per il controllo c.d. formale o cartolare delle dichiarazioni e la liquidazione delle [...]
Per l’esenzione IMU è decisiva la presentazione della denuncia per i fabbricati delle imprese edili destinati alla vendita
La corte di Cassazione con l'ordinanza n. 28806 depositata il 17 ottobre 2023, intervenendo in tema di esenzione IMU, ha riaffermato che l'esenzione IMU per gli immobili delle imprese edili destinati alla vendita è subordinato all'obbligo della presentazione della dichiarazione e quindi la sua omissione impedisce di usufruire dell'esenzione e nessun altro adempimento può essere ritenuto equivalente alla dichiarazione, ancorché l’ente che ha rilasciato il permesso di costruire, “è a conoscenza sin dall'origine dell'edificazione dei fabbricati”. Infatti, per i giudici di legittimità, con la denuncia IMU il soggetto deve attestare i requisiti per fruire del beneficio ed a certificare la destinazione degli immobili oltre ad indicare i dati identificativi catastali degli immobili per i quali si usufruisce dell'esenzione. Ai fini dell'esenzione in commento costituisce condizione essenziale che i beni non siano locati. Anche sulla base [...]
Il dipendente che attesta falsamente la sua presenza al lavoro commette il reato di truffa aggravata prescindendo dal danno economico
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 40461 depositata il 5 ottobre 2023, intervenendo in tema di obbligo di registrare la presenza ed allontanamenti dal luogo di lavoro della presenza in ufficio del dipendente pubblico, ha ribadito che "... la falsa attestazione del pubblico dipendente relativa alla sua presenza in ufficio, riportata sui cartellini marcatempo o nei fogli di presenza, integra il reato di truffa aggravata anche a prescindere dal danno economico corrispondente alla retribuzione erogata per una prestazione lavorativa inferiore a quella dovuta, incidendo sull'organizzazione dell'ente, mediante la arbitraria modifica degli orari prestabiliti di presenza in ufficio, e compromettendo gravemente il rapporto fiduciario che deve legare l'ente al suo dipendente. In motivazione, la Corte ha precisato che di tali aspetti del danno il giudice deve tener conto anche al fine di [...]
Anatocismo: la prova può essere desunta, in mancanza di tutti gli estratti conto, anche a seguito della CTU
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 31809 depositata il 15 novembre 2023, intervenendo in tema di anatocismo, ha affermato che qualora il correntista di una banca non possa produrre tutti gli estratti conti del rapporto con l’istituto di credito, al fine di provare le somme indebitamente capitalizzate dalla banca, allora risulta sufficiente una consulenza tecnica d’ufficio a partire dal primo saldo a debito del cliente di cui si ha evidenza. Per cui il giudice di merito può ricostruire i saldi attraverso l’impiego di mezzi di prova ulteriori, a condizione che siano in grado di fornire indicazioni certe e complete. La vicenda ha riguardato una società a responsabilità limitata che aveva citato in giudizio per anatocismo la banca presso cui era correntista. Il Tribunale adito, nonostante la società non avesse depositato tutti gli estratti conti, [...]