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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Il dolo per il reato di bancarotta documentale non coincide con la scomparsa dei libri contabili o con la tenuta degli stessi in guisa tale da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 42856 depositata il 19 ottobre 2023, intervenendo in tema di bancarotta documentale, ha affermato che "... Per integrare tale forma di bancarotta (cd. bancarotta fraudolenta documentale specifica), non si richiede, dunque, un effettivo pregiudizio delle ragioni del ceto creditorio, ma solo che la condotta del soggetto attivo del reato sia sostenuta dalla finalità di arrecare pregiudizio ai creditori (ovvero di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto). Al riguardo deve osservarsi che gli elementi dai quali desumere la sussistenza del dolo specifico nel delitto di bancarotta fraudolenta documentale specifica e del dolo generico nel delitto di bancarotta fraudolenta documentale generica non possono coincidere con la scomparsa dei libri contabili o con la tenuta degli stessi in guisa tale da non rendere possibile la ricostruzione [...]

La prescrizione in materia tributariava eccepita dal contribuente mentre l’individuazione del termine legale applicabile è rimessa al giudice di merito

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 27933 depositata il 4 ottobre 2023, intervenendo in tema di prescrizione, ha ribadito che "... in materia tributaria trova applicazione il principio secondo cui, a fronte della natura estintiva della prescrizione eccepita dal contribuente, l'individuazione del termine legale applicabile è rimessa al giudice di merito (Cass., Sez. 6-5, 24 gennaio 2022, n. 1980). ..." La vicenda ha riguardato un contribuente a cui era stato notificato un preavviso di fermo per una serie di cartelle di pagamento. Avverso tale atto il contribuente proponeva ricorso. Il giudice di prime cure rigettava il ricorso del contribuente. Avverso la sentenza il contribuente proponeva appello. I giudice di appello dichiaravano: 1) l’estinzione del giudizio per cessata materia del contendere relativamente alle cartelle di pagamento, sottostanti al preavviso di fermo; 2) la nullità della [...]

Il giudice penale per i reati di cui al d.lgs. n. 74/2000 non può avvalersi delle presunzioni semplici o valutazioni e i giudizi contenuti nei pvc

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 44170 depositata il 3 novembre 2023, intervenendo in tema di prove per i reati tributari alla luce dell'art. 24 della Costituzione e del suo principio di presunzione di innocenza e del rispetto del principio della libertà personale , ha affermato che "... Ai fini del d.lgs. n. 74 del 2000 per «imposta evasa» si intende «la differenza tra l'imposta effettivamente dovuta e quella indicata nella dichiarazione, ovvero l'intera imposta dovuta nel caso di omessa dichiarazione, al netto delle somme versate dal contribuente o da terzi a titolo di acconto, di ritenuta o comunque in pagamento di detta imposta prima della presentazione della dichiarazione o della scadenza del relativo termine» (art. 1, lett. f). Per l'accertamento dell'an e del quantum dell'imposta "dovuta" è giocoforza necessario far riferimento [...]

E’ legittimo il licenziamento per mancata esecuzione di determinati compiti, in quanto tali omissioni integrano la mancata esecuzione della prestazione lavorativa

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 30427 depositata il 2 novembre 2023, intervenendo in tema di licenziamenti, ha ribadito che la "... “mancata esecuzione” di determinati e specifici compiti [costituiscono] vere e proprie condotte omissive, violative di precisi obblighi giuridici positivi, ossia di fare. Pertanto integrano non una “esecuzione negligente”, bensì la “mancata esecuzione” di prestazioni lavorative. ..." La vicenda ha riguardato un lavoratore, le cui mansioni erano di responsabile di alcuni punti vendita della società, licenziato dal datore di lavoro per l'omessa esecuzione dei compiti che doveva eseguire. Il dipendente impugnava il provvedimento di espulsione. Il Tribunale adito al termine della fase c.d. sommaria del rito introdotto dalla legge n. 92/2012, accoglieva l’impugnazione, ordinava la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro e condannava la società al pagamento dell’indennità risarcitoria, liquidata in dodici [...]

Processo tributario: ricorso in cassazione e rispetto del principio di chiarezza e sinteticità espositiva

Ai sensi dell'art. 366 c.p.c. , come modificato dalla riforma Cartabia (legge n. 149/2022), " Il ricorso deve contenere, a pena di inammissibilità: 1) l'indicazione delle parti(1); 2) l'indicazione della sentenza o decisione impugnata(2); 3) la chiara esposizione dei fatti della causa essenziali alla illustrazione dei motivi di ricorso(3); 4) la chiara e sintetica esposizione dei motivi per i quali si chiede la cassazione, con l'indicazione delle norme di diritto su cui si fondano(4); 5) l'indicazione della procura, se conferita con atto separato e, nel caso di ammissione al gratuito patrocinio, del relativo decreto; 6) la specifica indicazione, per ciascuno dei motivi, degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali il motivo si fonda e l'illustrazione del contenuto rilevante degli stessi(5)(8). Nel caso previsto nell'articolo 360, secondo comma(7), l'accordo delle parti deve risultare [...]

Il giudice può disporre il dissequestro delle somme per il pagamento dei tributi calcolate sul profitto di attività illecite

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 40415 depositata il 4 ottobre 2023, intervenendo in tema di dissequestro dei conti correnti, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... il giudice della cautela può autorizzare «il dissequestro parziale delle somme sottoposte a sequestro preventivo finalizzato alla confisca, per consentire all'ente di pagare le imposte dovute sulle medesime quale profitto di attività illecite, quando l'entità del vincolo reale disposto, pur legittimamente determinato in misura corrispondente al prezzo o al profitto del reato, rischi di determinare, anche in ragione dell'incidenza dell'obbligo tributario, già prima della definizione del processo, la cessazione definitiva dell'esercizio dell'attività dell'ente (...) alla stringente condizione della dimostrazione di un sequestro finalizzato alla confisca che, nella sua concreta dimensione afflittiva, metta in pericolo la operatività corrente e, dunque, la sussistenza stessa del [...]

Impianti audiovisivi senza autorizzazione posti a tutela del patrimonio aziendale per la configurabilità del reato occorre un significativo controllo sull’ordinario svolgimento dell’attività lavorativa dei dipendenti

  La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 46188 depositata il 16 novembre 2023, intervenendo in tema di violazione di cui all'art. 4 della legge n. 300/1970, ha ribadito il seguente principio di diritto secondo cui "... non è configurabile la violazione della disciplina di cui agli artt. 4 e 38 legge n. 300 del 1970 - tuttora penalmente sanzionata in forza dell'art. 171 d.lgs. n. 196 del 2003, come modificato dalla legge n. 101 del 2018 - quando l'impianto audiovisivo o di controllo a distanza, sebbene installato sul luogo di lavoro in difetto di accordo con le rappresentanze sindacali legittimate o di autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro, sia strettamente funzionale alla tutela del patrimonio aziendale, sempre che il suo utilizzo non implichi un significativo controllo sull'ordinario svolgimento dell'attività lavorativa dei dipendenti o [...]

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