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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Per il reato di bancarotta societaria ai fini penali rilevano, oltre alla “volontà protesa al dissesto, deve sussistere anche l’atteggiamento psicologico richiesto dal reato societario

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 47900 depositata il 30 novembre 2023, intervenendo in tema di reato di bancarotta societaria (art. 223 l.f.), ha ribadito che "...  in tema di bancarotta societaria (art. 223, comma secondo, n. 1 legge fall.), rilevano ai fini della responsabilità penale anche le condotte successive alla irreversibilità del dissesto, in quanto sia il richiamo alla rilevanza delle cause successive, espressamente dispiegata dall'art. 41 cod. pen. che disciplina il legame eziologico tra il comportamento illecito e l'evento, sia la circostanza per cui il fenomeno del dissesto non si esprime istantaneamente, ma con progressione e durata nel tempo (tanto da essere suscettibile di misurazione) assegnano influenza ad ogni condotta che incida, aggravandolo, sullo stato di dissesto già maturato (Sez. 5, n. 16259 del 04/03/2010, Chini, Rv. 247254 - [...]

Processo tributario: In tema di accertamento delle imposte qualora un atto istruttorio prodromico, quale il provvedimento di autorizzazione del Procuratore della Repubblica previsto, in materia di IVA, dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52, comma 2, richiamato dal d.P.R. n. 600 del 1973, art. 33, in materia di imposte dirette, siano illegittimi le informazioni o documenti raccolti sono inutilizzabili

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 33399 depositata il 30 novembre 2023, intervenendo in tema di utilizzabilità della documentazione extracontabile a seguito di autorizzazione del P.M., ha ribadito che "... in tema di accertamento delle imposte, il contribuente è legittimato ad impugnare, unitamente all’atto impositivo, anche un atto istruttorio prodromico, quale il provvedimento di autorizzazione del Procuratore della Repubblica previsto, in materia di IVA, dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52, comma 2, richiamato dal d.P.R. n. 600 del 1973, art. 33, in materia di imposte dirette, emesso nei confronti di soggetto estraneo all’accertamento. Principio, questo, già pronunciato da Cass., Sez. 5, sentenza n. 28577 del 18/10/2021 (Rv. 662595 - 01), secondo cui «In tema di accertamento, l'autorizzazione alla perquisizione domiciliare del Procuratore della Repubblica, prevista dall'art. 52, comma 2, del d.P.R. n. 633 [...]

L’anatocismo è dimostrabile anche con la sola C.T.U. regolarmente esperita sui documenti contabili

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 33159 depositata il 29 novembre 2023, intervenuto in tema di anatocismo, ha statuito il seguente prinpio di diritto secondo cui "... in materia di bancaria, tutto ciò che attiene alla mancata produzione dei contratti dei quali si affermi la nullità finanche solo parziale non si attaglia alla dedotta indebita applicazione dell'anatocismo, ove questa comunque risulti dagli estratti conto e scalari prodotti in giudizio e oggetto di una c.t.u.: rimarcare da tale punto di vista che in causa non siano stati prodotti i contratti contenenti la pattuizione dell’interesse anatocistico non vale a giustificare – dinanzi a una c.t.u. che sia stata comunque regolarmente esperita sui documenti contabili – il rigetto della domanda di ripetizione e di rettifica del saldo di conto. ..."  La vicenda ha riguardato una società [...]

Avverso l’accertamento mediante il redditometro la prova contraria non è limitata al comma 5 dell’art. 38 del dpr 600/73

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 31844 depositata il 15 novembre 2023, intervenendo in tema di accertamenti sintetici-induttivi mediante c.d. redditometro, ha ribadito che "... la prova contraria non è limitata a quella prevista dal quinto comma dell'art. 38 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 (e cioè che il maggior reddito accertato è costituito da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenute alla fonte a titolo di imposta), ma è consentito dimostrare che il reddito presunto sulla base del coefficiente non esiste o esiste in misura inferiore (Cass. 29/08/2000, n. 11300). ..." La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Agenzia delle Entrate notificava un avviso di accertamento con cui veniva accertato, in via sintetica, un maggior reddito ai fini Irpef. Il contribuente impugnava tale atto impositivo con ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale [...]

Si è in presenza di appalti endoaziendali illeciti ogni qualvolta l’appaltatore metta a disposizione del committente una prestazione lavorativa e senza una reale organizzazione della prestazione stessa, finalizzata ad un risultato produttivo autonomo

Si è in presenza di appalti endoaziendali illeciti ogni qualvolta l'appaltatore metta a disposizione del committente una prestazione lavorativa e senza una reale organizzazione della prestazione stessa, finalizzata ad un risultato produttivo autonomo

Per il provvedimento di sequestro preventivo di cui all’art. 24 del dlgs n. 231/2001 deve motivare sulle ragioni per le quali il bene potrebbe essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato od alienato

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n.  47640 depositata il 28 novembre 2023, intervenendo in tema di sequestro preventivo di cui alla D.lgs. n. 231/2001, ha ribadito che "... poiché il criterio su cui plasmare l'onere motivazionale del provvedimento di sequestro deve essere rapportato alla natura anticipatrice della misura cautelare, deve ritenersi corretto, con riferimento, come nel caso di specie, al sequestro che abbia ad oggetto cose profitto del reato, l'indirizzo che afferma la necessità che il provvedimento si soffermi sulle ragioni per le quali il bene potrebbe, nelle more del giudizio, essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato od alienato. Una esigenza, questa, rapportata alla ratio della misura cautelare e volta a preservarne, anticipandone i tempi, gli effetti sul presupposto che, ove si attendesse l'esito del processo, gli stessi potrebbero essere vanificati dal trascorrere [...]

Il dirigente medico ha diritto al risarcimento qualora non gli venga riconosciuta la parte variabile della retribuzione per inadempimento del datore di lavoro

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 28258 depositata il 9 ottobre 2023, intervenendo in tema retribuzione variabile per i dipendenti della pubblica amministrazione ha ribadito che "... in tema di dirigenza medica del settore sanitario pubblico, la P.A. è tenuta a dare inizio e a completare, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, il procedimento per l’adozione del provvedimento di graduazione delle funzioni dirigenziali e di pesatura degli incarichi, nel cui ambito la fase di consultazione sindacale, finalizzata anche a determinare l’ammontare delle risorse destinate al pagamento della quota variabile della retribuzione di posizione definita in sede aziendale e dipendente dalla graduazione delle funzioni, ha carattere endo-procedimentale; il mancato rispetto dei termini interni che ne scandiscono lo svolgimento, l’omessa conclusione delle trattative entro la data fissata dal contratto collettivo e le eventuali problematiche [...]

Il lavoratore in pensione ha diritto alla reintegra nel posto di lavoro in caso di risoluzione illegittima del rapporto di lavoro

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n . 32522 depositata il 23 novembre 2023, intervenendo in tema di cessione del ramo di azienda e  del diritto del ripristino del rapporto di lavoro con la datrice di lavoro cedente, ha affermato che "... il conseguimento della pensione di anzianità non integra una causa di impossibilità della reintegrazione nel posto di lavoro del lavoratore illegittimamente licenziato, atteso che la disciplina legale dell'incompatibilità (totale o parziale) tra trattamento pensionistico e percezione di un reddito da lavoro dipendente si colloca sul diverso piano del rapporto previdenziale, determinando la sospensione dell'erogazione della prestazione pensionistica, ma non comporta l'invalidità del rapporto di lavoro; né il risarcimento del danno spettante ex art. 18, st.lav. può essere diminuito degli importi che il lavoratore abbia ricevuto a titolo di pensione, in quanto può considerarsi compensativo [...]

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