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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

La clausola sociale prevista dalla contrattazione collettiva trova applicazione anche per i dipendenti delle imprese subappaltatrici

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 30803 depositata il 6 novembre 2023, intervenendo in tema di clausola sociale nei casi di cambio appalti, ha statuito che la clausola sociale prevista dalla contrattazione collettiva operante nelle ipotesi di cambio appalto trova applicazione anche per i dipendenti delle imprese subappaltatrici, una volta dimostrato l’esistenza di tale rapporto contrattuale e tale prova può essere acquisita dal Giudice, usando i propri poteri d’ufficio, quando già nella causa ci siano sufficienti piste probatorie. La vicenda ha riguardato, nel cambio di appalto, la richiesta dei dipendenti di un’azienda che aveva collaborato a erogare il servizio con l’appaltatrice uscente di essere assunti dall'impresa subentrante in applicazione della clausola sociale prevista dal contratto collettivo di settore (ccnl cooperative sociali, articolo 37). Il giudice di prime cure rigettava la domanda dei lavoratori. Avverso [...]

Responsabile in caso di infortunio sul lavoro anche il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) qualora non ottemperi ai compiti che gli sono attribuiti per legge

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 38914 depositata il 25 settembre 2023, intervenendo in tema di responsabilità penale in caso di infortunio sul lavoro, ha statuito che "... l'articolo 50 Decreto Legislativo n. 81 del 2008, che ne disciplina le funzioni e i compiti, attribuisce al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza un ruolo di primaria importanza quale soggetto fondamentale che partecipa al processo di gestione della sicurezza dei luoghi di lavoro, costituendo una figura intermedia di raccordo tra datore di lavoro e lavoratori, con la funzione di facilitare il flusso informativo aziendale in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ciò detto, è bene precisare che, nel caso di specie, viene in rilievo non se l'imputato, in tale sua veste, ricoprisse o meno una posizione di garanzia intesa come titolarità di un [...]

Nelle società di persone al fine di individuare i soci a cui imputare il reddito, nei casi di esclusione dei soci, la delibera di esclusione del socio ha effetto trascorsi 30 giorni

La Corte di Cassazione con la sentenza n.  29775 depositata il 26 ottobre 2023, intervenendo in tema di imputazione dei redditi ai soci di società di persone, ha stabilito il seguente principio di diritto secondo cui "... In tema di redditi extra-contabili di società di persone, qualora nel corso di un esercizio si sia verificato il mutamento della composizione della compagine sociale a causa dell’esclusione di un socio, per individuare i contribuenti cui devono essere imputati detti redditi, ex art. 5 t.u.i.r., deve considerarsi che, ai sensi dell’art. 2287 cod. civ., la delibera di esclusione del socio, nei rapporti tra le parti, anche ove preveda l’esclusione immediata, produce effetti solo decorsi trenta giorni dalla comunicazione al socio escluso ..." La vicenda ha riguardato due soci di una società in accomandita semplice nei cui confronti l'Agenzia [...]

Approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema del dlgs sull’accertamento e il concordato preventivo biennale dal 2024

Il Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2023 ha approvato lo schema del quinto decreto legislativo che attua una parte della riforma fiscale di cui alla legge delega n. 111 del 2023. Il suddetto decreto legislativo prevede innovazioni normative in tema di accertamento ed introduce il concordato preventivo per i contribuenti titolari di partita IVA soggetti agli ISA e per i forfettari. Nel provvedimento licenziato dal Consiglio dei Ministri è stato prevista, tra le altre novità, la possibilità di: definire con adesione del contribuente gli atti di recupero relativi all’accertamento delle imposte sui redditi e dell’IVA; definire con adesione i verbali di constatazione entro 30 giorni dalla data di consegna dello stesso, con il beneficio della riduzione a 1/6 delle sanzioni previste. Domicilio digitale Altra novità è la possibilità di inviare tramite posta elettronica certificata, da parte dell'Amministrazione finanziaria [...]

Va escluso dalla gara il consorzio stabile che designa esecutore dei lavori consorziati privi dei requisiti richiesti di qualificazione

L'ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) con il parere n. 470 del 18 ottobre 2023 emesso a seguito di una istanza depositata da una società. La suddetta società, partecipante di una procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara per il rifacimento dell’impianto elettrico ed antincendio di un palazzo di giustizia, chiedeva di conoscere se era legittima l’ammissione in gara di tre consorzi stabili che avevano designato, quali imprese esecutrici, delle consorziate sprovviste dei requisiti di qualificazione richiesti dalla lettera di invito. Per l'ANAC va escluso dalla gara un consorzio stabile che designa, quale esecutore dei lavori, un consorziato privo dei requisiti richiesti di qualificazione dalla gara; questo anche se il consorzio stabile possiede in proprio la qualificazione. Il suddetto principio è stato ribadito dall'ANAC anche in precedenti pareri. Infatti nelle delibere n. 76 del 22 [...]

Infortunio sul lavoro non tutto il C.d.A. è responsabile se vi è la delega che consente di identificare i soggetti effettivamente titolari dei poteri decisionali e di spesa all’interno dell’azienda

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 43819 depositata il 31 ottobre 2023, intervenendo in tema di responsabilità penale per gli infortuni sul lavoro, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... destinatario della normativa antinfortunistica, nell'ambito di un'impresa organizzata in forma societaria, è sempre il legale rappresentante, qualora non siano individuabili soggetti diversi obbligati a garantire la sicurezza dei lavoratori (Sez. 3, Sentenza n. 24478 del 23/05/2007, Lalia), e che nelle società di capitale il datore di lavoro si identifica con i soggetti effettivamente titolari dei poteri decisionali e di spesa all'interno dell'azienda, e quindi con i vertici dell'azienda stessa, ovvero nel presidente del consiglio di amministrazione, o amministratore delegato o componente del consiglio di amministrazione cui siano state attribuite le relative funzioni (Sez. 3, Sentenza n. 12370 del 09/03/2005, Bincoletto, Rv. [...]

Il semplice riferimento di una “malattia” in senso lato, quale situazione che renda necessario un trattamento sanitario, attiene a dato sulla salute

La Corte di Cassazione con l'ordinanza  n. 28417 depositata l’11 ottobre 2023, intervenendo in tema di protezione dei dati personali nel settore sanitario e relative sanzioni, ha ribadito che costituiscono dati sanitari e quindi soggetti alla protezione prevista dalla normativa sulla privacy  "... il fatto stesso di comunicare l'esigenza di un trattamento sanitario e, quindi, l'esistenza di una "malattia" in senso lato - intesa dunque come situazione che renda necessario un trattamento sanitario - attiene a dato sulla salute: non occorre cioè, a tal fine, che sia specificato di quale trattamento o di quale malattia si tratti.[...]  il semplice riferimento ad un'assenza dal lavoro "per malattia" costituisca un dato personale «relativo alla salute» del soggetto cui l'informazione si riferisce (Cass. 8 agosto 2013, n. 18980, in motiv.), così come l'ostensione di una situazione di invalidità [...]

Processo tributario: l’omesso deposito dell’atto impugnato non determina l’inammissibilità del ricorso

In base alla previsione dell'art. 22, d.lgs. n. 546 del 1992, la Corte Suprema ha chiarito che, in tema di contenzioso tributario, la sanzione processuale della inammissibilità del ricorso è disposta soltanto nel caso di mancato deposito degli atti e documenti espressamente previsti dal comma 1 del citato d.lgs., non anche degli atti previsti dal comma 4 dello stesso articolo, sicché, come è stato affermato, l'originale o la fotocopia dell'atto impugnato può essere prodotto anche in un momento successivo ovvero su impulso del giudice tributario, che si avvalga dei poteri previsti dal comma 5 del citato art. 22, d.lgs. n. 546 del 1992, (Cass. n. 10152 del 2019; Cass. n. 27837/2013; n. 18872/2007; n. 4431/2010). In particolare in tema di mancato o parziale deposito dell'atto impugnato la giurisprudenza del Supremo consesso ha costantemente affermato il [...]

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