
IMU: si alla doppia esenzione per i coniugi che hanno residenze diverse, ma nessuna esenzione alle “seconde case”
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 19788 depositata l' 11 luglio 2023, intervenendo in tema di esenzione IMU, alla luce della sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, ha ribaltato il precedente orientamento, ritenuto dalla Consulta incostituzionale, affermando che compete il diritto all’esenzione per ciascuna abitazione principale delle persone sposate o in unione civile e, come chiarito dalla Consulta, le dichiarazioni di illegittimità costituzionale non determinano, in alcun modo, una situazione in cui le cosiddette “seconde case” ne possano usufruire. Fermo restando la dimostrazione dei requisiti della residenza e della dimora abituale, pertanto, compete l'esenzione IMU anche se i coniugi abitano in due immobili, ubicati nello stesso comune o in comuni diversi. La vicenda ha riguardato un contribuente deceduto a cui il Comune notificava due avvisi di accertamento per IMU. Gli eredi del contribuente, avverso [...]
Processo tributario: violazione dell’articolo 115 c.p.c. denunciabile in cassazione
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 23584 depositata il 2 agosto 2023 ha ribadito che "... in tema di ricorso per cassazione, può essere dedotta la violazione dell'art. 115 cod. proc. civ. qualora il giudice, in contraddizione con la prescrizione della norma, abbia posto a fondamento della decisione prove inesistenti e, cioè, sia quando la motivazione si basi su mezzi di prova mai acquisiti al giudizio, sia quando da una fonte di prova sia stata tratta un'informazione che è impossibile ricondurre a tale mezzo, ipotesi questa diversa dall'errore nella valutazione dei mezzi di prova - non censurabile in sede di legittimità - che attiene, invece, alla selezione da parte del giudice di merito di una specifica informazione tra quelle astrattamente ricavabili dal mezzo assunto. Il tutto, peraltro, a condizione che il ricorrente assolva al [...]
Sicurezza sui luoghi di lavoro: la colpa del datore di lavoro va provata dal lavoratore se le misure di sicurezza debbano essere ricavate dall’art. 2087 c.c.
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 21955 depositata il 21 luglio 2023, intervenendo in tema di risarcimento danni per malattie professionali ha ribadito che "... il lavoratore che agisca nei confronti del datore di lavoro per il risarcimento integrale del danno patito, a seguito di infortunio sul lavoro o malattia professionale, ha l'onere di provare il fatto costituente l'inadempimento ed il nesso di causalità materiale tra l'inadempimento e il danno, ma non anche la colpa della controparte, nei cui confronti opera la presunzione prevista dall'art. 1218 c.c. In particolare, nel caso di omissione di misure di sicurezza espressamente previste dalla legge, o da altra fonte vincolante, cd. nominate, la prova liberatoria incombente sul datore di lavoro si esaurisce nella negazione degli stessi fatti provati dal lavoratore; viceversa, ove le misure di sicurezza debbano essere [...]
Processo Tributario: principio di non contestazione
Il principio di non contestazione di cui all’art. 115, comma 1, c.p.c. (“salvi i casi previsti dalla Legge, il giudice deve porre a fondamento della decisone le prove proposte dalle parti … nonché i fatti non specificamente contestati dalla parte costituita”) trova diretta applicazione nel giudizio tributario in virtù dell’art. 1, comma 2, D.L.vo n. 546, come costantemente affermato, anche, dalla Suprema Corte. Tale principio è espressione del principio costituzionale di ragionevole durata del processo in quanto regola per la semplificazione probatoria. Il principio di non contestazione va esaminato anche alla luce del del principio costituzionale di imparzialità e buon andamento (art. 97 Cost.) e di quello statutario di collaborazione e buona fede (art. 10, comma 1, L. n. 212/2000), cui è tenuto l'Ente impositore. Per cui l'Ente impositore non solo non ha motivi di [...]
Detrazione IVA anche nel caso in cui il fornitore è in difficoltà finanziaria, salvo frode o abuso del diritto
La Corte di Giustizia UE con la sentenza n. C-227/21 depositata il 15 settembre 2022, in tema di deducibilità IVA, ha statuito che "... L’articolo 168, lettera a), della direttiva IVA, in combinato disposto con il principio di neutralità fiscale, deve essere interpretato nel senso che esso osta a una prassi nazionale consistente, nell’ambito della vendita di un bene immobile tra soggetti passivi, nel negare all’acquirente il diritto di detrarre l’IVA assolta a monte per il solo fatto che questi sapeva o avrebbe dovuto sapere che il venditore si trovava in difficoltà finanziarie, oppure in uno stato di insolvenza, e che tale circostanza poteva comportare la conseguenza che il venditore medesimo non avrebbe versato o non sarebbe stato in grado di versare l’IVA all’erario ..." Successivamente tale principio è stato ribadito dalla Corte UE anche [...]
Processo tributario: protocollo d’intesa inerenti le regole redazionali dei ricorsi in cassazione
A seguito delle modifiche della riforma Cartabia (decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149) è stato ritenuto necessario - dalla Corte Suprema di cassazione, la Procura Generale della Corte di cassazione, l'Avvocatura Generale dello Stato ed il Consiglio Nazionale Forense - la revisione del precedente protocollo di intesa del 17 dicembre 2015. Procedendo alla redazione del nuovo protocollo del 10 marzo 2023 (di seguito riportato). I numeri 3 e 4 e 6 dell’art. 366 c.p.c., prima della riforma del d.lgs. n. 149/2022, prevedevano l’esposizione sommaria dei fatti di causa e le modalità di esposizione dei motivi, sono stati sostituiti con prescrizioni più specifiche in relazione ad entrambi i requisiti. La nuova formulazione dei n. 3 e 4 dell'art. 366 c.p.c., successive alla riforma Cartabia, é incentrata sulla volontà del legislatore di imporre lo specifico obbligo [...]
Processo tributario: termini processuali ed effetti della sospensione feriale
L'articolo 21 del D.Lgs. n. 546/1992 statuisce che "... 1. Il ricorso deve essere proposto a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell'atto impugnato. La notificazione della cartella di pagamento vale anche come notificazione del ruolo. 2. ((Il ricorso avverso il rifiuto tacito della restituzione [alla restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri accessori non dovuti] di cui all'articolo 19, comma 1, lettera g), può essere proposto dopo il novantesimo giorno dalla domanda di restituzione presentata entro i termini previsti da ciascuna legge d'imposta e fino a quando il diritto alla restituzione non e' prescritto.)) La domanda di restituzione, in mancanza di disposizioni specifiche, non può essere presentata dopo due anni dal pagamento ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si e' verificato il presupposto per la restituzione. ..." Calcolo dei [...]
Processo tributario: atti impugnabili innanzi alla Corte di Giustizia tributaria e controricorso
L'art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992 individua gli atti impugnabili innanzi alla Corte di Giustizia Tributaria. La norma in oggetto dispone che " Il ricorso puo' essere proposto avverso: a) l'avviso di accertamento del tributo; b) l'avviso di liquidazione del tributo; c) il provvedimento che irroga le sanzioni; d) il ruolo e la cartella di pagamento; e) l'avviso di mora; e-bis) l'iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all'articolo 77 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni; e-ter) il fermo di beni mobili registrati di cui all'articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni; f) gli atti relativi alle operazioni catastali indicate nell'art. 2, comma 2; g) il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi [...]