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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Finanziamento gratuito erogato alla società: la presunzione della fruttuosità è vinta solo dal contratto con forma scritta

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 14051 depositata il 7 luglio 2020 intervenendo in tema di fruttuosità di un finanziamento erogato a favore di una società dai propri soci ha ribadito che "nessuna presunzione di fruttuosità può operare laddove risulti da apposita documentazione che le parti hanno convenuto la natura non fruttifera del finanziamento erogato dall'impresa; ciò comporta che la formalizzazione scritta, idonea ad escludere il calcolo degli interessi al tasso legale, sia necessaria non solo con riguardo alle ipotesi di pattuizione di un saggio diverso da quello legale, ma anche in relazione alla ipotesi in cui le parti abbiano inteso convenire che il tasso di interesse sia pari a zero." La vicenda ha riguardato di una società a responsabilità che in seguito ad una verifica emergeva che la società contribuente aveva erogato alla [...]

L’accertamento definitivo non impedisce al soggetto passivo di rettificare l’Iva indebitamente addebitata alla controparte su operazioni rientranti nel regime dell’inversione contabile

La Corte di giustizia UE con la sentenza pronunciata nella causa C-835/18 depositata il 2 luglio 2020 intervenendo in tema di interpretazione la direttiva IVA, nonché i principi di neutralità fiscale, di effettività e di proporzionalità in ordine ai termini per l'emissione, per operazioni rientranti nel regime dell’inversione contabile, di una nota di rettifica ha statuito che "Le disposizioni della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, come modificata dalla direttiva 2013/43/UE del Consiglio, del 22 luglio 2013, nonché i principi di neutralità fiscale, di effettività e di proporzionalità, devono essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale o a una prassi amministrativa nazionale che non consenta ad un soggetto passivo che abbia effettuato operazioni che in un momento successivo si sono rivelate rientrare [...]

Accertamento induttivo: l’Agenzia delle entrate deve considerare anche i costi correlati ai ricavi accertati

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 13119 depositata il 30 giugno 2020 intervenendo in tema di accertamento induttivo ha ribadito che "In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di omessa dichiarazione da parte del contribuente, l'Amministrazione finanziaria, i cui poteri trovano fondamento non già nell'art. 38 (accertamento sintetico) o nell'art. 39 (accertamento induttivo), bensì nell'art. 41 del d.P.R. n. 600 del 1973 (cd. accertamento d'ufficio), può ricorrere a presunzioni cd. supersemplici, anche prive, cioè, dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, che comportano l'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente, ma deve, comunque, determinare, sia pure induttivamente, i costi relativi ai maggiori ricavi accertati, pena la lesione del parametro costituzionale della capacità contributiva, senza che possano operare le limitazioni previste dall'art. 75 (ora 109) del d.P.R. n. 917 del 1986" [...]

Processo tributario: Il requisito della specificità dei motivi del ricorso tributario e la legittimità del ricorso sintetico

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 5161 depositata il 26 febbraio 2020 intervenendo in tema di specificità dei motivi di appello nel processo tributario e mutuando principi dal settore processual-civilistico ha statuito che "Nel processo tributario il requisito della specificità dei motivi di appello è soddisfatto ove le argomentazioni svolte, correlate con la motivazione della sentenza impugnata, contestino il fondamento logico-giuridico di quest'ultima, mentre non è richiesta una rigorosa enunciazione delle ragioni invocate, quando siano evincibili, anche implicitamente, dall'atto di impugnazione considerato nel suo complesso." La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Agenzia delle Entrate aveva notificato un avviso di accertamento con cui veniva rideterminato il reddito di impresa. Avverso tale atto impositivo il contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di prime cure accolsero parzialmente le doglianze del ricorrente. Il [...]

Assunzione agevolate dei dipendente beneficiari dell’assegno di ricollocazione, di cui al comma 6 dell’articolo 24-bis del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148

L'esonero contributivo per l'assunzione di dipendente beneficiari dell’assegno di ricollocazione, di cui al comma 6 dell'articolo 24-bis del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148, introdotto dall’articolo 1, comma 136, della legge n. 205/2017 è stato oggetto della circolare INPS n. 77 del 27 giugno 2020. Il beneficio pari al 50% degli oneri contributivi a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un importo massimo pari a 4.030 euro annui. Il beneficio a favore del datore di lavoro privato prescinde dalla natura di imprenditore con esclusione delle pubbliche amministrazioni come definito dal comma 2 dell'articolo 1 del D.Lgs. n. 165 del 2001. Inoltre il beneficio contributivo spetta per le assunzioni, anche a scopo di somministrazione, sia a tempo determinato che indeterminato, compresi i rapporti di apprendistato ed a [...]

Il lavoratore illegittimamente licenziato e reintegrato ha il diritto alla indennità sostitutiva delle ferie non godute

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la sentenza nelle cause riunite C-762/18 e C-37/19 depositata il 25 giugno 2020 intervenendo in tema di diritto alle ferie non godute del lavoratore reintegrato a seguito di licenziamento illegittimo ha statuito che il periodo compreso tra il licenziamento illegittimo e la reintegrazione del lavoratore nel suo posto di lavoro deve essere assimilato a un periodo di lavoro effettivo ai fini della determinazione dei diritti alle ferie annuali retribuite. Pertanto per i giudici unionali  un lavoratore che sia stato illegittimamente licenziato ed in seguito all’annullamento del suo licenziamento a mezzo di una decisione giudiziaria sia stato reintegrato nel suo posto di lavoro, conformemente al diritto nazionale, ha diritto alle ferie annuali retribuite maturate durante tale periodo. La vicenda ha riguardato con la causa C-762/18 un ex dipendente di [...]

La proroga al 20 luglio dei versamenti per i contribuenti soggetti agli ISA e regime forfettari è ufficiale

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 29 giugno 2020 del Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) del 27 giugno 2020 è stata ufficializzata la proroga dei versamenti delle imposte sui redditi, per i contribuenti a cui si applica il regime forfettario ed ai soggetti cui si applicano gli ISA, che possono essere effettuati: entro il 20 luglio 2020 senza maggiorazione; dal 21 luglio al 20 agosto 2020, con la maggiorazione dello 0,40% sulle somme da versare. Va evidenziato che in caso di rateizzazione il pagamento della prima rata al 20 agosto crea una sovrapposizione con la seconda rata. Contribuenti titolari di partita IVA RATA VERSAMENTO INTERESSI % VERSAMENTO (*) INTERESSI % 1ª 30 giugno (20 luglio per soggetti ISA e forfettari) 30 luglio (20 agosto per soggetti ISA e forfettari) 2ª 16 luglio 0,18 20 agosto 0,18 [...]

Le cessioni sottocosto costituisco elemento sintomatico di una possibile frode erariale

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 12590 depositata il 25 giugno 2020 intervenendo in tema di operazioni soggettivamente inesistenti ha affermato che "la vendita di autovetture sottocosto costituisce elemento sintomatico di una possibile frode erariale che, a prescindere dall'entità della percentuale applicata dal venditore, avrebbe dovuto comunque insospettire l'acquirente ed indurlo ad accertarsi della regolarità dell'operazione commerciale" La vicenda ha riguardato una società di persona ed i suoi soci nei cui confronti l'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento per recupero a tassazione dei costi relativi ad operazioni intercorse con una srl che l'amministrazione finanziaria riteneva inesistenti. I contribuenti avverso tale atto impositivo depositavano ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di prime cure accolsero parzialmente le doglianze dei ricorrenti riducendo la pretesa fiscale. I contribuenti proponevano, avverso la decisione della CTP, [...]

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