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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

IVA e stabile organizzazione: il prestatore di servizi non deve accertare la stabile organizzazione

La Corte di Giustizia CE-UE con la sentenza n. C-547/18 del 7 maggio 2020 ha statuito che "L’articolo 44 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, come modificata dalla direttiva 2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, e l’articolo 11, paragrafo 1, e l’articolo 22, paragrafo 1, del regolamento d’esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio, del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della direttiva 2006/112, devono essere interpretati nel senso che l’esistenza, nel territorio di uno Stato membro, di una stabile organizzazione di una società stabilita in uno Stato terzo non può essere desunta, da un prestatore di servizi, dalla mera circostanza che tale società ivi possieda una controllata, e che tale prestatore non è tenuto a prendere informazioni, ai fini di una siffatta [...]

Per la proroga del contratto a tempo determinato non è richiesta la forma scritta, salvo l’onere per il datore di lavoro di provare le ragioni che giustificano la proroga

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 8443 depositata il 4 maggio 2020 intervenendo in tema di proroga dei contratti di lavoro a tempo determinati ha stabilito che "l'art. 4 del d.lgs. n. 368 del 2001, «ratione temporis» applicabile, non impone la forma scritta per la proroga del contratto a tempo determinato, fermo, in ogni caso, l'onere per il datore di lavoro di provare le ragioni obiettive che giustifichino la proroga." La vicenda ha riguardato un dipendete, assunto con contratto di lavoro a tempo determinato, della provincia di Trento a cui veniva comunicato a mezzo raccomandata la proroga del contratto. La dipendente adiva al Tribunale, in veste di giudice del lavoro, per la dichiarazione di nullità della proroga del termine  e condannato la Provincia al risarcimento del danno. Il Tribunale accoglieva le doglianze della ricorrente. [...]

Bilancio: obbligo di trasparenza sui contributi pubblici all’interno della nota integrativa

Il comma 125 e seguenti dell'articolo 1 della legge n. 124 del 2017, come modificato dall'articolo 35 del decreto legge n. 34 del 2019 (convertito con modificazioni dalla L. 28 giugno 2019 n. 58),  ha previsto l'obbligo di fornire le informazioni sui contributi pubblici ricevuti se questi superano l'importo di 10 mila euro. L'obbligo di dare trasparenza delle erogazioni pubbliche ricevute nello scorso esercizio viene assolto in modo diverso a secondo del soggetto come di seguito indicato: le imprese che esercitano le attività commerciali di cui all’articolo 2195 del Codice civile, rientrando in questa categoria anche le coop sociali, mentre le attività solo agricole sono disciplinate dall’articolo 2135 del Codice civile; le Onlus, fondazioni, alcune associazioni e cooperative sociali, queste ultime interessate anche dal comma 125-sexies, hanno l’obbligo di pubblicare le informazioni richieste dalla legge [...]

Nell’accertamento con redditometro non rileva non rileva il rimborso spese operato dal datore di lavoro per le trasferte del lavoratore

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 8489 depositata il 6 maggio 2020 intervenendo in tema di accertamento con metodo sintetico ex art. 38 del d.P.R. n. 600 del 1973 ha affermato che "Nel caso di rimborso analitico non si determina alcun riflesso di tassazione in capo al dipendente, poiché il riconoscimento di detti costi avviene sulla base della documentazione fornita dallo stesso dipendente e non può mai essere superiore alla spesa effettivamente sostenuta; invece, nell'ipotesi in cui si utilizzi il metodo forfettario, il citato art. 51, comma 5, del t.u.i.r. prevede un limite massimo oltre il quale l'importo forfettario riconosciuto al dipendente concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente." La vicenda ha riguardato un contribuente, amministratore di una società, a cui veniva notificato un avviso di accertamento con il quale era stato rideterminato, [...]

Legittimo l’applicazione del redditometro fondato sul possesso di un immobile e la stipula di un mutuo

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 8289 depositata il 29 aprile 2020 intervenendo in tema di accertamento con metodo sintetico ha ribadito che "l'applicazione del redditometro ai proprietari di un immobile che hanno stipulato un contratto di mutuo, non è irragionevole, dato che il possesso di un immobile e la presenza di un mutuo costituiscono entrambi elementi di capacità contributiva giustamente considerati." La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato un invito, al fine di ottenere informazioni sulla sua posizione reddituale rilevata la presenza di elementi indicatori di capacità contributiva incongruenti con i redditi dichiarati. Il contribuente, in sede di contraddittorio, depositava documentazione, ritenuta inidonea dall'Agenzia delle Entrate a giustificare la maggiore capacità contributiva accertata, anche in considerazione dello scostamento per più di due periodi d'imposta consecutivi di oltre un quarto da [...]

Il reato di autoriciclaggio e frode fiscale commesso all’estero può essere sanzionato in Italia

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 12571 depositata il 4 maggio 2020 intervenendo in tema di esecuzione all'ordine contenuto in una sentenza definitiva straniera ha ribadito che "nelle procedure di cooperazione giudiziaria non viene in considerazione per lo Stato richiesto il principio di legalità, che deve essere invece rispettato dallo Stato richiedente, con la conseguenza che è sufficiente che il fatto posto alla base della richiesta costituisca un reato secondo l'ordinamento italiano al momento della decisione." La vicenda ha riguardato un imprenditore di San Marino accusato e definitivamente condannato per il reato di autoriciclaggio e frode fiscale commesso nella Repubblica di San Marino. L'imprenditore era stato definitivamente condannato per aver trasferito, sostituito ed occultato il provento di reati da lui commessi di frode fiscale, traffico illecito di rifiuti e distrazione di [...]

Legittimo il sequestro preventivo per dichiarazione fraudolente per utilizzo di fatture per operazioni inesistenti anche per dolo eventuale

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza 12680 depositata il 22 aprile 2020 intervenendo in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati tributari ha affermato che con specifico riferimento al reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti la "compatibilità del dolo eventuale con il dolo specifico richiesto dall'art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000 è stata ritenuta sia perché la finalità di evadere le imposte (o di ricevere un indebito rimborso) è ulteriore rispetto al fatto tipico, sia perché il reato di cui all'art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000 è reato di pericolo e non di danno, e, quindi, prescinde da una effettiva evasione del debito tributario, sia perché, in linea generale, la prevalente giurisprudenza, specie in materia di furto e di ricettazione, [...]

Nullo l’avviso di liquidazione che revoca le agevolazioni “prima casa” senza la perizia dell’Agenzia del Territorio

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 4040 depositata il 18 febbraio 2020 intervenendo in tema di agevolazioni fiscali per la "prima casa" ha statuito che la "nullità per difetto di motivazione dell'avviso di liquidazione ed irrogazione di sanzioni per le imposte di registro, ipotecaria e catastale (in ordine alla permuta), con il quale l’Agenzia delle Entrate aveva revocato le agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa, dal momento che la motivazione dell'atto faceva testuale riferimento a "controlli d'ufficio effettuati", le cui risultanze non erano state allegate, né erano precedentemente note ai contribuenti, né erano state riprodotte nell'avviso stesso." La vicenda ha riguardato i contribuenti a cui venivano notificati due avvisi di liquidazione con i quali l’Agenzia delle Entrate aveva, dapprima, revocato l’agevolazione prima casa, stante il carattere “di lusso” dell’immobile compravenduto e, quindi, [...]

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