
Decreto Rilancio (d.l. n. 34/2020) le misure fiscali spiegate dall’Agenzia delle Entrate e raccolte nel vademecum
L'Agenzia delle Entrate ha predisposto, per le imprese e cittadini, un vademecum intitolato "Le misure fiscali del Decreto Rilancio" pubblicandolo online sul proprio sito. Nel documento vengono illustrate le misure di carattere fiscale e descritti i bonus e le agevolazioni introdotte dal decreto legge per aiutare famiglie e imprese a fronteggiare i disagi causati dall’emergenza del coronavirus. Viene illustrato nel vademecum la possibilità (articolo 120 e 125), per le imprese e lavoratori autonomi che esercitano la loro attività in luoghi aperti al pubblico, di usufruire del credito di imposta nella misura del 60% per: le spese sostenute al fine di adeguarsi alle prescrizioni sanitarie e alle misure di contenimento contro la diffusione da COVID-19; la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati; l’acquisto di dispositivi di protezione individuale atti a garantire la salute di lavori [...]
IMU l’acconto da versare entro il 16 giugno: calcolo, modalità di versamento e presupposto soggettivo ed oggettivo
I comma da 738 fino al 782 dell'articolo 1 della legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio 2020) hanno profondamente modificato, con effetto dal 01/01/2020, l’imposta patrimoniale sugli immobili. Il calcolo della nuova IMU con le consueta modalità, non avendo, la nuova normativa, apportato alcuna modifica. La principale novità è l'abolizione dell'imposta unica comunale e contestuale soppressione della TASI (tributo per i servizi indivisibili). La Tari (tassa sui rifiuti) non è stata abrogata. Infatti il comma 738 dell'articolo 1 della legge 160/2019 statuisce che " A decorrere dall'anno 2020, l'imposta unica comunale di cui all'articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, é abolita, ad eccezione delle disposizioni relative alla tassa sui rifiuti (TARI); l'imposta municipale propria (IMU) é disciplinata dalle disposizioni di cui ai commi da 739 a 783." Il comma 739 dispone che "L'imposta di [...]
Sovvenzioni per le imprese e professionisti che non licenziano nel periodo di COVID-19
Nel c.d. "decreto Rilancio" (decreto legge n. 34/2020) il periodo del divieto di licenziamento, per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell'articolo 3, della legge 15 luglio 1966, n. 604, disposto con l'articolo 46 del decreto legge n. 18/2020, è stato prorogato di altri 3 mesi (prevedendo un blocco complessivamente di 5 mesi a partire dal 23 febbraio 2020). Pertanto con l'articolo 60 del d.l. n. 34/2020 viene introdotto la possibilità di sovvenzioni a favore delle imprese e lavoratori autonomi da parte delle Regioni, Provincie autonome, altri enti territoriali e Camere di commercio per contribuire al pagamento degli stipendi dei dipendenti, al fine di evitare i licenziamenti durante il periodo di emergenza COVID-19. Le sovvenzioni di cui sopra sono concesse a determinate condizioni e limitazioni di seguito indicate: nel rispetto della sezione 3.10 della Comunicazione della [...]
COVID-19: Cassa Integrazione Guadagni le modifiche introdotte dal Decreto rilancio. Durata e termini di presentazione
COVID-19: Cassa Integrazione Guadagni le modifiche introdotte dal Decreto rilancio. Durata e termini di presentazione
Riapertura dei cantieri edili e verifica misure anti-COVID-19: nota INL n. 156 del 2020
Con l'emanazione del DPCM 26 aprile 2020 si è consentita, in base all'articolo 2, la ripresa dell’attività nei cantieri edili. Tale ripresa risulta subordinata al rispetto delle misure previste da: Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le Parti sociali Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nei cantieri, ambedue allegati al predetto DPCM. L'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) è intervenuto con la nota n. 156 del 13 maggio 2020 ha fornito ulteriori precisazioni ed indicazioni al proprio personale ispettivo in tema di vigilanza riguardanti la riapertura dei cantieri edili. L'INL, nella nota in commento, indica a grandi linee i principali punti da rispettare per la ripresa dei lavori, sia [...]
Per l’edilizia, ai fini contributivi, il superamento del limite previsto dal CCNL per i contratti a tempo parziale comporta l’applicazione della retribuzione virtuale di cui al d.l. n. 244 del 1995
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 8794 depositata il 12 maggio 2020 intervenendo in tema di contributi previdenziali ed assistenziali nel settore edile ha ribadito che "l'importo della retribuzione da assumere come base di calcolo dei contributi previdenziali non può essere inferiore all'importo del c.d. "minimale contributivo", ossia all’importo di quella retribuzione che ai lavoratori di un determinato settore dovrebbe essere corrisposta in applicazione dei contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali più rappresentative su base nazionale. La regola è espressione del principio di autonomia del rapporto contributivo rispetto all'obbligazione retributiva, in virtù del quale l'obbligo contributivo ben può essere parametrato ad un importo superiore rispetto a quanto effettivamente corrisposto dal datore di lavoro" La vicenda ha riguardato il titolare di una impresa edile a cui in seguito di un verbale ispettivo gli veniva [...]
Il diniego di sgravio è impugnabile al fine di accertare la prescrizione del credito fiscale
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 8719 depositata l' 11 maggio 2020 intervenendo in tema contenzioso tributario e prescrizione dei crediti fiscali ha ribadito che "essendo strutturato il processo tributario come processo impugnatorio, l'impugnazione del divieto di sgravio di ruoli portanti crediti prescritti è il modo tipico per innestare, in tale tipo di processo, la domanda di accertamento dell'avvenuto compimento della prescrizione dei crediti il cui recupero sia stato affidato all'agente della riscossione. Quanto al termine di prescrizione dei crediti per TARSU, questa Corte lo ha fissato in cinque anni, applicando l'art. 2948, comma 1, n. 4 c.c." La vicenda ha riguardato un condominio il cui amministratore nel corso di un accesso presso gli sportelli dell'agente della riscossione venne a conoscenza dell'esistenza di ingenti somme iscritte a ruolo dal Comune a titolo di [...]
Irrilevante il regime di separazione dei beni ai fini del redditometro, consentito la giustificazione con il reddito del coniuge
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 8733 depositata l' 11 maggio 2020 intervenendo in tema prova ai fini della giustificazione del tenore di vita determinato con l'accertamento con metodo sintetico ha ribadito che "la semplice considerazione del regime patrimoniale dei coniugi non è affatto sufficiente a dimostrare l'assenza di giustificazione delle spese" La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato un avviso di accertamento relativo a recupero a tassazione con metodo sintetico ex art. 38, comma 4 e seguenti, del d.P.R. n. 600 del 1973 di maggior reddito a fini Irpef ricavato dal tenore di vita del contribuente. Avverso tale atto impositivo il contribuente propose ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di prime cure rigettarono le doglianze del ricorrente. Il contribuente impugnava la decisione della CTP con ricorso alla Commissione [...]