
Ai fini del calcolo della soglia di punibilità, per l’omessa dichiarazione, possono essere considerata anche le fatture non contabilizzate, salvo che non rientri in un quadro di illegalità
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 23621 depositata il 7 agosto 2020 intervenendo in tema di reati tributari e del calcolo delle soglie di punibilità ha ribadito che "gli importi derivanti da fatture ricevute, pertinenti e pagate ma non contabilizzate possono essere calcolati ai fini della soglia di punibilità solo nei casi in cui il mancato rispetto degli obblighi tributari non comporti un complessivo quadro di illegalità incompatibile con le finalità che la Corte di Giustizia e la Consulta hanno evidenziato." La vicenda ha riguardato l'amministratore di una società a responsabilità limitata accusato del reato di occultamento e distruzione delle scritture contabili e di omessa presentazione della dichiarazione annuale. L'imputato veniva condannato dal Tribunale per i capi di imputazione. Avverso la decisione di primo grado il condannato proponeva ricorso alla Corte di Appello. [...]
La dichiarazione dei redditi è emendabile in sede di contenzioso in caso di errori od omissioni anche senza la presentazione della dichiarazione integrativa
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15527 depositata il 21 luglio 2020 intervenendo in tema rettifica della dichiarazione fiscale ha ribadito che «la dichiarazione, in linea generale, salvo casi particolari o parti specifiche di essa, è un atto di scienza e quindi sempre emendabile, con la conseguenza che il contribuente può fare valere eventuali vizi commessi nella redazione della stessa, che attengano al merito della pretesa tributaria, anche in sede contenziosa, indipendentemente dal rispetto dei termini per la presentazione dell'emenda» La vicenda ha riguardato una società, successivamente fallita, a cui veniva notificato una cartella di pagamento IRES, IRAP, IVA, emessa a seguito di un controllo automatizzato, ex art. 36-bis, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600. La società contribuente impugnava tale atto innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. La contribuente riteneva, dimostrandolo, l’insussistenza del [...]
La mancata maggiorazione dello 0,40% non comporta l’applicazione della sanzione sull’intero importo versato ma solo sulla differenza non versata
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 16645 depositata il 4 agosto 2020 intervenendo in tema sanzioni per tardivo pagamento delle imposte in sede di dichiarazione dei redditi ha statuito il seguente principio di diritto «la maggiorazione di cui all'art. 17, comma 2, d.P.R. n. 435 del 2001, ratione temporis applicabile, ha natura di interessi corrispettivi dell'imposta dovuta a favore dell'erario a fronte del maggior periodo di giorni 30 concesso al contribuente per il pagamento, sicché l'omesso versamento della sola maggiorazione nel più lungo termine costituisce pagamento parziale ma non determina la decadenza dal termine prorogato» La vicenda ha riguardato una società per azione a cui veniva notificata una cartella di pagamento, emessa ex art. 36 bis d.P.R. n. 600 del 1973, con cui, atteso il tardivo pagamento del primo acconto Irap, senza il contestuale [...]
Contributo a fondo perduto per i comuni in stato di emergenza
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC) in collaborazione con la Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC) hanno pubblicato il 5 agosto 2020 il documento di ricerca "Contributo a fondo perduto per i comuni in stato di emergenza" che interessa in particolare i contribuenti aventi il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi. Si ricorda che in base al contenuto del comma 4 dell'articolo 25 del Decreto Legge n. 34 del 2020 statuisce che il contributo a fondo perduto spetta in assenza del requisito del calo del fatturato per i “soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione [...]
Accertamento fiscale fondato su indagini finanziarie: non è sufficiente la corrispondenza dei versamenti ai ricavi dichiarati
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 15538 depositata il 21 luglio 2020 intervenendo in tema di accertamenti fondati su indagini bancarie ha ribadito che "L'operato dell'Ufficio si è fondato sull'articolo 32 del d.P.R. 600/73, che stabilisce che i dati e gli elementi acquisiti nel corso degli accessi presso gli istituti di credito e finanziari sono posti a base delle rettifiche degli accertamenti, se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto per la determinazione del reddito soggetto ad imposta oppure che non hanno rilevanza allo stesso fine. La norma pone una presunzione legale che spetta al contribuente superare con una prova analitica contraria, che può anche essere affidata a presunzioni." La vicenda ha riguardato un contribuente, esercente la vendita di prodotti di monopolio con annesso bar, che a seguito di indagini bancarie gli [...]
Diritto alle ferie e doveri di buona fede e correttezza del lavoratore durante la pandemia da COVID-19
Il diritto alle ferie retribuite costituisce un diritto irrinunciabile e costituzionalmente tutelato (articolo 36 Cost.) per tutti i lavoratori dipendenti Al dipendente competono annualmente la maturazione di quattro settimane di cui due devono essere fruite nel corso dell’anno di maturazione, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, salvo diversa disposizione del CCNL. Le rimanenti 2 settimane vanno consumate nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1699 del 25 gennaio 2011 ha stabilito che “ferma restando l’insindacabilità della scelta del lavoratore di impiegare le ferie nel modo che ritiene più opportuno, a monte operano i doveri di buona fede e correttezza che impongono di tenere una condotta conforme all’interesse del datore di lavoro alla prestazione lavorativa”. La Corte continua con l'evidenziare che “se l’assenza per malattia è [...]
Principio del “ne bis in idem” trova applicazione nei casi in cui vi sia corrispondenza storico-naturalistica nella configurazione del reato, considerato in tutti i suoi elementi costitutivi
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 22486 depositata il 24 luglio 2020 intervenendo in tema di possibile sovrapposizioni di sanzioni riguardante la duplicazione del delitto di associazione per delinquere finalizzato alla commissione di reati tributari e e quello di bancarotta fraudolenta patrimoniale alla luce del principio del “ne bis in idem” ha ribadito che "ai fini della preclusione connessa al principio "ne bis in idem", l'identità del fatto sussiste quando vi sia corrispondenza storico-naturalistica nella configurazione del reato, considerato in tutti i suoi elementi costitutivi (condotta, evento, nesso causale) e con riguardo alle circostanze di tempo, di luogo e di persona" La vicenda ha riguardato due amministratori di fatto di una società a responsabilità limitata fallita, i quali erano stati, con rito abbreviato, condannati per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e [...]
Il contribuente che si conforma alla risoluzione o circolare non è soggetto a sanzioni in quanto la situazione di «incertezza interpretativa» ha generato un affidamento tutelabile
Il contribuente che si conforma alla risoluzione o circolare non è soggetto a sanzioni in quanto la situazione di «incertezza interpretativa» ha generato un affidamento tutelabile