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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Disciplina delle società di comodo l’affitto dell’unica azienda non rientra tra le ipotesi d’impossibilità oggettiva di percepire ricavi maggiori

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10157 depositata il 28 maggio 2020 intervenendo in tema di applicazione della disciplina delle società di comodo e del reddito minimo nell'affitto d'azienda ha affermato che "il contratto d'affitto d'azienda, invero, non rientra tra le ipotesi d'impossibilità oggettiva di percepire ricavi maggiori perché esso è espressione della manifestazione di volontà del contribuente che, per potere essere esonerato dall'applicazione della norma antielusiva, è tenuto a dimostrare che, quando stipulò il contratto, determinate ragioni oggettive - che non si riducono, né si condensano nella manifestazione della volontà contrattuale che conduce alla stipula dell'affitto - non consentivano la pattuizione di un canone più alto." La vicenda ha riguardato una società a responsabilità limitata a cui veniva notificato un avviso di accertamento risultando i redditi dichiarati dalla ricorrente odierna inferiori a [...]

Il dolo eventuale è sufficiente per la configurabilità del reato di dichiarazione fraudolente

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 12680 depositata il 22 aprile 2020 intervenendo in tema di sequestro preventivo di somme di denaro a seguito del reato di cui all'articolo 2 del D. Lgs. n. 74 del 2000 riaffermando che risulta "configurabile il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti anche in caso di dolo eventuale, da intendere in termini di lucida accettazione, da parte dell'agente, dell'evento lesivo, e quindi anche del fine di evasione o di indebito rimborso, come conseguenza della sua condotta." La vicenda ha riguardato il legale rappresentante di una società a responsabilità limitata accusato del reato di dichiarazione fraudolenta mediante la registrazione e l'utilizzazione, da parte di tale impresa, delle fatture relative agli acquisti di prodotti petroliferi formalmente provenienti da due [...]

L’elemento discriminante tra il reato di bancarotta fraudolente documentale e le irregolari scritture contabili è il dolo

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 15811 depositata il 26 maggio 2020 intervenendo in tema di reati fallimentari ha ribadito che "in tema di bancarotta fraudolenta documentale (art. 216, comma primo, n. 2, L.F.), è illegittima l'affermazione di responsabilità dell'amministratore che faccia derivare l'esistenza dell'elemento soggettivo del reato dal solo fatto, costituente l'elemento materiale del reato, che lo stato delle scritture sia tale da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari, considerato che, in tal caso, trattandosi per di più, nella specie, di omissione contenuta in limiti temporali piuttosto ristretti, è necessario chiarire la ragione e gli elementi sulla base dei quali l'imputato abbia avuto coscienza e volontà di realizzare detta oggettiva impossibilità e non, invece, di trascurare semplicemente la regolare tenuta delle scritture, senza por [...]

Regolarizzazione dei rapporti di lavoro in agricoltura, colf e badanti: domande a partire dal 1° giugno

A seguito della pubblicazione del decreto interministeriale dei Ministeri dell'Interno, Economia e Agricoltura del 27 maggio 2020 sul n. 137 della Gazzetta Ufficiale è divenuta operativa la procedura di regolarizzazione: di rapporti di lavoro sommerso o  di nuove assunzioni , da parte dei datori di lavoro; dei permessi temporanei per la ricerca di lavoro da parte di lavoratori immigrati con permesso scaduto. Pertanto, in base all'articolo 1 del suddetto decreto, le istanze possono essere presentate esclusivamente con modalità informatiche dalle ore 7,00 del 1° giugno 2020 alle ore 22,00 del 15 luglio 2020 sull'applicativo disponibile all'indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it/ e la procedura sarà gestita dallo Sportello unico per l’immigrazione. In particolare si evidenzia che le domande saranno gestite: dallo Sportello unico per l'immigrazione per nuove assunzioni vanno inviate solo in forma telematica dalle ore 7.00 del 1° [...]

Accertamento fondato su indagini finanziarie: legittima la dichiarazione del terzo per giustificare le operazioni bancarie

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 9903 depositata il 27 maggio 2020 intervenendo in tema di accertamento fondato su indagini bancarie ha affermato che "nel processo tributario, il divieto di prova testimoniale previsto dall'art. 7 del d.lgs. n. 546 del 1992 si riferisce alla prova testimoniale da assumere con le garanzie del contraddittorio e non implica, pertanto, l'impossibilità di utilizzare, ai fini della decisione, le dichiarazioni che gli organi dell'amministrazione finanziaria sono autorizzati a richiedere anche ai privati nella fase amministrativa di accertamento e che, proprio perché assunte in sede extraprocessuale, rilevano quali elementi indiziari che possono concorrere a formare, unitamente ad altri elementi, il convincimento del giudice"  ed in particolare che "Il potere di introdurre dichiarazioni di terzi rese in sede extraprocessuale opera, con il medesimo valore probatorio, anche per la parte [...]

E’ nulla la notifica dell’accertamento se eseguita presso la residenza anagrafica se diversa dal domicilio indicato in dichiarazione

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 9567 depositata il 25 maggio 2020 intervenendo in tema di validità della notifica dell'avviso di accertamento ha stabilito che "va ritenuta la nullità della notifica dell'atto impositivo (per compiuta giacenza ai sensi dell'art. 8 della legge 890/1982), siccome eseguita in luogo diverso dal domicilio eletto agli specifici fini .." La vicenda ha riguardato una contribuente a cui veniva notificato (per compiuta giacenza) un avviso di accertamento effettuata presso la residenza anagrafica della contribuente e non presso il domicilio dalla medesima eletto in sede di dichiarazione. Avverso tale atto la contribuente proponeva ricorso in Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di prime cure accolgono le doglianze della ricorrente. L'Amministrazione finanziaria avverso la decisione della CTP proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale. I giudici di appello riformarono la sentenza impugnata, accogliendo [...]

Il contribuente sottoposto ad accertamento, fondato su indagini finanziarie, deve fornire una prova non generica, ma analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 9423 depositata il 22 maggio 2020 intervenendo in tema di accertamento a seguito di verifica sui conti correnti ha ribadito che "in tema di accertamento delle imposte sui redditi, qualora l'accertamento effettuato dall'ufficio finanziario si fondi su verifiche di conti correnti bancari, l'onere probatorio dell'Amministrazione è soddisfatto, secondo l'art. 32 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti predetti, mentre si determina un'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente, il quale deve dimostrare che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili, fornendo, a tal fine, una prova non generica, ma analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario, in modo da dimostrare come ciascuna delle operazioni effettuate sia estranea a fatti imponibili." [...]

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