
Il reato di autoriciclaggio e frode fiscale commesso all’estero può essere sanzionato in Italia
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 12571 depositata il 4 maggio 2020 intervenendo in tema di esecuzione all'ordine contenuto in una sentenza definitiva straniera ha ribadito che "nelle procedure di cooperazione giudiziaria non viene in considerazione per lo Stato richiesto il principio di legalità, che deve essere invece rispettato dallo Stato richiedente, con la conseguenza che è sufficiente che il fatto posto alla base della richiesta costituisca un reato secondo l'ordinamento italiano al momento della decisione." La vicenda ha riguardato un imprenditore di San Marino accusato e definitivamente condannato per il reato di autoriciclaggio e frode fiscale commesso nella Repubblica di San Marino. L'imprenditore era stato definitivamente condannato per aver trasferito, sostituito ed occultato il provento di reati da lui commessi di frode fiscale, traffico illecito di rifiuti e distrazione di [...]
Legittimo il sequestro preventivo per dichiarazione fraudolente per utilizzo di fatture per operazioni inesistenti anche per dolo eventuale
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza 12680 depositata il 22 aprile 2020 intervenendo in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati tributari ha affermato che con specifico riferimento al reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti la "compatibilità del dolo eventuale con il dolo specifico richiesto dall'art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000 è stata ritenuta sia perché la finalità di evadere le imposte (o di ricevere un indebito rimborso) è ulteriore rispetto al fatto tipico, sia perché il reato di cui all'art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000 è reato di pericolo e non di danno, e, quindi, prescinde da una effettiva evasione del debito tributario, sia perché, in linea generale, la prevalente giurisprudenza, specie in materia di furto e di ricettazione, [...]
Nullo l’avviso di liquidazione che revoca le agevolazioni “prima casa” senza la perizia dell’Agenzia del Territorio
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 4040 depositata il 18 febbraio 2020 intervenendo in tema di agevolazioni fiscali per la "prima casa" ha statuito che la "nullità per difetto di motivazione dell'avviso di liquidazione ed irrogazione di sanzioni per le imposte di registro, ipotecaria e catastale (in ordine alla permuta), con il quale l’Agenzia delle Entrate aveva revocato le agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa, dal momento che la motivazione dell'atto faceva testuale riferimento a "controlli d'ufficio effettuati", le cui risultanze non erano state allegate, né erano precedentemente note ai contribuenti, né erano state riprodotte nell'avviso stesso." La vicenda ha riguardato i contribuenti a cui venivano notificati due avvisi di liquidazione con i quali l’Agenzia delle Entrate aveva, dapprima, revocato l’agevolazione prima casa, stante il carattere “di lusso” dell’immobile compravenduto e, quindi, [...]
Rappaorto tra CIG, FIS e CIG in deroga ed evento di malattia
Con il messaggio n. 1822 del 30 aprile 2020 l'INPS ha riepilogato la normativa che regola il rapporto tra l'indennità di malattia ed i trattamenti di integrazioni salariali (CIG), assegno ordinario (FIS) e CIG in deroga. L'INPS evidenzia che il comma 7 dell’articolo 3 del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148 prevede che “il trattamento di integrazione salariale sostituisce in caso di malattia l’indennità giornaliera di malattia, nonché la eventuale integrazione contrattualmente prevista”. Inoltre, viene precisato che la circolare n. 197 del 2015 regola in dettaglio, in base alla norma sopra richiamata, il rapporto con l'istituto della malattia con le integrazioni salariali (CIG), mentre la circolare n. 130/2017 regola l'indennità di malattia con le prestazioni del Fondo di integrazione salariale (FIS). In particolare, con il messaggio in commento, si richiama il paragrafo 1.8 della circolare [...]
FAQs inerenti alla Fase 2 prevista dal D.P.C.M. del 26 aprile 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale
Si pubblicano le informazioni fornite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sui numero dubbi suscitati dal DPCM del 26 aprile 2020. LE NOVITÀ DEL DPCM DEL 26 APRILE Quali sono le novità previste dal Dpcm 26 aprile 2020? Il Dpcm 26 aprile 2020 introduce, a partire dal 4 maggio, diverse novità, tra le quali, per esempio, la possibilità delle visite ai propri congiunti (sulla sua definizione vedasi le FAQ successive) che vivono nella stessa Regione e la riapertura di parchi e giardini pubblici, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie ed evitando comunque gli assembramenti (i sindaci potranno decidere di chiudere nuovamente e in via temporanea i parchi, qualora il divieto di assembramento non potesse essere garantito). Diventa obbligatorio l’uso della mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico (quali mezzi di trasporto pubblico ed esercizi commerciali). Il [...]
Cassa integrazione Covid-19 e rinnovo o proroga dei contratti a termine in deroga al D.Lgs. n. 81/2015
Con la legge di conversione n. 27 del 24 aprile 2020 del decreto legge n. 18 del 2020 (Decreto Cura Italia) è stato inserito l'articolo 19 bis, norma di interpretazione autentica, che ha statuito che "Considerata l'emergenza epidemiologica da COVID-19, ai datori di lavoro che accedono agli ammortizzatori sociali di cui agli articoli da 19 a 22 del presente decreto, nei termini ivi indicati, è consentita la possibilità, in deroga alle previsioni di cui agli articoli 20, comma 1, lettera c), 21, comma 2, e 32, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, di procedere, nel medesimo periodo, al rinnovo o alla proroga dei contratti a tempo determinato, anche a scopo di somministrazione." Con la predetta norma, al fine di evitare ogni incertezza ed al fine di preservare i livelli [...]
Incorre nel reato di omesso versamento dei contributi il datore di lavoro che omette il versamento dei contributi previdenziali a causa della crisi di liquidità determinata dal fallimenti dei propri clienti
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 12629 depositata il 22 aprile 2020 intervenendo in tema di reato di cui all’art. 2, comma 1-bis della legge 638/1983 ha ribadito che "il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali è a dolo generico, ed è integrato dalla consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti, ravvisabile anche qualora il datore di lavoro, in presenza di una situazione di difficoltà economica, abbia deciso di dare preferenza al pagamento degli emolumenti ai dipendenti ed alla manutenzione dei mezzi destinati allo svolgimento dell'attività di impresa, e di pretermettere il versamento delle ritenute all'erario, essendo suo onere quello di ripartire le risorse esistenti all'atto della corresponsione delle retribuzioni in modo da adempiere al proprio obbligo contributivo, anche se ciò comporta l'impossibilità di pagare i compensi nel [...]
Inammissibili il ricorso in cassazione redatto con la tecnica c.d. “assemblaggio” ed in violazione del principio di esposizione sommaria, chiarezza, specificità
Inammissibili il ricorso in cassazione redatto con la tecnica c.d. "assemblaggio" ed in violazione del principio di esposizione sommaria, chiarezza, specificità