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News – Blog2026-09-05T14:45:47+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Per l’edilizia, ai fini contributivi, il superamento del limite previsto dal CCNL per i contratti a tempo parziale comporta l’applicazione della retribuzione virtuale di cui al d.l. n. 244 del 1995

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 8794 depositata il 12 maggio 2020 intervenendo in tema di contributi previdenziali ed assistenziali nel settore edile ha ribadito che "l'importo della retribuzione da assumere come base di calcolo dei contributi previdenziali non può essere inferiore all'importo del c.d. "minimale contributivo", ossia all’importo di quella retribuzione che ai lavoratori di un determinato settore dovrebbe essere corrisposta in applicazione dei contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali più rappresentative su base nazionale. La regola è espressione del principio di autonomia del rapporto contributivo rispetto all'obbligazione retributiva, in virtù del quale l'obbligo contributivo ben può essere parametrato ad un importo superiore rispetto a quanto effettivamente corrisposto dal datore di lavoro" La vicenda ha riguardato il titolare di una impresa edile a cui in seguito di un verbale ispettivo gli veniva [...]

Il diniego di sgravio è impugnabile al fine di accertare la prescrizione del credito fiscale

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 8719 depositata l' 11 maggio 2020 intervenendo in tema contenzioso tributario e prescrizione dei crediti fiscali ha ribadito che "essendo strutturato il processo tributario come processo impugnatorio, l'impugnazione del divieto di sgravio di ruoli portanti crediti prescritti è il modo tipico per innestare, in tale tipo di processo, la domanda di accertamento dell'avvenuto compimento della prescrizione dei crediti il cui recupero sia stato affidato all'agente della riscossione. Quanto al termine di prescrizione dei crediti per TARSU, questa Corte lo ha fissato in cinque anni, applicando l'art. 2948, comma 1, n. 4 c.c." La vicenda ha riguardato un condominio il cui amministratore nel corso di un accesso presso gli sportelli dell'agente della riscossione venne a conoscenza dell'esistenza di ingenti somme iscritte a ruolo dal Comune a titolo di [...]

Irrilevante il regime di separazione dei beni ai fini del redditometro, consentito la giustificazione con il reddito del coniuge

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 8733 depositata l' 11 maggio 2020 intervenendo in tema prova ai fini della giustificazione del tenore di vita determinato con l'accertamento con metodo sintetico ha ribadito che "la semplice considerazione del regime patrimoniale dei coniugi non è affatto sufficiente a dimostrare l'assenza di giustificazione delle spese" La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato un avviso di accertamento relativo a recupero a tassazione con metodo sintetico ex art. 38, comma 4 e seguenti, del d.P.R. n. 600 del 1973 di maggior reddito a fini Irpef ricavato dal tenore di vita del contribuente. Avverso tale atto impositivo il contribuente propose ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di prime cure rigettarono le doglianze del ricorrente. Il contribuente impugnava la decisione della CTP con ricorso alla Commissione [...]

IVA e stabile organizzazione: il prestatore di servizi non deve accertare la stabile organizzazione

La Corte di Giustizia CE-UE con la sentenza n. C-547/18 del 7 maggio 2020 ha statuito che "L’articolo 44 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, come modificata dalla direttiva 2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, e l’articolo 11, paragrafo 1, e l’articolo 22, paragrafo 1, del regolamento d’esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio, del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della direttiva 2006/112, devono essere interpretati nel senso che l’esistenza, nel territorio di uno Stato membro, di una stabile organizzazione di una società stabilita in uno Stato terzo non può essere desunta, da un prestatore di servizi, dalla mera circostanza che tale società ivi possieda una controllata, e che tale prestatore non è tenuto a prendere informazioni, ai fini di una siffatta [...]

Per la proroga del contratto a tempo determinato non è richiesta la forma scritta, salvo l’onere per il datore di lavoro di provare le ragioni che giustificano la proroga

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 8443 depositata il 4 maggio 2020 intervenendo in tema di proroga dei contratti di lavoro a tempo determinati ha stabilito che "l'art. 4 del d.lgs. n. 368 del 2001, «ratione temporis» applicabile, non impone la forma scritta per la proroga del contratto a tempo determinato, fermo, in ogni caso, l'onere per il datore di lavoro di provare le ragioni obiettive che giustifichino la proroga." La vicenda ha riguardato un dipendete, assunto con contratto di lavoro a tempo determinato, della provincia di Trento a cui veniva comunicato a mezzo raccomandata la proroga del contratto. La dipendente adiva al Tribunale, in veste di giudice del lavoro, per la dichiarazione di nullità della proroga del termine  e condannato la Provincia al risarcimento del danno. Il Tribunale accoglieva le doglianze della ricorrente. [...]

Bilancio: obbligo di trasparenza sui contributi pubblici all’interno della nota integrativa

Il comma 125 e seguenti dell'articolo 1 della legge n. 124 del 2017, come modificato dall'articolo 35 del decreto legge n. 34 del 2019 (convertito con modificazioni dalla L. 28 giugno 2019 n. 58),  ha previsto l'obbligo di fornire le informazioni sui contributi pubblici ricevuti se questi superano l'importo di 10 mila euro. L'obbligo di dare trasparenza delle erogazioni pubbliche ricevute nello scorso esercizio viene assolto in modo diverso a secondo del soggetto come di seguito indicato: le imprese che esercitano le attività commerciali di cui all’articolo 2195 del Codice civile, rientrando in questa categoria anche le coop sociali, mentre le attività solo agricole sono disciplinate dall’articolo 2135 del Codice civile; le Onlus, fondazioni, alcune associazioni e cooperative sociali, queste ultime interessate anche dal comma 125-sexies, hanno l’obbligo di pubblicare le informazioni richieste dalla legge [...]

Nell’accertamento con redditometro non rileva non rileva il rimborso spese operato dal datore di lavoro per le trasferte del lavoratore

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 8489 depositata il 6 maggio 2020 intervenendo in tema di accertamento con metodo sintetico ex art. 38 del d.P.R. n. 600 del 1973 ha affermato che "Nel caso di rimborso analitico non si determina alcun riflesso di tassazione in capo al dipendente, poiché il riconoscimento di detti costi avviene sulla base della documentazione fornita dallo stesso dipendente e non può mai essere superiore alla spesa effettivamente sostenuta; invece, nell'ipotesi in cui si utilizzi il metodo forfettario, il citato art. 51, comma 5, del t.u.i.r. prevede un limite massimo oltre il quale l'importo forfettario riconosciuto al dipendente concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente." La vicenda ha riguardato un contribuente, amministratore di una società, a cui veniva notificato un avviso di accertamento con il quale era stato rideterminato, [...]

Legittimo l’applicazione del redditometro fondato sul possesso di un immobile e la stipula di un mutuo

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 8289 depositata il 29 aprile 2020 intervenendo in tema di accertamento con metodo sintetico ha ribadito che "l'applicazione del redditometro ai proprietari di un immobile che hanno stipulato un contratto di mutuo, non è irragionevole, dato che il possesso di un immobile e la presenza di un mutuo costituiscono entrambi elementi di capacità contributiva giustamente considerati." La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato un invito, al fine di ottenere informazioni sulla sua posizione reddituale rilevata la presenza di elementi indicatori di capacità contributiva incongruenti con i redditi dichiarati. Il contribuente, in sede di contraddittorio, depositava documentazione, ritenuta inidonea dall'Agenzia delle Entrate a giustificare la maggiore capacità contributiva accertata, anche in considerazione dello scostamento per più di due periodi d'imposta consecutivi di oltre un quarto da [...]

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