
L’eccezione della prescrizione del credito tributario è di competenza del giudice ordinario
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, con la sentenza n. 34447 depositata il 24 dicembre 2019 interviene in tema attinente ai limiti della giurisdizione relativamente all'eccezione di prescrizione sollevata dalla curatela fallimentare riguardante una cartella di pagamento ed ha statuito che "ove, in sede di ammissione al passivo fallimentare, sia eccepita dal curatore la prescrizione del credito tributario maturata successivamente alla notifica della cartella di pagamento, che segna il consolidamento della pretesa fiscale e l'esaurimento del potere impositivo, viene in considerazione un fatto estintivo dell'obbligazione tributaria di cui deve conoscere il giudice delegato in sede di verifica dei crediti e il tribunale in sede di opposizione allo stato passivo e di insinuazione tardiva, e non il giudice tributario." La vicenda ha riguardato un Agente della riscossione il quale aveva proposto ricorso per cassazione avverso il [...]
Legittimo l’accertamento fondato sul redditometro con onere della prova contraria a a carico del contribuente
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 29761 depositata il 15 novembre 2019 intervenendo in tema di accertamento con metodo sintetico ha statuito che è legittimo l’accertamento con il redditometro fondato sull'acquisto dell’automobile pagata a con rate mensili e dispensa l'Amministrazione da qualunque ulteriore prova rispetto all'esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva così come predeterminati ex lege. Per cui è "legittimo l'accertamento fondato sui predetti fattori - indice, provenienti da parametri e calcoli statistici qualificati, restando a carico del contribuente, posto nella condizione di difendersi dalla contestazione dell'esistenza di quei fattori, l'onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore" La controversia ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato un avviso di accertamento emesso, ex articolo 38 Dpr n. 600/1973. Con il predetto atto impositivo l'Amministrazione Finanziaria determinava presuntivamente [...]
Ritenute fiscali nei contratti di appalto e subappalto: nuovi obblighi, modalità di versamento e compensazione
Il Decreto Legge n. 124 del 26 ottobre 2019, convertito con modificazione dalla legge n. 157 del 19 dicembre 2019, con l'articolo 4, introducendo nel D. Lgs. n. 241 del 1997 l'articolo 17-bis ha introdotto importanti novità in tema di ulteriori obblighi a carico dei committenti, appaltatori e subappaltatori. Il contenuto della norma in commento in sede di conversione è stato totalmente riscritto. Nuovi adempimenti La nuova norma introduce una serie di nuovi adempimenti di seguito indicati: i committenti, come di seguito individuati, sono tenuti a richiedere all'impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltatrici, obbligate a rilasciarle, copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute di cui agli articoli 23 e 24 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, 50, comma 4, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, [...]
Legittimo il licenziamento del dipendente per utilizzo personale dei permessi sindacali e del controllo attuato al di fuori dell’orario di lavoro e non riguardante l’attività lavorativa
Legittimo il licenziamento del dipendente per utilizzo personale dei permessi sindacali e del controllo attuato al di fuori dell'orario di lavoro e non riguardante l'attività lavorativa
Nulla la confisca al contribuente se l’omissione della dichiarazione è imputabile al professionista incaricato
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 37532 depositata l' 11 settembre 2019 intervenendo in tema confisca per omissione della presentazione della dichiarazione ex art. 5 del D.Lgs. n. 74/2000 ha riaffermato che "in tema di reati tributari, che la prova del dolo specifico di evasione, nel delitto di omessa dichiarazione (art. 5, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74), non deriva dalla semplice violazione dell'obbligo dichiarativo né da una culpa in vigilando sull'operato del professionista che trasformerebbe il rimprovero per l'atteggiamento anti-doveroso da doloso in colposo, ma dalla ricorrenza di elementi fattuali dimostrativi che il soggetto obbligato ha consapevolmente preordinato l'omessa dichiarazione all'evasione dell'imposta per quantità superiori alla soglia di rilevanza penale" La vicenda ha riguardato il legale rappresentante di una società a responsabilità limitata accusato del reato di cui all'articolo 5 [...]
La risoluzione del rapporto di lavoro del lavoratore può essere desunta anche per fatti omissivi e/o concludenti dello stesso lavoratore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25883 depositata il 10 ottobre 2019, intervenendo in tema di recesso volontario del lavoratore subordinato ha riaffermato che "Il recesso volontario del lavoratore può essere desunto da dichiarazioni o comportamenti che, inequivocabilmente, manifestino l’intento di recedere dal rapporto, come nel caso in cui il prestatore si sia allontanato dal posto di lavoro e non si sia più presentato per diversi giorni" La vicenda ha riguardato un lavoratore che notificava atto di precetto per ottenere l’esecuzione forzata dell’obbligo di cui al verbale di conciliazione sottoscritto con l’ex datore di lavoro che prevedeva l’assunzione dello stesso da parte dell’impresa subentrata nell’appalto, a condizione che la cessazione del rapporto fosse avvenuta per causa non imputabile al dipendente. La società adiva, avverso l'atto di precetto, al Tribunale sostenendo che il prestatore [...]
Fatturazione elettronica: termini di emissioni per le prestazioni di servizi
L'Agenzia delle Entrate con la risposta all'interpello n. 528 del 16 dicembre 2019 ritorna sull'argomento dei termini di emissione della fattura elettronica per le prestazioni di servizi. Con la predetta risposta ha riaffermato che non è corretto parlare di fatturazione differita “se il pagamento del corrispettivo avviene solo successivamente all’emissione della fattura e, dunque, la prestazione non si considera ancora effettuata, né l’imposta è quindi esigibile, al momento della fatturazione. Si è, invece, in presenza di una fattura che documenta più prestazioni rese nel mese, il cui momento impositivo (ossia quello nel quale la prestazione si considera effettuata e, di conseguenza, l’imposta si rende esigibile) coincide con l’emissione della fattura stessa, che costituisce anche la data da indicare nel relativo campo del file (cfr. la risposta ad interpello n. 389 del 24 settembre 2019). La fattura va, quindi, trasmessa allo SdI entro dodici giorni dall’effettuazione [...]
Non è applicabile la normativa dell’elusione alla scissione non proporzionale che consente di separare l’attività core da quella no core
Non è applicabile la normativa dell'elusione alla scissione non proporzionale che consente di separare l'attività core da quella no core