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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Correzione degli errori in bilancio: OIC 29

Il principio contenuto nell'OIC 29 è l'unica norma che disciplina la correzione degli errori nel bilancio d'esercizio sopperendo ad una lacuna della normativa civilistica. Il principio contabile nazionale OIC 29 (“Cambiamenti di principi contabili, cambiamenti di stime contabili, correzione di errori, fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio”) definisce l'“errore” come  una rappresentazione qualitativa e/o quantitativa non corretta di un dato di bilancio e/o di un’informazione fornita in nota integrativa. Il principio contabile nazionale OIC nei paragrafi da 44 a 46 fornisce una serie di definizioni utili a chiarire il concetto di errore precisando che: un errore consiste nell’impropria o mancata applicazione di un principio contabile se, al momento in cui viene commesso, le informazioni ed i dati necessari per la sua corretta applicazione sono disponibili. Possono verificarsi errori a causa di errori matematici, di erronee [...]

La dichiarazione è sempre emendabile in sede di contenzioso

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 1862 depositata il 28 gennaio 2020 intervenendo in tema di emendabilità delle dichiarazioni fiscali per la correzione di errori di fatto e di diritto ribadendo che "l'emendabilità, in via generale, di qualsiasi errore, di fatto o di diritto, contenuto in una dichiarazione resa dal contribuente all'Amministrazione fiscale, anche se non direttamente rilevabile dalla stessa dichiarazione; ciò per l'impossibilità di assoggettare il dichiarante ad oneri diversi e più gravosi di quelli che, per legge, devono restare a suo carico, in conformità con i principi costituzionali della capacità contributiva (art. 53 Cost.) e della oggetti va correttezza dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.). Il contribuente, quindi, non solo può contestare, anche emendando le dichiarazioni da lui presentate all'Amministrazione finanziaria, l'atto impositivo che lo assoggetti ad oneri diversi e più gravosi di [...]

Non sono sufficienti i dati dell’elenco clienti e fornitori per il reato di omessa dichiarazione

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 3163 depositata il 27 gennaio 2020 intervenendo in tema di reati tributari ed in particolare in ordine alla omessa dichiarazione fiscale ha statuito che "l'ammontare della imposta evasa, il quale costituisce in ipotesi un fattore determinante ai fini della rilevanza penale del fatto contestato, atteso che la disposizione che si assume essere stata violata, cioè l'art. 5, comma 1, del dlgs n. 74 dei 2000, prevede, ai fini della punibilità della condotta omissiva un'evasione di imposta per un importo non inferiore a 50.000,00 euro, risulta essere priva di una effettiva motivazione, non essendo assolutamente comprensibile quale sia la reale portata dimostrativa della espressione "controllo incrociato" utilizzata dal giudicante al fini di indicare la fonte probatoria della contestata evasione fiscale." La vicenda ha riguardato un imprenditore [...]

Regime forfettario i nuovi limiti in vigore dal 1° gennaio 2020 per effetto della legge n. 160/2019 (legge di bilancio 2020)

La legge n. 160 del 27 dicembre 2019 con il comma 692 dell'articolo 1 ha modificato, con effetto dal 1° gennaio 2020, i requisiti di accesso e permanenza per le persone fisiche titolari di reddito d'impresa o di lavoro autonomo al c.d. regime forfettario statuisce che "All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 54 e' sostituito dal seguente: « 54. I contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario di cui al presente comma e ai commi da 55 a 89 del presente articolo se, al contempo, nell'anno precedente: a) hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000; b) hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore ad euro 20.000 lordi per [...]

E’ reato di emissione di fatture false anche quando vengono emessi documenti di transito doganale a fronte di operazioni inesistenti

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 4433 depositata il 3 febbraio 2020 intervenendo in tema di reati tributari di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000 ha riaffermato che "la condotta integrante il reato di cui all'art. 8 d.lgs. 74/2000 consiste nell'emissione e rilascio delle fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, per la nozione di "fatture o altri documenti" occorre far riferimento alla disposizione di cui all'art. 1 lett. a) del d.lgs. 74 cit., che fornisce la definizione di tali elementi, in proposito intendendosi "le fatture o gli altri documenti aventi rilievo probatorio analogo in base alle norme tributarie, emessi a fronte di operazioni non realmente effettuate in tutto o in parte e che indicano i corrispettivi o l'imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale ovvero che [...]

Regime forfettario e impossibilità di usufruire delle detrazioni fiscali ed oneri deducibili

Al regime forfettario, introdotto dai comma 54 ad 89 dell'articolo 1 della legge n. 190 del 23 dicembre 2014, possono aderire le persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arti o professioni, ivi incluse le imprese familiari e coniugali non gestite in forma societaria. Non possono aderire al predetto regime le società di persona e soggetti equiparati (art. 5 del Dpr 917/86) ed ovviamente le società di capitali. Per poter effettuare una scelta consapevole, prima di aderire al regime forfettario, occorre eseguire un calcolo di convenienza al fine di verificare l'esistenza di un reale vantaggio fiscale. Occorre valutare, ad esempio, che gli oneri deducibili e detraibili dal reddito complessivo assoggettato a IRPEF per cui il risparmio fiscale di tali spese sarebbe nullo se il soggetto che avesse aderito al regime forfettario non possedesse altri redditi soggetti [...]

E’ sanzione principale ed autonoma la confisca agli enti – La responsabilità della persona giuridica è aggiuntiva e non sostitutiva di quella delle persone fisiche

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 1676 depositata il 16 gennaio 2020 intervenendo in tema di reati sanzionati dal D.Lgs. n. 231 del 2001 ha ribadito che "la confisca per equivalente del profitto di cui all'art. 19 del d. lgs. n. 231/'01 ha natura di sanzione principale e autonoma", senza che ricorra "rapporto di sussidiarietà o di concorso apparente tra la detta disposizione e le norme del codice penale che prevedono la stessa misura ablativa a carico delle persone fisiche responsabili del reato, fermo restando logicamente che l'espropriazione non potrà, in ogni caso, eccedere nel quantum l'entità complessiva del profitto" La vicenda ha riguardato coloro che al tempo degli illeciti di cui al D.Lgs. n. 231/2001 ricoprivano il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione ed amministratore delegato di una società [...]

Fatturazione elettronica nell’ambito dell’appalto con la pubblica amministrazione: termini di emissione

L'Agenzia delle Entrate con la risposta all'interpello n. 12 del 24 gennaio 2020 è intervenuta in tema di fatturazione elettronica per servizi resi da società cooperative sociali di tipo B nell'ambito di appalto con la pubblica amministrazione e la cui fatturazione è subordinata al rilascio di un nulla osta del committente. In particolare con il quesito si chiedeva di conoscere i termini di emissione della fattura elettronica per le prestazioni di servizi fornite nell’ambito dell’appalto per la gestione dei centri di prima accoglienza ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, soggette al preventivo nulla osta del Ministero. Per l'istante i termini di emissione possono essere fatturate al rilascio del nulla osta ovvero periodicamente in via preventiva, con successiva correzione a seguito del nulla osta. In particolare la fatturazione doveva essere preceduta da una verifica da parte [...]

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