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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Il patteggiamento per i reati fiscali non comporta l’esclusione dell confisca – Cassazione sentenza n. 20905 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 20905 del 3 maggio 2017 intervenendo in tema di reati fiscale affermando che con la condanna, va sempre disposto la confisca. Tale obbligo sussiste anche nelle ipotesi di "patteggiamento" cioè quando l'applicazione della pena avviene ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale. La vicenda ha riguardato una persona accusata dei reati di cui agli articoli 8, 5 e 10 d.lgs. n. 74 del 2000. L'imputato avanzava richiesta ai sensi dell'articolo 444 c.p.p. (patteggiamento) al giudice dell’udienza preliminare che condannava l'imputato alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione in relazione ai reati di omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e occultamento o distruzione di documenti contabili. Il Giudice dell'udienza preliminare disponeva, con la condanna, anche la confisca del profitto del reato. Il [...]

Crediti Tributari: perdita se la dichiarazione è stata scartata e non ripresentata – Cassazione sentenza n. 11828 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11828 del 12 maggio 2017 intervenendo in tema di riconoscimento di crediti di imposta ha statuito la legittimità della emissione della cartella di pagamento emessa a seguito del disconoscimento di un credito d’imposta derivante da una dichiarazione “scartata” dal sistema informatica. Per cui per la Corte perde il diritto, il contribuente, a portare in compensazione il credito, qualora avendo ricevuto la comunicazione dell’“errore bloccante”  non ha provveduto al rinvio telematico della dichiarazione dopo aver rimosso l'errore. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato una cartella di pagamento per il disconoscimento del credito IVA ed IRPEF portati in compensazione  entrambi erano crediti della dichiarazione precedente ma, come scritto, la dichiarazione per l’anno precedente era risultata “scartata” dal sistema informatico per la presenza di un “errore bloccante”, [...]

Contratto di Sale ad Lease back è nullo se è noto il dissesto del compratore-concedente – Cassazione sentenza n. 11449 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11449 del 10 maggio 2017 intervenendo in tema di contratti ha affermato che il contratto di “sale and lease back” può essere dichiarato nullo, se risulta una preesistente situazione debitoria del venditore-utilizzatore nei confronti del compratore-concedente e tale situazione consente di dubitare della compatibilità dell’operazione con il divieto di patto commissorio. La vicenda ha visto protagonista una società che aveva sottoscritto un contratto di “sale and lease back” al fine di reperire liquidità e che poi veniva dichiarata fallita. La curatela aveva proposta, al Tribunale, domanda di nullità del contratto di leasing, stipulato dalla società fallita, avente a oggetto la cessione di un immobile ad altra società. Il Tribunale adito dichiarava la nullità del contratto. La società di leasing impugnava la decisione del giudice di prime cure innanzi alla Corte di [...]

Spettacolo: erogazioni liberali anche per attività indiretta – Risoluzione n. 59/E del 2017

L'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 59/E del 12 maggio 2017  interviene sul tema della detraibilità e deducibilità delle erogazioni liberali a favore di un’associazione operante nel settore dello spettacolo. L'Associazione realizza le proprie finalità istituzionali attraverso la raccolta delle erogazioni ricevute sia in via diretta, attraverso la produzione di spettacoli musicali, sia in via indiretta, tramite altro ente, che svolge attività musicale con la propria orchestra, utilizzando tali somme in modo vincolato alle indicazioni dell'associazione e, comunque, esclusivamente per attività nel settore dello spettacolo, di cui alla citata lett. i), comma 1, dell'articolo 15 del D.P.R. n. 917 del 1986. Inoltre i fondi raccolti dall'associazione vengono utilizzati solo in minima parte per remunerare i musicisti che esercitano lo spettacolo musicale organizzato dalla medesima associazione e per la parte restante, più consistente, sono erogati ad altro ente [...]

Appaltatore responsabile anche per i vizi inerenti le opere di manutenzione – Cassazione sentenza Sezione Unite n. 7756 del 2017

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 7756 del 27 marzo 2017 interviene in tema di responsabilità dell'appaltatore cercando di dirimere anche il contrasto giurisprudenziale sull'applicazione dell’art. 1669 c.c.. Le Sezioni Unite hanno statuito l'applicazione ed i limiti  della norma sulla responsabilità dell’appaltatore debba applicarsi anche nel caso in cui i vizi si siano manifestati a seguito di opere edilizie o di ristrutturazione eseguite su fabbricati preesistenti. L’art. 1669 cod. civ. stabilisce la responsabilità dell’appaltatore per la rovina o i gravi difetti di edifici o immobili di lunga durata, che si manifestano nel corso di dieci anni dal loro compimento, l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta. La vicenda ha riguardato due società  che su incarico del [...]

Esenzione IVA per le prestazioni sanitarie erogate in farmacia – Risoluzione n. 60/E del 2017

L'Agenzia delle Entrate rispondendo ad un quesito, sulle prestazioni sanitarie rese dalle farmacie, con la Risoluzione n. 60/E del 12 maggio 2017 ha ritenuto che per le prestazioni sanitarie inerenti la diagnosi, cura e riabilitazione trova applicazione l'esenzione IVA qualora siano erogati da soggetti abilitati all’esercizio della professione. Inoltre, le farmacie in ordine  alla certificazione dei corrispettivi,  possono documentare le prestazioni con lo scontrino fiscale parlante. Affinché tali prestazioni possono essere ritenute essenti occorre che vi sussistono i seguenti  requisiti: la natura della prestazione (diagnosi, cura e riabilitazione) che costituisce la condizione oggettiva;  per la condizione soggettiva occorre che colui che la rende sia abilitato all’esercizio della professione) Per cui risulterebbero esenti le prestazioni rese nelle farmacie attraverso la messa a disposizione di operatori socio-sanitari quando queste sono richieste da un medico o da un pediatra. Egualmente sono esenti da IVA [...]

Reverse charge: la riforma delle sanzioni dell’inversione contabile – Circolare n. 16/E del 11 maggio 2017 dell’Agenzia delle Entrate

L'Agenzia delle Entrate, a seguito delle modifiche previste dall'articolo 15 del D. Lgs. n. 158/2015 con cui sono stati introdotti  i comma 9-bis.1, 9-bis.2 e 9-bis.3 e riscritto il comma 9 bis dell’articolo 6, comma 9-bis del D.Lgs. n. 471/1997, per chiarire e dirimere alcune problematiche ha emanato la circolare n. 16/E del 11 maggio 2017. Il predetto sistema sanziona le omissione degli adempimenti connessi all’applicazione del reverse charge.  In particolare i i nuovi commi prevedono un trattamento sanzionatorio più lieve.  Le nuove disposizioni trovano  applicazione  dal 1° gennaio 2016.  Inotre in base al principio del favor rei le nuove sanzioni trovano applicazione anche per quelle commesse fino al 31 dicembre 2015 per le quali non siano stati emessi atti che si sono resi “definitivi” anteriormente al 1° gennaio 2016. (cfr. circolare 4 marzo 2016, n. 4) Il nuovo sistema sanzionatorio [...]

Accertamento nullo per le start-up se basato sull’antieconomicità – Cassazione ordinanza n. 10984 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 10984 del 5 maggio 2017 intervenendo in tema di accertamento standardizzato ha affermato che è illegittimo l’accertamento fondato sull'applicazione degli studi di settore basato sull’antieconomicità quando il contribuente è in fase di start-up. La vicenda, come sopra indicato, ha riguardato una società esercente attività editrice di giochi da tavolo a cui l'Agenzia delle Entrate notificava l'avviso di accertamento basato sull'applicazione degli studi di settore. La società contribuente avverso tale atto impositivo alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici respingevano le doglianze della ricorrente. La contribuente impugnava la decisione dei giudici di prime cure innanzi alla Commissione Tributaria Regionale. I giudici di appello respingevano il ricorso proposto dalla società precisando che l'atto impugnato era adeguatamente motivato. In particolare in ordine alla applicabilità dello studio di settore che a confutazione delle [...]

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