
Fatture soggettivamente inesistenti e dichiarazione fraudolenta – Cassazione sentenza n. 20875 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 20875 del 2 maggio 2017 intervenendo in tema di reati tributari ha statuito che è configurabile il reato di dichiarazione fraudolenta ex art. 2 D.Lgs. n. 74/00 anche se i soggetti indicati in fattura esistono ma non sono quelli che hanno svolto le prestazioni. La vicenda ha riguardato alcune società i cui legali rappresentanti legali erano indagati per partecipazione ad una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di evasione fiscale previsti dal D.Lgs. n. 74 del 2000 ed il G.I.P. disponeva il sequestro "per equivalente" fino alla concorrenza di € 7.654.825 di beni appartenenti alle società coinvolte per evasione fiscale tramite uso di fatture per operazioni inesistenti ai sensi dell’articolo 2 D.Lgs. n. 74/00 per aver indicato, avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti, elementi passivi [...]
Fallimento: accolta la domanda di Equitalia anche se presentata in enorme ritardo – Cassazione sentenza n. 10740 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10740 del 3 maggio 2017 intervenendo in tema di insinuazione al passivo fallimentare ha statuito che la tempestività della domanda dell'Agente della riscossione (nella fattispecie Equitalia) di insinuazione al passivo fallimentare del credito erariale va valutata considerando la data in cui si sono chiuse le indagini penali, non quella del loro inizio. La vicenda è stata originata dalla presentazione della domanda di insinuazione al passivo del credito tributario nei confronti di una società fallita che il giudice delegato, con proprio decreto, la dichiarava inammissibile, ai sensi dell'art. 101, u. comma 1. fall. La norma in oggetto prevede che le domande tardive di ammissione al passivo di un credito possono essere accolte, decorso il termine di cui al comma 1, “se l’istante prova che il ritardo è dipeso da [...]
Durata delle ispezioni fiscali: conseguenze in base alla normativa – Cassazione ordinanza n. 10481 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 10481 del 27 aprile 2017 intervenendo in tema di durata delle verifiche fiscali ha riaffermato gli organi della pubblica amministrazione preposti all'accertamento fiscale possono rimanere in azienda anche oltre i termini stabiliti dalla legge di 30 o 60 giorni a seconda dei casi e in tale ipotesi l’accertamento è ugualmente legittimo. L' articolo 12, comma 5 della legge n. 212/2000 stabilisce che la permanenza dei verificatori dell’agenzia delle Entrate o della guardia di finanza, dovuta a verifiche presso la sede del contribuente, non può superare i trenta giorni lavorativi. Tale termine però può essere prorogato per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell’indagine individuati e motivati dal dirigente dell’ufficio. Gli operatori possono ritornare nella sede del contribuente, decorso tale periodo, per esaminare le osservazioni e le richieste eventualmente [...]
BILANCIO: linee guida del CNDCEC per le società cooperative
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti dopo aver emanato, congiuntamente a Confindustria, il documento “Problematiche e soluzioni operative per il passaggio alle disposizioni del D.Lgs. 139/2015 e ai Principi contabili nazionali”, ha pubblicato il documento “Società cooperative: i bilanci dopo il d.lgs.139/2015”, al fine di fornire una guida anche ai redattori di bilancio delle società cooperative nella delicata fase di transizione verso le nuove regole. Il contenuto del sopra indicato documento si sofferma in particolare sulla possibilità, per le società cooperative, di poter redigere il bilancio con le norme per le micro-imprese. A conferma di tale opportunità si rinviene la nota del 20 marzo 2017 del Ministero dello Sviluppo Economico con cui viene chiarito che le cooperative che rispettano i requisiti dimensionali di cui all’articolo 2435-ter cod. civ. non possono comunque predisporre il bilancio per le micro-imprese. Per [...]
Ricorso tributario carente nelle motivazioni: non sempre nullo – Cassazione sentenza n. 10524 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10524 del 28 aprile 2017 intervenendo in tema dei requisiti del ricorso tributario ha affermato che la nullità del ricorso tributario è ammessa solo in casi estremi. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui, a seguito di un'indagine finanziaria effettuata sui rapporti intrattenuti dal contribuente con banche italiane, venivano notificati due avvisi di accertamento per maggior reddito imponibile per alcuni accrediti proveniente da banche estere. Il contribuente impugnava i due atti impositivi con ricorso avanti alla Commissione Tributaria Provinciale poiché ritenuti, dal contribuente, illegittimi in quanto residente a Montecarlo ed inoltrele movimentazioni bancarie erano solo dei giroconti. La CTP accoglieva parzialmente le doglianze riducendo il reddito imponibile. Avverso la decisione di primo grado, il contribuente proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Regionale, i cui giudici ritenevano, accogliendo l'eccezione dell'Agenzia, [...]
Mancata esibizione documenti contabili: preclusione processuale solo se vi è stato dolo – Cassazione sentenza n. 10527 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10527 del 28 aprile 2017 intervenendo in tema di accertamento su indagine bancarie ed omesso versamento IVA ha affermato che il contribuente mantiene il diritto di produrre in giudizio i documenti non esibiti nella fase precontenziosa quando non c’è motivo di ritenere che in quel frangente abbia inteso intralciare, dolosamente, l’attività di accertamento. La vicenda ha riguardato una società sportiva fallita ed il cui curatore fallimentare in sede di accertamento non aveva giustificato somme di denaro sui conti correnti della società fallita ed affermando che la documentazione della società era andata persa. L'Agenzia delle Entrate notificava alla curatela un avviso di accertamento emesso nei confronti della società fallita. Il curatore avverso tale atto impositivo proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici accoglievano le doglianze della [...]
Assegnazione agevolate: nelle società di persone in liquidazione è sufficiente il comportamento concludente
Per l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione tributaria n. 54/E del 2017, l'assegnazione agevolata dei beni ai soci di società di persone poste in liquidazione nel 2016 si perfeziona tramite comportamento concludente e versamento dell’imposta sostitutiva dovuta, senza necessità di indicazione in dichiarazione dei redditi. L'assegnazione agevolato ai soci è stata introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 con i commi dal 115 al 120. In base alla norma richiamata le S.n.c., S.a.s., S.r.l., S.p.a. ed S.a.p.a. che, entro il 30 settembre 2016, hanno assegnato o ceduto ai soci beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa, è prevista l’applicazione, previa opzione, di una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive nella misura dell’8% (la percentuale per le società non operative passa [...]
Inerenza dei costi: va dimostrata in caso di contestazione – Cassazione sentenza n. 9466 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 9466 del 12 aprile 2017 intervenendo di inerenza dei costi ha affermato che in tema di gruppi societari, nel caso di contestazione da parte dell’Amministrazione finanziaria, la controllata non è esonerata dall’obbligo di dimostrare l’inerenza dei costi e la loro diretta imputazione ad attività produttive di ricavi anche in presenza di un accordo contrattuale di ripartizione delle spese tra controllata e controllante. La vicenda ha riguardato una società di distributrice di farmaci a cui veniva notificato un avviso di accertamento per disconoscimento di costi per "consulenze", "sperimentazioni cliniche" e "lavori scientifici" effettuati dopo l'immissione in commercio dei prodotti medicinali realizzati dalla casa madre di Bruxelles, in virtù di un accordo commerciale tra le due società. L'accordo prevedeva che erano a carico della società accertata l’onere delle predette attività. Avverso tale atto [...]







