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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Dichiarazione dei redditi: spese universitarie comprese quelle

Con la scadenza della dichiarazione dei redditi (sia 730/2017 che Redditi ) si analizzano le spese a cui è collegata la detrazione fiscale tra queste risultano le "spese per la frequenza ai corsi di studio universitari". Tra le spese in commento rientrano anche quelle spese sostenute per la frequenza di corsi di specializzazione e/o di perfezionamento se già laureati. Di seguito un elenco, non esaustivo, delle spese per le quali compete la detrazione fiscale: corsi di istruzione universitaria; corsi universitari di specializzazione; corsi di perfezionamento; master universitari, ancorché erogati da consorzi ai quali partecipa l’Ateneo statale con quota di maggioranza; corsi di dottorato di ricerca; istituti tecnici superiori (ITS) in quanto equiparati alle spese universitarie; nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali [...]

Valido il licenziamento comunicato con lettera non sottoscritta se il documento e prodotto in giudizio – Cassazione sentenza n. 12106 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12106 del 16 maggio 2017 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che non è necessario che la lettera di licenziamento debba essere firmata qualora venga prodotta dall’azienda  nella causa promossa dal lavoratore per contestare il provvedimento del datore. La vicenda ha riguardato un dipendente a cui la società datrice di lavoro inviava la lettera di licenziamento. Il lavoratore impugnava il provvedimento di licenziamento con ricorso al Tribunale che rigettava la richiesta del lavoratore. Il dipendente avverso la decisione del giudice di prime cure proponeva ricorso alla Corte di Appello, i cui giudici riformarono la sentenza impugnata in ordine alla quantificazione delle spese di lite e rigettava nel resto il gravame. Il lavoratore proponeva ricorso in cassazione fondato su due motivi. In particolare contestava la mancata sottoscrizione [...]

Litisconsorzio necessario: applicazione nel giudizio tributario – Cassazione sentenza n. 11824 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11824  del 12 maggio 2017  intervenendo in tema accertamenti per società di persone e/o associazioni e dei soci delle stesse ha affermato che tale circostanza comporta che il ricorso proposto da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente la società e i soci, i quali devono essere tutti parte nello stesso processo. La vicenda ha riguardato una società in nome collettivo, esercente attività di autoscuola, a cui veniva notificato un avviso di accertamento che la stessa impugnava innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici respingevano le doglianze del ricorrente. Avverso la decisione dei giudici di prime cure la società proponeva ricorso alla Commissione Tributarie Regionale che confermava la sentenza impugnata. La società proponeva, avverso la sentenza della CTR, ricorso in cassazione fondato su due motivi. Gli [...]

Aggiotaggio ed applicazione delle misure cautelari

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 18514 del 13  aprile 2017 intervenendo in tema di applicazione delle misure cautelari con riferimento ai reati di ostacolo alle funzioni di vigilanza e di aggiotaggio ( art. 2637 e 2638 c.c.). La vicenda ha come protagonista un ex direttore generale di un istituto di credito accusato di condotte tipiche dell'aggiottaggio per il quale il G.I.P. con ordinanza procedeva ad applicare le misure cautelari. La contestazione delle condotte riguardavano il compimento di artifizi idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari ovvero ad incidere in modo significativo sull’affidamento che il pubblico ripone nella stabilità patrimoniale di banche o gruppi bancari, e nell’aver occultato informazioni vere o fornito informazioni false all’autorità preposta alla Vigilanza. Nel caso di specie, nella qualità di dirigente della Veneto [...]

Legittimo il trasferimento del dipendente per incompatibilità ambientale – Cassazione sentenza n. 11568 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11568 del 11 maggio 2017 interviene in tema di trasferimento del dipendente per incompatibilità ambientale ed ha affermato che qualora il lavoratore litiga con i suoi colleghi di lavoro lo stesso può essere trasferito. Non qualificando il provvedimento come disciplinare per cui non bisogna occorre conformarsi alla procedura per le contestazioni previste dallo Statuto dei lavoratori. La vicenda ha visto protagonista un dipendente comunale che aveva impugnato il provvedimento del datore di lavoro che disponeva il suo trasferimento presso altra sede lavorativa poiché il lavoratore aveva continui litigi e difficoltà di comunicazione con i suoi colleghi realizzando una «incompatibilità ambientale» Il Tribunale adito dal lavoratore rigettava il ricorso proposto. Il lavoratore avverso la sentenza di primo grado proponeva ricorso alla Corte di Appello che confermava la sentenza impugnata. Il [...]

IVA non applicabile ai trasferimenti di beni al fisco per il pagamento delle imposte non è un operazione onerosa – Corte CE-UE sentenza n. 36/2016

La sentenza della Corte di giustizia UE con la sentenza n. C-36/16 del 11 maggio 2017 hanno chiarito che non è da assoggettare ad IVA il trasferimento della proprietà di un bene immobile qualora lo stesso venga ceduto a favore dell'Erario o dell'ente impositore da parte di un soggetto passivo quale compensazione con il debito tributario poiché non costituisce cessione di beni a titolo oneroso. In tal caso il soggetto passivo non può detrarre l'IVA sul bene trasferito. La vicenda ha visto protagonista una società Polacca. Si premette che in Polonia il soggetto passivo di imposta nell'ordinamento giuridico polacco ha la facoltà di estinguere il proprio debito fiscale attraverso il trasferimento della proprietà di un bene o di diritti patrimoniali a favore dell’Erario o di altro ente impositore. La società di intermediazione immobiliare si era avvalsa della [...]

Gli atti impositivi vanno notificati anche al contribuente sottoposto a procedure concorsuali – Cassazione sentenza n. 11618 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11618 del 11 maggio 2017 interviene in tema di notifica di atti impositivi per soggetti sottoposti a procedure concorsuali affermando che l’accertamento tributario avente ad oggetto crediti formatosi prima della dichiarazione di fallimento del contribuente o nell’anno di fallimento deve essere notificato oltre che al curatore anche al contribuente stesso. La Vicenda ha riguardato il titolare di una ditta individuale che era stato dichiarato fallito a cui veniva notificato una intimazione di pagamento per cartelle inerenti l'IVA per un annualità antecedente il fallimento. Il contribuente avverso tale atto proponeva ricorso in Commissione Tributaria Provinciale eccependo la mancata notifica della cartella di pagamento presupposta in quanto notificata al solo curatore. I giudici di prime cure accoglievano il ricorso. L'Agente per la riscossione impugnava la decisione della CTP innanzi [...]

Immobili non ultimato non soggetti ad ICI/IMU – Cassazione sentenza n. 11694 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11694 del 11 maggio 2017 intervenendo in tema di ICI ha affermato che l'immobile non ultimato non è assoggettabile ai fini dell’imposta in quanto vale solo l’accatastamento reale. La vicenda è stata originata dalla notifica dell'avviso di accertamento si fini ICI eseguita nei confronti di un consorzio per il mancato pagamento dell'imposta per immobili di nuova costruzione, non ultimati e tuttavia accatastati. Il contribuente avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici rigettarono il ricorso proposto. Avverso la decisione dei giudici di prime cure il consorzio proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Regionale che riformava la sentenza impugnata e riteneva gli immobili assoggettati all'ICI dalla data di ultimazione. Il Comune ricorreva per cassazione avverso la sentenza della CTR con un unico motivo. [...]

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