PENALE – GIURISPRUDENZA

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 27859 depositata il 29 luglio 2025  – Qualora le falsità relative ai vari bilanci costituiscano attuazione del medesimo disegno criminoso sarà, quindi, possibile applicare la disciplina del reato continuato, ai sensi dell’art. 81, secondo comma, cod. pen.

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 27859 depositata il 29 luglio 2025  falso in bilancio - reato continuativo RITENUTO IN FATTO  1. Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di appello di Potenza ha confermato la sentenza del 28 gennaio 2021 del Tribunale di Potenza che aveva affermato la penale responsabilità di S.D. [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 27870 depositata il 29 luglio 2025 – E’ configurabile un rapporto di specialità tra le fattispecie penali tributarie in materia di frode fiscale (artt. 2 ed 8, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74) ed il delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640, comma secondo, n. 1, cod. pen.), in quanto qualsiasi condotta fraudolenta diretta alla evasione fiscale esaurisce il proprio disvalore penale all’interno del quadro delineato dalla normativa speciale, salvo che dalla condotta derivi un profitto ulteriore e diverso rispetto all’evasione fiscale, quale l’ottenimento di pubbliche erogazioni

E' configurabile un rapporto di specialità tra le fattispecie penali tributarie in materia di frode fiscale (artt. 2 ed 8, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74) ed il delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640, comma secondo, n. 1, cod. pen.), in quanto qualsiasi condotta fraudolenta diretta alla evasione fiscale esaurisce il proprio disvalore penale all'interno del quadro delineato dalla normativa speciale, salvo che dalla condotta derivi un profitto ulteriore e diverso rispetto all'evasione fiscale, quale l'ottenimento di pubbliche erogazioni

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 22438 depositata il 14 giugno 2025 – Inapplicabilità agli enti dell’istituto della messa alla prova, in forza dell’analogia in bonam partem o della interpretazione estensiva, in quanto il divieto di analogia per le norme penali, in applicazione del principio di tassatività, si traduce per il giudice nell’impossibilità di applicare sanzioni oltre i casi espressamente e specificamente contemplati dalla legge

Inapplicabilità agli enti dell'istituto della messa alla prova, in forza dell'analogia in bonam partem o della interpretazione estensiva, in quanto il divieto di analogia per le norme penali, in applicazione del principio di tassatività, si traduce per il giudice nell'impossibilità di applicare sanzioni oltre i casi espressamente e specificamente contemplati dalla legge

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 22013 depositata l’ 11 giugno 2025 – Il committente, dunque, nel caso di affidamento di lavori in economia, ha l’obbligo primario di verificare l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa e dei lavoratori autonomi prescelti in relazione anche alla pericolosità dei lavori affidati, in quanto il contratto che in questo caso si conclude tra le parti è, senz’altro, un contratto assimilabile, sul piano della disciplina, al contratto di appalto per il quale trova applicazione il D.Lgs. 81/2008 ed in particolare l’art. 26

Il committente, dunque, nel caso di affidamento di lavori in economia, ha l'obbligo primario di verificare l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa e dei lavoratori autonomi prescelti in relazione anche alla pericolosità dei lavori affidati, in quanto il contratto che in questo caso si conclude tra le parti è, senz'altro, un contratto assimilabile, sul piano della disciplina, al contratto di appalto per il quale trova applicazione il D.Lgs. 81/2008 ed in particolare l'art. 26

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 22584 depositata il 16 giugno 2025 – La previsione normativa che prefigura la possibilità di avere nell’ambito di una medesima impresa una pluralità di datori di lavoro non permette di proiettare gli effetti del singolo ruolo datoriale sull’intera organizzazione. La costituzione di un datore di lavoro all’interno di una più ampia organizzazione per effetto dell’articolazione di questa in più unità produttive presuppone che sia individuabile ed individuata siffatta unità per le cui necessità di funzionamento il soggetto chiamato a gestirla viene dotato di tutti i poteri decisionali e di spesa necessari. Si stabilisce, così, una relazione biunivoca tra tale soggetto e l’unità organizzativa, tale per cui egli diviene in essa — e solo nell’ambito di essa — datore di lavoro

La previsione normativa che prefigura la possibilità di avere nell'ambito di una medesima impresa una pluralità di datori di lavoro non permette di proiettare gli effetti del singolo ruolo datoriale sull'intera organizzazione. La costituzione di un datore di lavoro all'interno di una più ampia organizzazione per effetto dell'articolazione di questa in più unità produttive presuppone che sia individuabile ed individuata siffatta unità per le cui necessità di funzionamento il soggetto chiamato a gestirla viene dotato di tutti i poteri decisionali e di spesa necessari. Si stabilisce, così, una relazione biunivoca tra tale soggetto e l'unità organizzativa, tale per cui egli diviene in essa — e solo nell'ambito di essa — datore di lavoro

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 20679 depositata il 4 giugno 2025 – In tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale nella nozione di beni appartenenti al fallito rientrano solo le cose che abbiano effettivamente fatto ingresso nel patrimonio di quest’ultimo, concorrendo in tal modo a definire il contenuto della garanzia dei creditori

In tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale nella nozione di beni appartenenti al fallito rientrano solo le cose che abbiano effettivamente fatto ingresso nel patrimonio di quest'ultimo, concorrendo in tal modo a definire il contenuto della garanzia dei creditori

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