
TARSU: esonero se vi è auto-smaltimento – Cassazione sentenza n. 10548 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10548 del 28 aprile 2017 intervenendo in tema superfici tassabili ai fini della TARSU ha affermato che la Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, istituita e regolata dal Capo III del D.Lgs. 507/1993, può essere ridotta o addirittura azzerata in alcune tassative ipotesi previste dall’articolo 62 del decreto. La vicenda ha riguardato una società esercente l'attività di cantieristica e rimessaggio per imbarcazioni che a seguito di accertamento, emesso per la tassa smaltimento rifiuti solidi urbani notificatagli dal Comune a cui aveva applicato al contribuente una riduzione del 30% prevista dal regolamento comunale in via forfetaria, proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale ritenendo che le aree destinate all'esercizio della propria attività dovessero essere escluse dal pagamento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti. I giudici di [...]
Dichiarazione fraudolente per la cassazione è reato di pericolo e di mera condotta – Cassazione sentenza n. 10507 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 10507 del 3 marzo 2017 intervenendo in tema di reati di natura fiscali ha confermato che il delitto di dichiarazione fraudolenta attraverso l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti si connota come reato di pericolo e di mera condotta e si perfeziona nel momento in cui la dichiarazione è presentata agli uffici finanziari e prescinde dal verificarsi dell’evento di danno. La vicenda ha riguardato due persone che ricoprivano rispettivamente la carica di di amministratore di fatto e legale rappresentante della società per l'utilizzo di alcune fatture per operazioni inesistenti. I due imputati venivano riconosciuti colpevoli del reato di cui all'articolo 2 del D.Lgs. 74/2000 (reato di dichiarazione fraudolenta) sia dal Tribunale che dalla Corte di Appello. I due imputati proponevano, avverso la decisione dei giudici di merito, ricorso in cassazione [...]
Dichiarazione omessa: se scatta il reato applicabile accertamento induttivo con aliquota IVA ordinaria – Cassazione sentenza n. 21955 del 2017
La Corte di Cassazione, sez. penale, con la sentenza n. 21955 del 5 maggio 2017 intervenendo in tema di reato derivante dall'omessa presentazione della dichiarazione ha affermato che l’accertamento del “profitto” confiscabile può avvenire sulla base dell’accertamento induttivo eseguito dall’Amministrazione Finanziaria, che, ai fini del calcolo dell’IVA, non deve applicare l’aliquota ridotta sulle cessioni d’immobili abitativi quando l’acquirente è una società che li commercializza. La vicenda ha riguardato due imprenditori, che operavano nel settore delle costruzioni, i quali indagati per i reati di omessa dichiarazione, ex art. 5 D.Lgs. 74/2000, e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, ex art. 11 D.Lgs. 74/2000, nei cui confronti veniva emesso il provvedimento di sequestro preventivo per equivalente di beni, ai fini dell’eventuale futura confisca. I due imputati avverso tale atto hanno proposto ricorso al Tribunale del riesame che [...]
Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA 2017: istruzioni, scadenze, soggetti obbligati, esclusioni, software
Maggio 2017 è il mese della prima scadenza, salvo proroghe, della comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA introdotta dal D.L. n. 193 del 22.10.2016 convertito con modificazioni nella Legge n. 225 del 01.12.2016 introducendo nel D.L. 78/2010 l'articolo 21 bis. A tal fine l'Agenzia delle Entrate il 4 maggio 2017 ha reso disponibile sul proprio sito, alla sezione “Software di compilazione” il gestionale utilizzabile per la compilazione guidata e corretta della Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche Iva 2017 denominato IVP17. Il programma messo a disposizione dal fisco, che si attiva selezionando il link Modello IVP2017 indicato nella comunicazione dell’Agenzia, consente di determinare la struttura relativa alla comunicazione mediante una serie di domande, consentendo di individuare la tipologia del contribuente e conseguentemente i quadri da compilare. Sul sito dell'Agenzia delle Entrate è disponibile anche, nella sezione “Software di controllo”, [...]
Omessa dichiarazione: il reato si consuma dopo 90 giorni oltre la scadenza per l’invio – Cassazione sentenza n. 19196 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 19196 del 21 aprile 2017 intervenendo in tema di reati tributari ha confermato che il reato di omessa dichiarazione, di cui all’art. 5 del DLgs. 74/2000, si “consuma” solo una volta decorso il novantesimo giorno successivo all’ultima scadenza concessa dalle leggi per la presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi o ai fini IVA (in termini vedasi anche Cass. nn. 17120/2015 e 48304/2016). La vicenda ha riguardato un ex amministratore che si era dimesso prima dello spirare dei 90 giorni successivi alla scadenza per la presentazione della dichiarazione, il quale veniva riconosciuto colpevole sia in primo che in secondo grado dai giudici di merito del reato di cui all'articolo 5 comma 2 del D.Lgs. n. 74/2000. Nel caso di specie si trattava di un [...]
Visto di conformità e compensazione dei crediti tributari – Risoluzione n. 57/E del 2017 – Chiarimenti
A seguito delle modifiche apportate sul visto di conformità e compensazioni dei crediti tributari dall'art. 3 del decreto legge n. 50/2017. Le modifiche, per il legislatore, rese necessarie al fine di contrastare fenomeni evasivi. Le nuove norme introdotte con il D.L. 50/2017 comportano: l'estensione dell’ambito oggettivo di applicazione del visto di conformità; l'ampliamento dell’obbligo di utilizzo esclusivo dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, per l’effettuazione delle compensazioni da parte dei soggetti titolari di partita Iva, potenziando gli strumenti a disposizione dell’Amministrazione per il recupero dei crediti indebitamente compensati. La norma ha dimenticato di esplicitare la loro decorrenza, è stato chiesto di chiarire se le nuove disposizioni trovino immediata applicazione e, nel caso, entro quali limiti. L'Agenzia delle Entrate al fine di dirimere i dubbi degli operatori ha predisposto e pubblicato la risoluzione 57/E/2017 con cui ha precisato che [...]
Prescrizione del risarcimento danni contro la pubblica amministrazione – Corte Costituzionale sentenza n. 94 del 2017
La Corte Costituzionale con la sentenza n. 94 del 4 maggio 2017 ha ritenuto non fondato Il termine per chiedere il risarcimento del danno contro la pubblica amministrazione non è di cinque anni ma di 120 giorni. Il chiarimento fornito dalla Corte Costituzionale nella sentenza in commento obbliga a prestare particolare attenzione ai termini entro cui poter agire contro la pubblica amministrazione e chiedere un risarcimento danni ( ad esempio per un pneumatico rotto a causa di una strada dissestata, per la concessione di una licenza edilizia in realtà viziata, per la caduta su un tombino scoperto, per un appalto non rispettato, per il mancato rispetto dell’aggiudicazione di un concorso pubblico o per qualsiasi altra conseguenza derivante da sua responsabilità). Infatti come chiarito dalla Corte Costituzionale il termine non è di cinque anni, come avviene nei [...]
Licenziamento disciplinare per furto ripreso da telecamere: legittimo – Cassazione sentenza n. 10636 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10636 del 2 maggio 2017 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che è legittimo il licenziamento del lavoratore ripreso dalla telecamera mentre ruba in quanto questo tipo di controllo sui dipendenti è lecito. Per la Corte Suprema il filmato può essere utilizzato contro di lui perché è una valida prova del reato. Pertanto, alla luce della sentenza in commento, non può essere considerata invasivo e lesivo della dignità e dei diritti dei lavoratori la telecamera volta ad evitare il rischio di furto, incidenti o altri episodi che potrebbero porre a rischio l’azienda, la produzione o gli stessi lavoratori. La vicenda ha riguardato un dipendente che sorpreso e ripreso dalla telecamera a rubare sul posto di lavoro veniva licenziato. Il lavoratore impugnava il provvedimento dell'azienda con ricorso al Tribunale, i [...]







