
Licenziamento disciplinare per giusta causa per installazione di software non autorizzato – Cassazione sentenza n. 27392 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27392 depositata il 6 dicembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento è intervenuta nuovamente sul medesimo caso non ha potuto fare altro che convalidare il licenziamento operato dall’azienda di fronte alle prove presentate dalla stessa, che tramite una perizia sull’hard disk è riuscita a dimostrare che il lavoratore, non solo aveva messo a repentaglio la sicurezza aziendale con il peer to peer, ma utilizzava il programma di condivisione per scaricare illecitamente film, musica e materiale pornografico da internet, nonché per effettuare acquisti in un noto negozio virtuale. A nulla vale, inoltre, l’invocazione del “ne bis in idem” da parte del lavoratore, in quanto i fatti contestati nel secondo provvedimento espulsivo sono ben diversi dal primo. In precedenza la Corte era intervenuta sul caso con la sentenza n. 26397/2013 con cui aveva escluso il licenziamento del [...]
Licenziamento escluso il danno se manca la prova del nesso causale – Cassazione sentenza n. 27391 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27391 depositata il 6 dicembre 2013 intervenendo in materia di danno da licenziamento ha statuito che non ha diritto al risarcimento per il danno all'immagine il lavoratore al quale è stato comunicato il licenziamento con la lettera raccomandata, ritenendo privi di fondamento i danni lamentati dalla lavoratrice in ragione dell’illegittimità del licenziamento e dell’asserita condotta discriminatoria del datore di lavoro. Inoltre, per configurare il danno all'alterazione psico-fisica deve essere provato che il dipendente sia affetto da una vera e propria patologia psichica causata o aggravata dal recesso illegittimo. La vicenda ha riguardato un dipendente di una banca a cui era stato comunicato il licenziamento mediante raccomandata. Il provvedimento di espulsione veniva impugnato dal lavoratore l'autorità giudiziaria adita dichiarava l’inefficacia del licenziamento era dipesa dal fatto che [...]
Tutela dei terzi estesa anche alla Curatela fallimentare nei casi di confisca per equivalente – Cassazione sentenza n. 48804 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 48804 depositata il 5 dicembre 2013 intervenendo in materia di confisca per equivalente ha statuito il principio secondo cui il curatore fallimentare, quale organo della procedura concorsuale, deve essere ritenuto rappresentante di interessi qualificabili come diritti di terzi in buona fede sui beni oggetto di confisca, con la conseguenza che la loro posizione deve essere valutata dal giudice se prevalente o meno rispetto alle esigenze cautelari sottese alla confisca di cui all’articolo 19 del D.Lgs. 231/2001. Pertanto con il principio della Suprema Corte il curatore del fallimento può ottenere la revoca del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, qualora il giudice accerta che gli interessi dei creditori prevalgono sulle esigenze cautelari. La vicenda ha riguardato una società il cui amministratore era stato indagato per [...]
Perdite su credito adempimenti occorrenti entro fine anno
Con l'avvicinarsi della chiusura del periodo di imposta si avvicinano gli adempimenti occorrenti per poter dedurre dal reddito le perdite sui crediti da Unico 2014. Infatti in base alla normativa approvata ad adosto 2013 e la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 26/E del 2013 impongono alle imprese e società, per dedurre fiscalmente le perdite su credito, entro il 31 dicembre (per coloro il cui periodo di imposta coincide con l'anno solare) una serie di adempimenti, tra i più importanti in questa parte finale dell'esercizio, quelli relativi alle perdite che scaturiscono da atti realizzativi. L'Agenzia ha precisato che costituiscono atti dispositivi idonei a produrre una perdita dedicibile, le cessioni di credito che comportano la fuoriuscita, a titolo definitivo (e dunque con clausola pro-soluto), del credito dalla sfera giuridico-patrimoniale del creditore, le transazioni con il debitore motivate dalle [...]
Rimborsi IVA solo per investimenti iniziali – Esclusione del carattere di elusione – Cassazione sentenza n. 27352 del 6 dicembre 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27352 depositata il 6 dicembre 2013 intervenendo in tema di elusione ed abuso di diritto ha affermato che la società che compie operazioni attive a distanza di tempo della costituzione ha diritto a detrarre l’IVA inerente agli acquisti e agli investimenti. Per cui il carattere abusivo dell’operazione va escluso quando sia individuabile una compresenza, non marginale, di ragioni extrafiscali corrispondenti ad esigenze di natura organizzativa dell'azienda. La vicenda ha riguardato una società di capitale costituita nel 1996, tre persone fisiche legate da vincoli di parentela, e che aveva iniziato a compiere operazioni attive solamente nel 1998, anno in cui si è dato il via alla costruzione di un albergo. Tale operazione ha comportato rilevanti acquisti e investimenti dai quali è scaturito un credito IVA poi divenuto [...]
Licenziamento: obbligatorio il requisito dell’immediatezza per poter convertire la giusta causa in giustificato motivo – Cassazione sentenza n. 27390 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27390 depositata il 6 dicembre 2013 intervenendo in materia di licenziamento ha statuito che il provvedimento espulsivo comminato nei confronti del dipendente, sia che trovi fondamento nella giusta causa che nel giustificato motivo soggettivo, deve essere sorretto dal requisito dell’immediatezza ai fini della sua validità. La Corte, pertanto, chiarisce che ai fini della legittimità del provvedimento espulsivo connesso a giusta causa o a giustificato motivo soggettivo, risulta requisito fondamentale l’immediatezza della contestazione. Fermo restando tale ultimo presupposto, non può considerarsi legittimo un licenziamento per giustificato motivo soggettivo che segua un precedente provvedimento per giusta causa, non sorretto dal requisito in parola. La vicenda ha avuto come protagonista un dipendente di un istituto di credito a cui era stato comunicato il provvedimento del licenziamento a seguito di [...]
Bancarotta preferenziale se viene violato il principio della par conditio creditorum – Cassazione sentenza n. 48802 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 48802 depositata il 5 dicembre 2013 intervenendo in materia di reato per bancarotta ha statuito che commette reato di bancarotta preferenziale l’amministratore unico e il liquidatore della società in dissesto che eseguono pagamenti in favore delle banche, senza rispettare il criterio di proporzionalità con gli altri creditori. La vicenda ha riguardato l'amministratore unico ed il liquidatore di una società s.r.l. i quali avevano eseguito pagamenti in favore di tre banche in epoca in cui la società già versava in stato di dissesto. Per cui con l'apertura della procedura concorsuale venivano accusati di cui all'articolo 216 della legge fallimentare. Il GIP dichiarava il non luogo a procedere nei loro confronti evidenziando che, oltre ai pagamenti in favore delle banche, erano stati eseguiti versamenti anche in favore di altri soggetti, ha ritenuto [...]
Cessione di ramo d’azienda e legittima anche con dipendenti in CIGS – Cassazione sentenza n. 27277 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27277 depositata il 5 dicembre 2013 intervenendo in tema di cessione di azienda ha ritenuta esclusa la frode alla legge qualora vi sia una cessione di ramo d’azienda che comprende lavoratori in cassa integrazione, laddove il ramo ceduto configuri da sempre un’entità economico ben distinta ed autonoma rispetto al resto dell’azienda e la cessione sia volta anche a conservare i posti di lavoro, anziché procedere con un licenziamento collettivo. La vicenda ha visto protagonista i lavoratori di una società che aveva ceduto il ramo di azienda. Successivamente alla cessione del ramo di azienda i lavoratori venivano licenziati. I dipendenti impugnarono il provvedimento di espulsione inanzi al Tribunale, in veste di giudice del lavoro, con una domanda diretta ad ottenere l'accertamento dell'insussistenza del trasferimento del ramo di azienda in quanto prima della cessione del ramo di azienda erano [...]