
Credito d’imposta per incremento occupazionale e mancato rispetto del termine di sessanta giorni dall’ispezione – Cassazione sentenza n. 27831 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributi, con la sentenza n. 27831 depositata il 12 dicembre 2013 intervenendo in tema di agevolazioni fiscali per nuove assunzioni ha statuito che l' omissione della prescritta comunicazione alla ASL ed all’Ispettorato del Lavoro della nomina del responsabile del servizio prevenzione e protezione imposto (ratione temporis) dall’art.8, co. 11 del d.lgs. n.626/1994, pur essendo autonomamente sanzionabile, è motivo di legittima revoca delle agevolazioni relative all’incremento occupazionale di cui alla L. 388/2000. La vicenda ha riguardato un impresa che aveva usufruito del credito di imposta per l'incremento occupazionale previsto dall'articolo 7 della legge n. 388/2000 ed a cui veniva notificato un provvedimento di recupero del credito d'imposta utilizzato. Tale provvedimento di recupero si fondava sulla mancata comunicazione alla ASL ed all’Ispettorato del Lavoro della nomina del responsabile del servizio prevenzione e protezione. [...]
Pensione d’inabilità e requisito reddituale – Cassazione sentenza n. 27812 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 27812 depositata il 12 dicembre 2013 intervenendo in tema di pensione di inabilità ha statuito che ai fini dell'accertamento del requisito reddituale previsto per l'attribuzione della pensione di inabilità di cui all'art. 12 della L. 118/1971, deve tenersi conto anche della posizione reddituale del coniuge dell'invalido, secondo quanto stabilito dall'art. 14 septies, comma 4, L. 29 febbraio 1980, n. 33, in conformità con i generali criteri del sistema di sicurezza sociale, che riconoscono alla solidarietà familiare una funzione sostitutiva dell'intervento assistenziale pubblico, non potendo invece trovare applicazione la regola - stabilita dal successivo comma 4 dello stesso art. 14 septies solo per l'assegno mensile di cui agli art. 13 e 17 della L. 118/1971 citata - della esclusione dal computo dei redditi percepiti da altri componenti [...]
Obbligazione IVA: emissione di fatture false IVA comunque dovuta – Cassazione sentenza n. 27684 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n.27684 del 11 dicembre 2013 intervenendo in tema di fatture per operazioni inesistenti ha statuito, confermando un principio espresso in precedenti sentenze, che sono imponibili anche le operazioni inesistenti fatturate dall’imprenditore anche solo per ottenere un aumento della provvista da parte della banca. La vicenda ha riguardato una società di capitale che era stata sottoposta ad una verifica della Guardia di Finanza e che a seguito di tale controllo la GdF comunicava all'Amministrazione finanziaria quanto riscontrato ed in particolare una serie di fatture false non annotati e non contabilizzati, ma depositati presso Istituti di credito al fine di ottenere maggiore liquidità disponibile. Il Fisco provvedeva, pertanto, ad emettere un avviso di accertamento ai fini IVA per maggior imponibile e conseguente mancato versamento dell'imposta. La società contribuente avverso tale atto [...]
Non è sanzionabile la ritardata annotazione dei corrispettivi – Cassazione sentenza n. 27678 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27678 del 11 dicembre 2013 intervenendo in tema di sanzioni amministrative ha statuito che la valutazione del carattere meramente formale della violazione deve essere compiuto non via meramente astratta ma con riguardo alla specifica fattispecie concreta ed inoltre è posto a circo dimostrare l’elemento della correlazione tra il ritardo dell'adempimentoi ed il danno patrimoniale arrecato all’Erario. La vicenda ha visto protagonista una società di capitale che non aveva osservato i termini per la annotazione delle operazioni imponibili nel registro dei corrispettivi previsti dal DPR n. 633/1972, infatti erano stati registrati entro la data di presentazione della dichiarazione IVA. Il Fisco aveva provveduto alla notifica dell'avviso di irrogazione delle sanzioni per ritardata registrazione. La società contribuente impugna l'atto ricevuto inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le [...]
Accertamento induttivo per gravi incongruenze e limitazioni del giudicato esterno – Cassazione sentenza n. 27822 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27822 depositata il 12 dicembre 2013 intervenendo in tema di accertamento induttivo ha statuito che è legittimo l’accertamento induttivo quando il risultato del calcolo dell’Ufficio non è il prodotto di dati velleitari costruiti dal nulla ma la risultanza della constatazione di una grave incongruenza tra ricavi e reddito dichiarati, indicati puntualmente con dati numerici prelevati dalla contabilità. La vicenda ha riguardato una società a cui l'Amministrazione finanziaria notificava un avviso di accertamento, ai fini dell'IRPEG e dell'ILOR, con cui, in seguito all'esito del contraddittorio con la contribuente, veniva rideterminato il reddito d'impresa mediante rettifica con metodo analitico induttivo, ai sensi dell'art. 39, primo comma, lettera d), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 del 1973, applicato secondo il disposto dell'art. 62 sexies, comma 3, del d.l. [...]
Reato di omesso deposito dei bilanci e delle scritture contabili della società e Bancarotta documentale – Cassazione sentenza n. 49789 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 49789 depositata il 10 dicembre 2013 intervenendo in tema di reati fallimentari ha statuito che il mancato deposito delle scritture contabili può concorre con quello di bancarotta documentale limitatamente alle ipotesi di tenuta irregolare o incompleta dei libri dell’azienda. La vicenda ha riguardato due persone nelle qualità, la prima, di socio accomandatario ed amministratore di diritto, il secondo nella qualità di socio di fatto ed amministratore di fatto, della società fallita per i reati di omesso deposito dei bilanci e delle scritture contabili della società nei termini di legge; bancarotta fraudolenta documentale e bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione. Gli imputati venivano condannati per i reati loro ascritti dal Tribunale. Avverso la sentenza del giudice di prime cure gli imputati proponevano ricorso alla Corte di Appello i cui [...]
Facoltà di avvalersi del regime di esigibilità ordinaria e Comportamento concludente – Cassazione sentenza n. 27597 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27597 depositata il 10 dicembre 2013 intervenendo in tema di IVA ad esigibilità differita ha statuito che in caso di mancata apposizione sulle fatture della dicitura “IVA ad esigibilità immediata”, la volontà del contribuente fornitore di un ente pubblico di esercitare la facoltà di avvalersi del regime di esigibilità ordinaria (e non differita) dell’IVA può essere desunta dalla contabilizzazione delle fatture nell’anno di emissione. La vicenda ha riguardato una società che forniva di servizi ambientali a cui veniva notificato un avviso di accertamento ai fini IVA ritenendo applicabile nella specie il regime della esigibilità differita dell’IVA previsto a favore dei fornitori di enti pubblici aveva ripreso a tassazione a titolo di imposta dovuta per l’anno 2003 l’IVA sulle fatture emesse nei confronti del Comune ma non riscosse. [...]
Mancata esibizione dei documenti in sede di verifica per manifesta difficoltà – Cassazione sentenza n. 27595 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 27595 depositata il 10 dicembre 2013 intervenendo in tema di accertamento fiscale ha statuito che l'Agenzia delle Entrate non può contestare l’ammissibilità dei documenti non esibiti in sede di verifica, se il contribuente ha avuto “manifesta difficoltà” nel reperimento degli stessi. La vicenda ha riguardato una società, esercente l'attività di commercio di autoveicoli, a cui l'Amministrazione finanziaria notificava un avviso di accertamento emesso sulla base di una contestazione di mancata fatturazione di somme versate alla contribuente dai suoi clienti al momento della formulazione delle proposte di acquisto dei veicoli per la contribuente erano somme versate , a titolo di caparra o deposito cauzionale e, secondo l'Ufficio, a titolo di acconto sul prezzo. La società non potè presentare le proposte di acquisto sottoscritte dai clienti. Avverso tale [...]