
Confisca per equivalente anche per il nuovo liquidatore – Cassazione sentenza n. 42640 del 2013
La Corte di Cassazione sezione penale con la sentenza n. 42640 depositata il 17 ottobre 2013 intervenendo in materia di sequestro per equivalente ha affermato che emerge la piena consapevolezza del liquidatore, al momento della nomina, della consistenza patrimoniale della società, di cui ha assunto l'amministrazione, e in dipendenza di tale piena contezza della situazione societaria non può darsi rilievo alla situazione di difficoltà economica dell'obbligato al fine di escludere la sussistenza del fatto (Cass. 30/3/2011, n. 13100). Per cui in considerazione dei principi di diritto enunciati nella sentenza in commento risulta difficile giustificare la propria buona fede e inconsapevolezza laddove vengano contestati dall’Amministrazione i reati di omesso versamento di ritenute (art. 10-bis D.Lgs. n. 74/2000) o di IVA (art. 10-ter del medesimo decreto). La vicenda ha riguardato un liquidatore nominato prima della scadenza che determina il consumarsi del reato di cui agli articoli 10-bis D.Lgs. 74/2000 [...]
Società a capitale pubblico e norme sui contratti a tempo determinato – Cassazione sentenza n. 23702 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con Con sentenza n. 23702 depositata il 18 ottobre 2013 intervenendo in materia di apposizione del termine ai contratti di lavoro subordinati ha affermato che lo scopo perseguito dall’Ente finalizzato a fornire un servizio pubblico non è di per se stesso elemento sufficiente ad escludere la conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato se l’attività viene esercitata con regole di natura privatistica (nel caso di specie un’azienda farmaceutica comunale costituita in SpA), in particolare per quel che attiene la disciplina dei rapporti di lavoro. La tesi del dipendente risultava quale considerazione che alla società per azioni a capitale pubblico (nel caso di specie era una s.p.a. Farmacie comunali riunite) non trovano applicazione le norme di diritto privato concernenti i contratti di lavoro a tempo determinato e, [...]
Verifica fiscale ed assenza del titolare – cassazione sentenza n. 23839 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con l'ordinanza n. 23839 depositata il 21 ottobre 2013 intervenendo in materia di accertamenti e diritti del contribuente ha affermato che la verifica fiscale non svolta in presenza della titolare ma del collaboratore familiare comporta che l'atto impositivo finale del procedimento tributario si basa su dati acquisiti non in modo legittimo nel corso della verifica stessa. In materia tributaria, non qualsiasi irritualità nell'acquisizione di elementi rilevanti ai fini dell'accertamento comporta, di per sé, l'inutilizzabilità degli stessi, in mancanza di una specifica previsione in tal senso, esclusi i casi in cui viene in discussione la tutela di diritti fondamentali di rango costituzionale, come l'inviolabilità della libertà personale o del domicilio. La vicenda ha riguardato il titolare di una rosticceria e pizzeria in regime di impresa familiare la cui azienda era stata [...]
Infortunio sul lavoro: valide le dichiarazioni dell’ispettore Asl – Cassazione sentenza n. 43080 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 43080 del 18 ottobre 2013 intervenendo in materia di reati sulla sicurezza sui luoghi di lavoro ha statuito la responsabilità penale del datore di lavoro per l’incidente occorso al dipendente, a causa della mancata predisposizione delle idonee attrezzature necessarie per lo svolgimento del lavoro in fabbrica, sulla base della dichiarazione dell’ispettore Asl. Gli Ermellini hanno precisato che in giudizio la dichiarazione dell'ispettore Asl ha validità pari a quella di un consulente e che, pertanto, la negligenza del datore è provata dalle indicazioni fornite dall’ispettore, secondo il quale con adeguate misure di sicurezza il sinistro poteva essere evitato. Nel caso di specie l'amministratore unico di una società non ha impedito che un suo dipendente, intento ad effettuare lavori di carpenteria metallica pesante, si procurasse una frattura bimalleolare [...]
Auto d’epoca ed esenzione dalla tassa di possesso – Cassazione sentenza n. 23624 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributi con la sentenza n. 23624 depositata il 17 ottobre 2013 intervenendo in tema di tassa di possesso ha affermato che non versa l’imposta di bollo l’auto che ha un interesse collezionistico o storico sulla scorta di quanto previsto dall’Asi (Automotoclub Storico Italiano). La vicenda ha visto protagonista il proprietario di autoveicolo storico colpito dalla Tassa di possesso. Infatti il contribuente aveva ricevuto la cartella di pagamento emessa per insufficiente versamento delle tasse automobilistiche. Avverso la cartella di pagamento, il contribuente, ricorre alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accolgono le doglianze del contribuente annullando la cartella di pagamento. La Regione ricorre contro la sentenza del giudice di prime cure alla Commissione Tributaria Regionale che conferma la sentenza di primo grado. La Regione soccombente ricorre alla Corte Suprema per la cassazione [...]
Mobbing, Atteggiamento discriminatorio e vessatorio: esclusione se percepiti dal lavoratore – Cassazione sentenza n. 24189 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 24189 del 25 ottobre 2013 intervenendo in materia di mobbing ha affermato che non possono essere riconosciuti i danni da mobbing, qualora sia il dipendente a percepire il trasferimento presso altra sede imposto dall’azienda pretestuoso, senza che siano riscontrati elementi concreti a sostegno della sua rivendicazione. La vicenda ha riguardato un informatore scientifico che era stato trasferito presso altra sede ed aveva ritenuto lo stesso provvedimento illegittimo perché determinato da intenti vessatori e discriminatori e comunque non supportato da effettive ragioni aziendali. Il dipendente impugnava tale atto inanzi al Tribunale, in veste di giudice del lavoro, ha chiesto il risarcimento dei danni, patrimoniali e non, subiti a fronte di condotte vessatorie e punitive, precedenti e successive alla intimazione del trasferimento; ha impugnato la sanzione disciplinare dell’ammonizione scritta del 20 [...]
ASPI e licenziamento disciplinare
Con l'Interpello n. 29/2013 del 23 ottobre 2013 del Ministero del Lavoro viene esaminato il tema del diritto alla Disoccupazione ( ASpI ) nel caso di licenziamento del lavoratore per motivi disciplinari. Il Ministero con la risoluzione inizia con le considerazioni carattere generale della norma dell’articolo 2, comma 31, della Legge del 28 Giugno 2012, n. 92 recante le “disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”. Si rammenta che il predetto articolo è stato oggetto di modifiche con la Legge n. 228 del 24 dicembre del 2012 (legge di stabilità), i cui effetti sono iniziati a decorrere, per l’appunto, dal 1° Gennaio 2013. Tanto premesso, il comma 31 dell'articolo 2 legge 92/2012, statuisce che: quando c’è una interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato (a prescindere dai requisiti contributivi) che da diritto all’indennità [...]
Mancato adeguamento alle risultanze degli studi di settore e compensi non incassati da ente pubblico – Cassazione sentenza n. 23994 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 23994 depositata il 23 ottobre 2013 intervenendo in materia di accertamento standardizzato ha statuito che a fronte di una pretesa fiscale fondata su di una prova per presunzione, il contribuente, per resistere, deve contrastare tale prova dimostrando un fatto positivo, vale a dire la percezione di un reddito in un periodo diverso da quello ritenuto dall'Amministrazione, ovvero l'esistenza di impedimenti alla percezione o comunque di fattori idonei ad impedire l'incasso tempestivo dei compensi. La vicenda ha riguardato un lavoratore autonomo che era risultato non congrui ai fini dei parametri di cui all'art.3 comma 181 L.549/1995, pertanto l'Amministrazione Finanziaria provvedeva ad emettere il relativo avviso di accertamento relativo ad IRPEF, IVA, IRAP. Il contribuente ricorreva avverso tale atto impositivo con ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che accoglieva le doglianze del ricorrente. L'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale. [...]