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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Doppia contribuzione per il socio che riveste anche la figura di amministratore – Cassazione sentenza n. 23943 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 23943 depositata il 22 ottobre 2013 intervenendo in materia di contribuzione IVS gestione commercianti ha statuito che se un soggetto è socio della controllante e amministratore della srl commerciale (la controllata), ma che il controllo indiretto della srl è solamente un espediente, tale soggetto non può limitarsi alla mera iscrizione alla gestione separata per la sua attività nella controllata, ma è soggetto al pagamento dei contributi IVS alla gestione speciale commercianti. Gli Ermellini con la sentenza in commento hanno confermato, in linea anche con la Corte Costituzionale (Sentenza n. 15/2012), che i rapporti in questione sono esclusi dall’applicazione dell’art. 1, comma 208 della Legge n. 662/1996 (contribuzione sull’attività prevalente): pertanto, è lecito il regime di doppia contribuzione. Come conseguenza, per il manager in questione sono dovuti sia i contributi [...]

Elusione fiscale in caso di utilizzo del contratto di locazione con patto di futura vendita – Cassazione sentenza n. 23734 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza  n. 23734 depositata il 21 ottobre 2013 intervenendo in materia di accertamento fiscale  ha affermato che  il corrispettivo per il contratto di locazione con patto di futura vendita va imputato nell'anno della stipula; nel caso in cui questo non avvenga, l'Amministrazione finanziaria può contestare l'elusione e emettere avviso di accertamento per riprendere a tassazione le imposte non versate. La vicenda ha origine a seguito di controllo fiscale a cui fu sottoposta la società immobiliare e successivamente sulla base del pvc l'Amministrazione finanziaria emetteva avviso di accertamento per ripresa a tassazione i IVA, IRPEG e IRAP ed irrogando altresì le sanzioni per le violazioni accertate. La società proponeva, avverso gli atti impositivi ricevuti, ricorso inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici rigettavano le doglianze del ricorrente e [...]

Litisconsorzio necessario originario tra i soci – Cassazione sentenza n. 20215 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20215 depositata il 03 settembre 2013 intervenendo in materia di litisconsorzio ha ribadito e statuito che è obbligatorio un litisconsorzio necessario, pena la nullità assoluta (rilevabile anche d'ufficio) del giudizio di merito,  nelle liti tributarie riguardanti la contestazione della qualità di socio è questione personale che, tuttavia, tocca direttamente la posizione degli altri soci, in quanto tale esclusione incide sulla ripartizione del reddito sociale tra gli altri soci, di diritto o di fatto, della stessa società. Pertanto, gli Ermellini, richiamando il principio di diritto statuito dalla Corte a Sezioni Unite con la sentenza n. 14815 del 2008 secondo cui "i redditi delle società di persone si imputano automaticamente a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi (art. [...]

Effetti sul condono fiscale di fatture false – Cassazione ordinanza n. 23683 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con l'ordinanza n. 23683 del 18 ottobre 2013 intervenendo in materia di condoni fiscali  ha affermato che  il condono fiscale Iva è ammissibile anche in caso di fatture false. Unico limite è che il contribuente, alla fine dei calcoli riferiti alle varie annualità, sia in debito d'imposta e non in credito. La Corte di Cassazione ha precisato che, al contrario, “l’applicabilità del condono resta esclusa solo quando, dall’insieme delle suddette operazioni, deriva un credito del contribuente azionabile in pregiudizio dell’amministrazione, dovendo comunque il condono avere come conseguenza un versamento da parte di quest’ultimo, il quale è tenuto, ai sensi del decreto legge n. 429 del 1982, art. 26, a sborsare in ogni caso una parte della maggiore imposta accertata”. La vicenda ha origine con la notifica dell'avviso di liquidazione per IVA dovuta in ragione della contestata "annotazione [...]

Documentazione inerente indagini penali utilizzabili anche se manca l’autorizzazione del magistrato – Cassazione sentenza n. 23729 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 23729 depositata il 21 ottobre 2013 intervenendo in materia di accertamenti fiscali ha statuito che è legittimo l'accertamento fiscale anche se l’uso dei dati acquisiti dalla Finanza non fu autorizzato dal giudice penale. L’autorizzazione dell’autorità giudiziaria per la trasmissione, agli uffici delle imposte, dei documenti, dati e notizie acquisiti dalla guardia di finanza nell'ambito di un procedimento penale, e posta a tutela della riservatezza delle indagini penali, non dei soggetti coinvolti nel procedimento medesimo o di terzi, con la conseguenza che la sua mancanza, se può avere riflessi anche disciplinari a carico del trasgressore, non tocca l’efficacia probatoria dei dati trasmessi, né implica l’invalidità dell’atto impositivo adottato sulla scorta degli stessi. Lo stesso principio vale nel caso in cui l’attività di polizia giudiziaria riguardi soggetti diversi dal [...]

Studi di settore e redditi professionali: legittimità se i costi del personale sono superiori al reddito -Cassazione sentenza n. 24016 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 24016 depositata il 23 ottobre 2013 intervenendo in materia di accertamenti standardizzati ha affermato che è legittimo l’accertamento basato sugli di settore a carico dell’avvocato che ha dichiarato un reddito nettamente inferiore rispetto ai costi sostenuti per il personale dipendente e i compensi corrisposti a terzi. Si tratta di un comportamento antieconomico che ha valore significativo sotto il profilo indiziario e presuntivo. Gli Ermellini con la sentenza in commento hanno bacchetta i comportamenti antieconomici dei professionisti sdoganando l’accertamento basato sugli studi di settore in caso di dichiarazione dei redditi bassa rispetto ai costi sostenuti per il personale. Questa presunzione legittima da sola, al di là del contraddittorio con il contribuente, l’atto impositivo. La vicenda ha riguardato un avvocato a cui era stato notificato, dall'Agenzia delle Entrate, [...]

Licenziamento del dipendente di banca che emette assegni a vuoto – Cassazione sentenza n. 23598 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 23598 depositata il 17 ottobre 2013 intervenendo in materia di licenziamento ha confermato la legittimità del licenziamento di un dipendente di banca per aver emesso assegni poi protestati su un conto corrente intestato al Condominio, l'episodio contestato era indubbiamente di notevole gravità tenuto conto anche delle mansioni di cassiere svolte dal C.. Pertanto si tratta  di un comportamento idoneo ad incrinare il rapporto fiduciari. La vicenda ha riguardato un dipendete di una banca, che subisce il licenziamento, si difende sostenendo di essere affetto da sindrome acquisto compulsivo. Il dipendente, avverso il provvedimento di licenziamento per giusta causa, procede all'impugnazione inanzi la Tribunale in funzione di giudice del lavoro. Il Tribunale adito respinge la richiesta di accertamento della illegittimità del licenziamento. Il dipendente ricorre alla Corte di [...]

Licenziamento disciplinare e proporzionalità della sanzione – Cassazione sentenza n. 23238 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 23238 depositata il 14 ottobre 2013 intervenendo in materia di licenziamento disciplinare ha statuito che la funzione propria del quesito di diritto, inteso come sintesi logico-giuridica della questione, è quella di far comprendere alla Corte di Cassazione, all’esito della sua semplice lettura, sia l’errore di diritto asseritamente compiuto dal Giudice di merito che la regola da applicare secondo la prospettazione del ricorrente. La vicenda ha riguardato un dipendente che a seguito di una procedura disciplinare aperta per aver lasciato incustodito il detto furgone, con sportelli aperti e chiavi inserite nel cruscotto, così facilitandone il furto. Al termine di tale procedura veniva licenziato. Il dipendente impugnava, inanzi al Tribunale in veste di giudice di lavoro, il licenziamento lamentando la illegittimità dello stesso per "la mancata affissione, in [...]

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