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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Licenziamento disciplinare e proporzionalità della sanzione – Cassazione sentenza n. 23238 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 23238 depositata il 14 ottobre 2013 intervenendo in materia di licenziamento disciplinare ha statuito che la funzione propria del quesito di diritto, inteso come sintesi logico-giuridica della questione, è quella di far comprendere alla Corte di Cassazione, all’esito della sua semplice lettura, sia l’errore di diritto asseritamente compiuto dal Giudice di merito che la regola da applicare secondo la prospettazione del ricorrente. La vicenda ha riguardato un dipendente che a seguito di una procedura disciplinare aperta per aver lasciato incustodito il detto furgone, con sportelli aperti e chiavi inserite nel cruscotto, così facilitandone il furto. Al termine di tale procedura veniva licenziato. Il dipendente impugnava, inanzi al Tribunale in veste di giudice di lavoro, il licenziamento lamentando la illegittimità dello stesso per "la mancata affissione, in [...]

Sequestro per equivalente non può rientrare nel patteggiamento – Cassazione sentenza n. 42154 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 42154 depositata il 14 ottobre 2013 intervenendo in materia di reati fiscali ha statuito che la subordinazione della sospensione condizionale della pena all’espletamento di un’attività non retribuita in favore della comunità con fissazione del termine di espletamento ad una data antecedente al passaggio in giudicato della sentenza è illegittima, in quanto vanifica, di fatto, il diritto a proporre impugnazione. La vicenda ha riguardato un gruppo di persone che sono state accusate per il reato di cui agli articoli 81 cpv. c.p. e 11, comma 1, d.lgs. 74/2000, rubricato «Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte», dispone che  "E' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o [...]

IRAP non dovuta dal professionista che lavora presso terzi – Cassazione sentenza n. 23719 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 23719 depositata il 21 ottobre 2013 intervenendo in materia di IRAP ha affermato che non è soggetto all'’Irap l’avvocato che svolge collaborazioni in diversi studi professionali non propri, in quanto la prova dell’assenza di organizzazione oltre che dal quadro RE, allegato alla dichiarazione dei redditi, può essere fornita con altri documenti inerenti l’attività (fatture con cadenza mensile rilasciate da uno studio ecc.), se rilevanti ai fini dell’esclusione del requisito dell’autonoma organizzazione. La vicenda ha origine con la presentazione di due distinte istanze volte ad ottenere il rimborso delle imposte indebitamente versate a titolo di IRAP per mancanza del presupposto soggettivo. L'Amministrazione finanziaria opponeva alla prima il silenzio-rifiuto, mentre provvedeva sulla seconda emettendo formale atto di diniego. Il contribuente avverso i provvedimenti dell'Agenzia proponeva ricorso alla Commissione Tributaria [...]

Accertamento IVA e separazione della contabilità non applicabile – Cassazione sentenza n. 23644 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 23644 depositata il 17 ottobre 2013 intervenendo in materia di detrazione IVA ha affermato che  il regime della separazione della contabilità per le due attività svolte, e cioè acquisto di immobili e poi locazione di essi, non poteva essere applicato, dal momento che diverse voci di spesa erano annotate in modo differente rispetto alle varie annualità, una volta con imputazione alle attività esenti ed altra a quelle imponibili, con la conseguenza che doveva applicarsi il criterio del pro-rata. La vicenda ha riguardato un contribuente che a seguito di un controllo fiscale veniva emesso un avviso di accertamento ai fini IVA. Infatti per il contribuente che svolgeva sia l'attività di “acquisto di immobili”, che, dall’altro, “locazione” di quegli stessi immobili. Per questo motivo, sostengono i legali dell’azienda, è [...]

Condono fiscale: corretta l’integrativa dell’attrice – Cassazione sentenza n. 24017 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 24017 depositata il 23 ottobre 2013 intervenendo in materia di accertamento e condono fiscale  ha statuito che  il contribuente che presenta la dichiarazione dei redditi senza indicare gli elementi attivi e passivi necessari per la determinazione degli imponibili, non incorre nelle sanzioni della omessa presentazione. La vicenda ha riguardato l'attrice Sofia Loren che nel lontano 1975 presentava dichiarazioni dei redditi per il 1974, escludendo per tale anno l’esistenza “di proventi e spese”, posto che per i films per i quali stava lavorando erano previsti compensi da erogarsi nel corso degli anni, in quanto le era stata accordata una retribuzione pari al 50% dei ricavi provenienti dalla distribuzione delle pellicole.  Successivamente nell'anno 1980, l'Amministrazione Finanziaria notificava all’attrice un avviso di accertamento, con cui si determinava in 920 milioni [...]

Licenziamento illegittimo: obbligo al pagamento dei contributi e sanzioni – Cassazione sentenza n. 23181 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la Sentenza n. 23181 depositata l'11 ottobre 2013 è  intervenuta in merito sanzioni civili dovute dal datore di lavoro per ritardo nel pagamento dei contributi dovuti all’Inps in caso di reintegro del lavoratore a seguito di licenziamento giudicato illegittimo. Gli Ermellini con la sentenza in commento ha ricordato il principio di diritto affermato dalle Sezioni unite nella sentenza 5 luglio 2007, n. 15143, secondo cui il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi previdenziali all'INPS, non solo sulle cinque mensilità liquidate a titolo di risarcimento dei danni, ma per tutto il periodo di tempo tra il licenziamento e la sentenza di reintegrazione. Pertanto in caso di accertamento della illegittimità del licenziamento, il datore di lavoro è obbligato al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali dal momento del [...]

DURC: regolarità in presenza di debiti contributivi e crediti certificati della pubblica amministrazione

Il Ministero del Lavoro con la circolare n. 40 del 21 ottobre 2013 ha chiarito che le aziende che hanno dei debiti nei confronti degli Istituti previdenziali e assicurativi nonché verso le Casse edili ma, contemporaneamente, vantano crediti nei riguardi delle pubbliche amministrazioni, possono ottenere il DURC attestante la loro regolarità contributiva. Nel documento vengono forniti i primi chiarimenti in merito alla disciplina contenuta nel decreto ministeriale del 13 marzo 2013 in attuazione del contenute nel comma 5 dell'articolo 13-bis del Dl 52/2012 (convertito dalla legge 94/2012). La norma regolamenta il rilascio del DURC, con attestazione della regolarità contributiva, in presenza di crediti certificati certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni, di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte di una stessa impresa. Per cui la [...]

Sequestro per equivalente: illegittimo il principio solidaristico in reati prlurisoggettivi – Cassazione sentenza n. 42641 del 2013

La Corte di Cassazione sez. Penale con la sentenza n. 42641 depositata il 17 ottobre 2013 intervenendo in materia di reati fiscali ha affermato che la condotta posta in essere dal soggetto che emette fatture per operazioni inesistenti e quella di chi si avvale di dette fatture sono autonome e non danno luogo ad un illecito plurisoggettivo. Per cui non trova applicazione il principio solidaristico secondo cui la confisca può interessare ciascuno dei concorrenti per l’entità dell’intero profitto accertato. La vicenda ha riguardato l'amministratore di una società che aveva usato nella propria dichiarazione dei redditi fatture di una società "cartiera" per cui aveva evaso imposte ed in particolare IVA. Nei confronti dello stesso  e della società "cartiera". Il GIP emette distinti provvedimenti di sequestro per equivalente. Avverso tale provvedimento l'imputato accusato del reato di cui all'art. 8 D.L.vo [...]

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