
Archiviazione dichiarazione fraudolenta e mancata comunicazione alla parte offesa – Cassazione sentenza n. 42632 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 42632 depositata il 17 ottobre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali ha statuito che il procedimento a carico del presunto evasore fiscale può essere archiviato solamente se il PM ha debitamente informato il MEF e l’Agenzia delle Entrate della richiesta formulata al GIP, ai sensi dell’articolo 408 del codice di procedura penale. La vicenda ha riguardato un contribuente imputato per i reati di cui agli articoli 2 e 4 del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, relativamente dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e di dichiarazione infedele previsti, nei cui confronti il GIP disponeva, su conforme richiesta del pubblico ministero, l’archiviazione del procedimento. Avverso il predetto provvedimento l'Avvocatura dello Stato proponeva ricorso per ottenerne il suo annullamento, deducendo [...]
Infortunio sul lavoro e responsabilità del datore per inadeguata organizzazione del lavoro – Cassazione sentenza n. 12244 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 12244 depositata il 20 maggio 2013 intervenendo in materia di sicurezza sul lavoro ha statuito che nel caso in cui il dipendente sia soggetto ad infortunio, l’azienda sarà tenuta a rispondere non solo qualora non abbia provveduto a fornire adeguati strumenti, ma altresì qualora non abbia provveduto ad organizzare le lavorazioni in modo idoneo. Gli Ermellini, nel caso di specie, hanno precisato che il datore di lavoro non esaurisce i suoi doveri in ambito di sicurezza fornendo al lavoratore tutti gli strumenti necessari e vigilando sul loro utilizzo, ma deve occuparsi anche di provvedere ad un’organizzazione del lavoro idonea. In altri termini si è obbligati per le lavorazioni pericolose a farle svolgere con i giusti macchinari e non oltre l’orario di lavoro dal dipendente rimasto solo. Inoltre è importante evidenziare che [...]
Licenziamento disciplinare per rifiuto del lavoratore – Cassazione ordinanza n. 12450 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con l'ordinanza n. 12450 depositata il 21 maggio 2013 intervenendo in materia di licenziamento disciplinare ha statuito la legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che rifiuta, anche dopo l'intervento del superiore, di rivelare al collega le chiavi di accesso alla procedura informatica utilizzata in azienda, per garantirsi il ruolo di unico operatore abilitato. La vicenda ha riguardato un dipendente di un istituto di credito che si era rifiutato di consegnare le chiavi fisiche e logiche di accesso alla procedura SWIFT e PICO al collega e di avere quindi abbandonato il proprio posto di lavoro dopo avere disattivato i terminali e pertanto nei suoi confronti iniziava la procedura disciplinare con la contestazione dei fatti. La procedura contestata e complessa si conclude con il licenziamento del dipendente. Il licenziamento veniva impugnato dal dipendente [...]
Licenziamento e trasferimento d’azienda responsabilità solidale tra cedente e cessionario – Cassazione sentenza n. 23533 del 20123
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 23533 depositata il 16 ottobre 2013 intervenendo in materia di licenziamento illegittimo, ha decretato che qualora l’illegittimità del provvedimento espulsivo venga fatta valere dal lavoratore prima che si perfezioni l’operazione di trasferimento, per l’obbligazione economica risulteranno solidalmente responsabili entrambe la aziende. La precisazione della Corte Suprema ha evidenziato che in presenza di licenziamento illegittimo del lavoratore a fronte di operazione societaria, il quale si sostanzia nella violazione dell’obbligo di repechage a carico del datore di lavoro, ai fini della corresponsione dell’indennità supplementare a favore dello stesso saranno considerati solidalmente responsabili sia il cedente che il cessionario. La vicenda ha riguardato un dirigente che aveva ricevuto la comunicazione di licenziamento che a causa della redifinizione delle posizioni dirigenziali a causa della soppressione del ruolo di "Responsabile delle attività Supporto & Planning". Il dipendente impugnava il provvedimento [...]
Soggettività tributaria dei fondi comuni d’investimento – Cassazione sentenza n .12187 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 12187 depositata il 20 maggio 2013 torna a pronunciarsi sulla natura giuridica dei fondi comuni d’investimento. “Natura giuridica” dei fondi comuni d’investimento e “soggettività” tributaria: il problema della responsabilità del gestore. Con la sentenza in commento la Corte ha riaffermato il principio giuridico (statuito dalla Prima Sezione nella nota decisione n. 16605 del 15 luglio 2010) secondo cui «i fondi comuni di investimento (nella specie, fondi immobiliari chiusi) disciplinati nel d. lgs. n. 58 del 1998 e succ. mod. sono privi di un’autonoma soggettività giuridica, ma costituiscono patrimoni separati della società di gestione del risparmio, la quale è legittimata ad agire in giudizio per far accertare i diritti di pertinenza del patrimonio separato in cui il fondo si sostanzia». La Corte Suprema ha potuto ribadire la tesi [...]
Responsabilità amministrativa: applicabilità per violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro – Cassazione sentenza n. 42503 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 42503 depositata il 16 ottobre 2013 intervenendo in materia di responsabilità amministrativa dell'ente ha statuito che la commissione del delitto di lesioni personali gravi comporta necessariamente l’applicazione delle sanzioni interdittive nei confronti della società datrice di lavoro. La vicenda ha riguardato il legale rappresentante di una società il quale si è visto condannare con una multa di 600 euro, in relazione al reato di lesione colpose a danno di un operaio al quale era stato consentito di operare presso un trapano privo di dispositivo automatico di blocco. Di qui l’incidente che è costato al lavoratore l’amputazione di una falange della mano. Il Tribunale emetteva la sentenza, ai sensi dell’articolo 444 c.p.p., ha anche applicato alla società la sanzione pecuniaria di euro 10mila, nonché le misure interdittive, per la durata di [...]
Sequestro per equivalente: modifica dell’amministratore ed illegittimità del provvedimenti nei confronti della società
La Corte di Cassazione se. penale con la sentenza n. 42476 depositata il 16 ottobre 2013 intervenendo in tema sequestro per equivalente ha statuito che non è possibile sottoporre a sequestro i conti dell’azienda per il mancato versamento delle ritenute. Rilevante la commissione del reato da parte dell’ex amministratore. La vicenda ha riguardato una società che non aveva pagato le ritenute certificate per un importo superiore ai 50.000,00 euro e che per tale omissione l'amministratore veniva accusato del reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10 bis. Pertanto veniva emesso il provvedimento di sequestro delle somme depositate su conti correnti bancari intestati alla predetta società nonché dei beni nella disponibilità e/o intestati alla stessa. L'imputato, nella sua qualità di amministratore e legale rappresentante della società, proponeva istanza di dissequestro, nel frattempo viene cambiato l'amministratore [...]
Cassazione sentenza n. 42476 del 16 ottobre 2013 – Omesso versamento delle ritenute fiscali illegittimità della confisca sui conti aziendali
CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 16 ottobre 2013, n. 42476 Tributi - Reati tributari - Omesso versamento delle ritenute fiscali - Confisca sui conti aziendali - Non sussiste Ritenuto in fatto 1 - Con ordinanza 24.4.2013 il Tribunale del Riesame di Genova ha respinto l'appello proposto da S. F., quale legale rappresentante della B. srl (già B. spa), contro l'ordinanza 29.3.2013 con cui il medesimo ufficio, in composizione monocratica, aveva rigettato l'istanza di dissequestro delle somme depositate su conti correnti bancari intestati alla predetta società nonché dei beni nella disponibilità e/o intestati alla stessa, nell'ambito di un procedimento penale per il reato di omesso versamento di ritenute certificate (D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10 bis) nei confronti di M.P., già legale rappresentante della società. Per giungere a tale conclusione il Tribunale del Riesame ha [...]