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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Il datore che non adempia al fondamentale obbligo di fornire adeguata formazione ai lavoratori, sarà chiamato a rispondere dell’infortunio occorso al lavoratore nel caso in cui l’omessa formazione possa dirsi causalmente legata alla verificazione dell’evento

Il datore che non adempia al fondamentale obbligo di fornire adeguata formazione ai lavoratori, sarà chiamato a rispondere dell'infortunio occorso al lavoratore nel caso in cui l'omessa formazione possa dirsi causalmente legata alla verificazione dell'evento

Cedolare secca è applicabile anche ai contratti di locazione conclusi con conduttori esercenti attività professionale per le esigenze abitative dei suoi dipendenti

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 12079 depositata il 7 maggio 2025, intervenendo in tema di applicazione del regime della c.d. cedolare secca, ha statuito il principio di diritto secondo cui "in tema di redditi da locazione, il locatore può optare per il regime della c.d. cedolare secca anche nell’ipotesi in cui il conduttore concluda il contratto di locazione ad uso abitativo nell’esercizio della sua attività professionale, ed in particolare per le esigenze abitative dei suoi dipendenti, atteso che l’esclusione di cui all’art. 3, comma 6, d.lgs. n. 23/2011 si riferisce esclusivamente alle locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo effettuate dal locatore nell’esercizio di una attività d’impresa o di arti e professioni" La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Agenzia delle entrate aveva inviato due avvisi di accertamento per [...]

Sopravvenienze attive derivante da sentenze: vanno imputate nell’esercizio in cui è emessa la sentenza

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 11917 depositata il 6 maggio 2025, interviene in tema di imputazione temporale delle sopravvenienze attive e delle componenti positive di reddito derivanti all’esito di una controversia giudiziaria, ha statuito il principio di diritto secondo cui "In tema di imposte sui redditi, le sopravvenienze attive che derivano dal riconoscimento di un credito – o dal disconoscimento di un debito preesistente – in sede giudiziale devono essere dichiarate nell’anno di imposta in cui la sentenza che afferma il credito o disconosce il debito è stata depositata, che costituisce il momento nel quale la posta attiva diviene certa nella sua esistenza e obiettivamente determinabile, ai sensi dell’art. 109 del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e sempreché l’efficacia esecutiva della sentenza di condanna non sia stata nel frattempo sospesa" La [...]

Processo tributario: la prova della notifica a mezzo PEC avviene solo con il deposito delle ricevute di accettazione e consegna in formato “.eml” o “.msg”

La prova della notifica a mezzo PEC è data solo dal file ".eml" o ".msg". Infatti solo da tale file è possibile accertare che la notifica ha avuto a oggetto proprio l'atto avente "quel" contenuto che risulta dalla copia pdf depositata, e non invece un altro. In ordine alla notifica a mezzo posta elettronica certificata la Corte di Cassazione, sezione III, con l'ordinanza n. 16189 depositata l' 8 giugno 2023 ha chiarito quanto segue: - "ai sensi degli artt. 3-bis, comma 3, e 9 della legge n. 53 del 1994 (...), la prova della notifica a mezzo PEC deve essere offerta esclusivamente con modalità telematica, ovverosia mediante deposito in PCT dell'atto notificato, delle ricevute di accettazione e consegna in formato ".eml" o ".msg" e dell'inserimento dei dati identificativi delle suddette ricevute nel file "DatiAtto.xml""; - "solo qualora non si [...]

Per le prestazioni di servizio regolate mediante rilascio di effetti cambiari, l’obbligo di emissione della fattura sorge in corrispondenza dell’esigibilità della cambiale

L'articolo 6, comma 3 , del D.P.R. n. 633/1972 stabilisce che "Le prestazioni di servizi si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo. Quelle indicate nell'articolo 3, terzo comma, primo periodo, si considerano effettuate al momento in cui sono rese, ovvero, se di carattere periodico o continuativo, nel mese successivo a quello in cui sono rese" Sul tema la Suprema Corte ha ribadito che "in caso di prestazioni di servizi regolate mediante rilascio di effetti cambiari, l’obbligo di emissione della fattura sorge in corrispondenza dell’esigibilità della cambiale. Dallo stesso momento sorge l’obbligo di regolarizzazione da parte del committente, mediante autofatturazione, della mancata emissione della fattura da parte del fornitore (Cass. ordinanza n. 3756/2019)." In ordine al pagamento mediante emissione di cambiali la giurisprudenza ha stabilito che " in tema di IVA il rilascio di pagherò cambiari [...]

Nel licenziamento per giusta causa, la tipizzazione contenuta nella contrattazione collettiva non è vincolante e la scala valoriale formulata dalle parti sociali deve costituire uno dei parametri cui occorre fare riferimento

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 10962 depositata il 26 aprile 2025, intervenendo in tema di licenziamento disciplinare, ha riaffermato il principio secondo cui "in tema di licenziamento per giusta causa, la tipizzazione contenuta nella contrattazione collettiva non è vincolante, rientrando il giudizio di gravità e proporzionalità della condotta nell'attività sussuntiva e valutativa del giudice, avuto riguardo agli elementi concreti, di natura oggettiva e soggettiva, della fattispecie; la scala valoriale formulata dalle parti sociali deve costituire uno dei parametri cui occorre fare riferimento per riempire di contenuto la clausola generale dell'art. 2119 c.c. (cfr. Cass. n. 16784/2020; conf. Cass. n. 17231/2020; v. anche Cass. n. 1665/2022, n. 13865/2019, n. 2518/2023), essendo precluso al datore di lavoro di irrogare un licenziamento disciplinare quando questo costituisca una sanzione più grave di quella prevista dal [...]

L’attività consistente nell’indossare e dismettere la divisa aziendale rientra nella categoria del tempo di lavoro retribuibile nel caso in cui si svolga in locali aziendali prefissati, ed in tempi delimitati

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 10345 depositata il 19 aprile 2025, intervenendo in tema della c.d. indennità di divisa, ha statuito il principio di diritto secondo cui "In tema di pubblico impiego contrattualizzato, l’infermiere che, deducendo di avere reso una prestazione lavorativa eccedente l’orario ordinario di lavoro perché tenuto a indossare e dismettere la divisa rispettivamente prima di prendere servizio e dopo la fine del turno, chieda, per tale ragione, il pagamento di una somma aggiuntiva rispetto alla retribuzione spettante è tenuto a dimostrare di avere effettuato le operazioni di vestizione e svestizione in questione prima e dopo le timbrature effettuate in entrata e in uscita" I giudici di legittimità nel rigettare il ricorso del lavoratore hanno ribadito che "le operazioni di vestizione e svestizione del personale sanitario rientrano nell’orario di [...]

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