
Processo tributario: principio di non contestazione di cui all’art. 115 c.p.c. deve avere ad oggetto fatti storici sottesi a domande ed eccezioni
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 5905 depositata il 5 marzo 2025, intervenendo in tema di applicazione al processo tributario del principio di non contestazione, ha ribadito il principio secondo cui "non risulta violato l’art. 115 ed il principio di non contestazione, considerato che nel processo tributario, caratterizzato dall'impugnazione di una pretesa fiscale fatta valere mediante l'emanazione dell'atto impositivo nel quale i fatti costitutivi della richiesta sono già stati allegati, il principio di non contestazione non implica a carico dell'Amministrazione finanziaria, a fronte dei motivi di impugnazione proposti, un onere di allegazione ulteriore rispetto a quanto contestato nell'atto impugnato (Cass. n. 16984/2023, Rv. 66825801). Ciò in quanto, nel processo tributario, il principio di non contestazione di cui all'art. 115 c.p.c. opera sul piano della prova e non contrasta, né supera, il [...]
IVA indebita per riqualificazione dell’operazione, a seguito di una verifica fiscale, domanda di rimborso direttamente all’amministrazione tributaria
La C0rte di Giustizia dell'Unione Europea, sezione sesta, con la sentenza n. 175 depositata il 13 marzo 2025 nella causa n. C-640/23, intervenendo in tema di operazione di vendita riqualificata come non rientrante nell’ambito di applicazione dell’IVA, ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "Gli articoli 168 e 203 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, nonché i principi di neutralità dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) e di effettività, devono essere interpretati nel senso che: essi non ostano a una normativa o a una prassi amministrativa nazionale che non consente a un soggetto passivo di ottenere la detrazione dell'IVA pagata a monte su un'operazione che, a seguito di una verifica fiscale, è stata riqualificata dall'amministrazione tributaria come operazione non soggetta all'IVA, anche quando risulta [...]
Il giudicato nel processo tributario
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 5054 depositata il 26 febbraio 2025 ha ribadito che "la sentenza con la quale si accertano il contenuto e l'entità degli obblighi del contribuente per un determinato anno d'imposta fa stato, nei giudizi relativi ad imposte dello stesso tipo dovute per gli anni successivi, ove pendenti tra le stesse parti, per quanto attiene a quegli elementi costitutivi della fattispecie che, estendendosi ad una pluralità di periodi di imposta, assumano carattere tendenzialmente permanente (Cass. Sez. U 16/06/2006, Cass. 07/12/2021, n. 38950). In particolare, le Sezioni Unite hanno rilevato che, se è vero che l'autonomia dei periodi d'imposta comporta l'indifferenza della fattispecie costitutiva dell'obbligazione relativa ad un determinato periodo rispetto ai fatti che si siano verificati al di fuori del periodo considerato, è altrettanto vero che una siffatta [...]
E’ configurabile il reato di indebita compensazione anche per crediti e debiti di natura eterogenea
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 3374 depositata il 28 gennaio 2025, intervenendo in tema di reato di cui all'art. 10 quater comma 2 d.lgs. 74/2000, ha ribadito il principio secondo cui "il reato di indebita compensazione di crediti non spettanti o inesistenti, di cui all'art. 10-quater d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, in combinato disposto con l'art. 17 del d.lgs. 241 del 1997, si configura sia in caso di c.d. compensazione orizzontale, concernente crediti e debiti di imposta di natura diversa, sia in caso di c.d. compensazione verticale, riguardante crediti e debiti per tributi di natura omogenea. Pertanto, la compensazione di cui al reato ex art. 10-quater d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, ricomprende sia quella riguardante crediti e debiti per tributi di natura omogenea, sia quella concernente crediti e [...]
Nel caso in cui il datore di lavoro non si limiti alla comunicazione della disdetta per scadenza del termine, ma intima un vero e propri licenziamento allora trovano applicazione le norme sulla decadenza dell’impugnazione del recesso, così come quelle inerenti alle tutele in caso di illegittimità della sanzione espulsiva
Nel caso in cui il datore di lavoro non si limiti alla comunicazione della disdetta per scadenza del termine, ma intima un vero e propri licenziamento allora trovano applicazione le norme sulla decadenza dell’impugnazione del recesso, così come quelle inerenti alle tutele in caso di illegittimità della sanzione espulsiva
Agevolazione prima casa: anche in caso di usucapione il contribuente deve procedere alla dichiarazione volonta prima della registrazione del provvedimento del giudice
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 4713 depositata il 22 febbraio 2025, intervenendo in tema di agevolazioni "prima casa" nelle ipotesi di acquisto della proprietà a titolo originario, ha riaffermato il principio secondo cui "In tema di agevolazioni "prima casa", le manifestazioni di volontà prescritte dall'art. 1, nota II bis, della tariffa allegata al d.P.R. n. 131 del 1986 vanno rese sempre, anche ove l'acquisto sia avvenuto a titolo originario per usucapione, prima della registrazione del provvedimento del giudice, atteso il carattere necessario della collaborazione del contribuente, che integra un presupposto del beneficio e costituisce un'eccezione al principio generale secondo cui un'agevolazione non richiesta al momento della imposizione non è perduta, potendosi rimediare, nei previsti limiti temporali, all'erroneità di quest'ultima" (Cass., sez. V, ordinanza n. 635 del 2017) La vicenda ha riguardato [...]
Obbligo per le imprese di stipulare una polizza assicurativa contro le catastrofi naturali entro il 31 marzo 2025
La legge n. 213 del 2023 (c.d. legge di bilancio) con i comma 101 e successivi dell'articolo 1 ha introdotto l'obbligo, per tutte le imprese iscritte al registro delle imprese (comprese le società tra professionisti), di stipulare una polizza assicurativa per la copertura dei danni da calamità naturali. Il termine entro cui stipulare la polizza assicurativa è stato prorogato al 31 marzo 2025 dal decreto legge n. 207 del 2024 (c.d. decreto milleproroghe). L'articolo 1 comma 101 prevede, infatti, che "Le imprese con sede legale in Italia e le imprese aventi sede legale all'estero con una stabile organizzazione in Italia, tenute all'iscrizione nel registro delle imprese ai sensi dell'articolo 2188 del codice civile, sono tenute a stipulare, entro il 31 marzo 2025, contratti assicurativi a copertura dei danni ai beni di cui all'articolo 2424, primo [...]
Processo tributario: sono nulle e non inesistenti le notifiche di atti processuale o atto impositivo se effettuate da poste private senza la prescritta autorizzazione
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 3841 depositata il 15 febbraio 2025, intervenendo in tema di esenzione IMU e notifica dell’avviso di accertamento eseguito da poste private prive di autorizzazione ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "La notifica di un atto processuale da parte di un operatore postale privato, ancora privo di titolo abilitativo pur dopo l'introduzione della l. n. 124 del 2017, è nulla e non inesistente, per cui è efficace solo quando il vizio di notifica è sanato dalla costituzione del destinatario e la consegna dell'atto giudiziario è tempestiva per il riconoscimento della data da parte del destinatario stesso o anche per la sottoscrizione del documento descrittivo dell'operazione di consegna del plico, la quale, tuttavia, equivalendo ad una scrittura privata, perché formata da operatore privo di potere certificativo, [...]