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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

In tema di restituzione delle somme non dovute versate dal sostituto d’imposta, l’impossibilità per il contribuente di recuperare per intero le imposte indebitamente trattenute mediante il meccanismo compensativo, ovvero il mancato esercizio di tale facoltà, non preclude il ricorso all’ordinaria procedura di rimborso dei versamenti diretti

In tema di restituzione delle somme non dovute versate dal sostituto d'imposta, l'impossibilità per il contribuente di recuperare per intero le imposte indebitamente trattenute mediante il meccanismo compensativo, ovvero il mancato esercizio di tale facoltà, non preclude il ricorso all'ordinaria procedura di rimborso dei versamenti diretti

Per il patto di assunzione in prova è richiesta ad substantiam e che tale essenziale requisito di forma, la cui mancanza comporta la nullità assoluta del patto di prova, deve sussistere sin dall’inizio del rapporto di lavoro

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 8849 depositata il 3 aprile 2025, intervenendo in tema di validità del patto di prova nel rapporto di lavoro subordinato, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "la forma scritta necessaria, a norma dell'art. 2096 c.c., per il patto di assunzione in prova è richiesta ad substantiam e che tale essenziale requisito di forma, la cui mancanza comporta la nullità assoluta del patto di prova, deve sussistere sin dall'inizio del rapporto di lavoro, senza alcuna possibilità di equipollenti o sanatorie, potendo ammettersi solo la non contestualità della sottoscrizione di entrambe le parti prima della esecuzione del contratto, ma non anche la successiva documentazione della clausola mediante la sottoscrizione, originariamente mancante, di una delle parti, atteso che ciò si risolverebbe nella inammissibile convalida di un atto [...]

Processo tributario: sospensione necessaria solo se la causa pregiudicante pende in primo grado

Nel processo tributario, stante il rinvio al codice di procedura civile dell'art. 1 del d.lgs. n. 546/1992, trova applicazione l'articolo 295 del c.p.c., il quale statuisce che "Il giudice dispone che il processo sia sospeso in ogni caso in cui egli stesso o altro giudice deve risolvere una controversia, dalla cui definizione dipende la decisione della causa" Sul tema la Suprema Corte, sezione tributaria, con la sentenza 25 marzo 2024, n. 7952 ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "Qualora tra due giudizi esista un rapporto di pregiudizialità, la sospensione ex art. 295 c.p.c. della causa dipendente va disposta solo allorché la causa pregiudicante sia ancora pendente in primo grado, mentre, una volta che questa sia definita con sentenza non passata in giudicato, spetta al giudice della causa dipendente scegliere se attendere la sua stabilizzazione con il [...]

Obbligatorio dotarsi di pec per gli amministratori e liquidatori di società entro il 30 giugno 2025

L'obbligo di dotarsi dell'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) per amministratori e liquidatori è previsto dall’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, come modificato dal comma 860 dell'articolo 1 della legge n. 207 del 30 dicembre 2024, n. 207, dispone che che «L’obbligo di cui all’articolo 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come modificato dall’articolo 37 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, è esteso alle imprese individuali che presentano domanda di prima iscrizione al registro delle imprese o all'albo delle imprese artigiane successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto nonché agli amministratori di imprese costituite in forma societaria». L'articolo 16, comma [...]

Limiti sull’efficacia del giudicato penale nel processo tributario: piena applicabilità per le sanzioni, mentre per l’accertamento costituisce solo un elemento di prova

Con la sentenza n. 9157 depositata il 7 aprile 2025 la Corte di Cassazione, sezione tributaria, è ritornata  sugli effetti e limiti di applicazione del nuovo art. 21-bis del d.lgs. n. 74/2000, introdotto dall'art. 1 del  d.lgs. n. 87/2024, ed ha statuito il principio di diritto secondo cui "L' art. 21-bis D.Lgs. n. 74 del 2000 , introdotto con l' art. 1 , D.Lgs. n. 87 del 2024 , poi recepito nell'art. 119 T.U. della giustizia tributaria, in base al quale la sentenza penale dibattimentale di assoluzione, con le formule perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto, ha, nel processo tributario, efficacia di giudicato quanto ai fatti materiali, si riferisce, alla luce di una interpretazione letterale, sistematica, costituzionalmente orientata e in conformità ai principi unionali, esclusivamente alle sanzioni tributarie irrogate e non all'accertamento dell'imposta, [...]

Licenziamento di un dipendente per aver scioperato è nullo anche se lo sciopero è quello organizzato spontaneamente dai lavoratori, senza previa proclamazione da parte delle organizzazioni sindacali

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 11347 depositata il 30 aprile 2025, intervenendo in tema di licenziamento per sciopero, ha riaffermato il principio secondo cui "Il diritto di sciopero, al di fuori dei servizi pubblici essenziali, non incontra altri limiti se non la protezione di diritti di pari rango costituzionale e la sua legittimità non dipende dalla proclamazione formale né dalla osservanza di regole procedurali (v. Cass. 23552 del 2004 cit. e successive conformi) e neppure rilevano la fondatezza e l'importanza delle finalità perseguite, fermo il rispetto del cd. limiti esterni." La vicenda ha riguardato alcuni dipendente di una società di servizi. La società datrice di lavoro alla conclusione del procedimento disciplinare notificava ad un dipendente il provvedimento di licenziamento. Il lavoratore impugnava il provvedimento di espulsione al fine di sentire [...]

Accertamenti fiscali fondati su indagini bancarie assistiti da presunzione legali relative: ripartizione dell’onere della prova e prova contraria

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 9681 depositata il 14 aprile 2025, intervenendo in tema di accertamenti tributari fondati su indagini bancarie, ha riaffermato il principio secondo cui "in tema di accertamenti bancari, poiché il contribuente ha l'onere di superare la presunzione posta dagli artt. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633 del 1972, dimostrando in modo analitico l'estraneità di ciascuna delle operazioni a fatti imponibili, il giudice di merito è tenuto ad effettuare una verifica rigorosa in ordine all'efficacia dimostrativa delle prove fornite dallo stesso, rispetto ad ogni singola movimentazione, dandone compiutamente conto in motivazione (Cass., 03/05/2018, n. 10480)." Per i giudici di legittimità "L'art. 32, comma 1, n. 7), D.P.R. n. 600 del 1973 prevede la possibilità di acquisire "dati, notizie e documenti relativi [...]

Processo tributario: condanna risarcitoria per lite instaurata per mala fede o colpa grave

La Corte di Cassazione, sezione tributaria con l'ordinanza n. 9712 depositata il 14 aprile 2025, intervenendo in tema di condanna alle spese ed in particolare a quelle per lite temeraria, ha ribadito il principio secondo cui "La condanna risarcitoria di cui ai primi due commi dell'art. 96 cod. proc. civ. ha tra i suoi elementi costitutivi il danno, patito dalla controparte del litigator improbus, eziologicamente derivante dal contegno illecito di quest'ultimo. Detto danno costituisce pregiudizio ulteriore rispetto alle spese di lite, oggetto invece della condanna al rimborso, ai sensi dell'art. 91 cod. proc. civ.. (Cass. 30/05/2023, n. 15175)." Per i giudici di legittimità la condanna ai sensi dei comma 1 e 2 dell'articolo 96 c.p.c. " si differenzia dalla condanna equitativamente determinata, di cui al successivo terzo comma, cod. proc. civ., che è volta a salvaguardare, oltre all'interesse [...]

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