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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Contributi previdenziali: mancato pagamento e requisiti per il risarcimento del danno – Cassazione sentenza n. 20827 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20827 depositata l'11 settembre 2013 intervenendo in materia qualificazione dei rapporti di lavoro ed oneri contributivi ha affermato che il lavoratore che, nel momento in cui il diritto dell’ente previdenziale al versamento dei contributi è estinto per prescrizione e viene così completata la fattispecie produttiva del danno, non prova di avere chiesto invano al datore la costituzione della rendita vitalizia di cui all’art. 13 l. n. 1338/1962, concorre con la propria negligenza a cagionare il danno. La vicenda ha riguardato la richiesta di un dipendente al datore di lavoro, una società di fatto, i cui soci, inclusi gli eredi di uno dei soci deceduto, del risarcimento, previo accertamento dell'esistenza del rapporto di lavoro subordinato, del danno per l'omesso versamento di contributi previdenziali da parte della società [...]

Assunzioni agevolate: pubblicati i decreti che identificano i settori e le professioni destinatarie degli incentivi all’assunzione

Il Ministero del lavoro ha provveduto a pubblicare sul proprio sito i due decreti ministeriali relativi rispettivamente all'anno 2013 ed all'anno 2014, datati entrambi 02 settembre 2013, con cui ha provveduto ad identificare i settori e le professioni caratterizzati da una significativa differenza di genere per l'anno 2013 e l'anno 2014, ai fini dell'applicazione degli incentivi all'assunzione previsti dall'art. 4, co. 8-11 della L. 92/2012. All'interno dei decreti pertanto sono indicati i settori e le professioni caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno il 25% la disparità media uomo-donna. Resta a questo punto da attendere le ulteriori istruzioni INPS volte a sciogliere la riserva prevista nel messaggio n. 12212/2013 secondo il quale la predetta agevolazione era ancora preclusa a questa tipologia di soggetti. L’incentivo, di natura contributiva, trova applicazione in relazione alle assunzioni di [...]

Compensazione indebita: ravvedimento delle somme e conseguenze penali – Cassazione sentenza n. 37350 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 37350 depositata il 12 settembre 2013 intervenendo in tema  reati tributari ha affermato che non è reato utilizzare in compensazione crediti non ancora "validati" dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.  La vicenda ha origine dall'utilizzo, da parte del contribuente, in compensazione con la  presentazione di modelli F24 infedeli, con conseguente utilizzazione – secondo l’accusa - di inesistenti crediti IVA per oltre 175mila euro a fini di compensazione dei debiti esistenti nei confronti di INPS e INAIL. Per cui il contribuente veniva conseguentemente  indagato per il reato di truffa ex all'art.640, comma 2, cod. pen. L'imputato aveva in effetti utilizzato crediti IVA "infrannuale" . La Corte di appello, confermando la sentenza del Tribunale, aveva condannato un contribuente per il reato di indebita compensazione riqualificando il reato come violazione [...]

Demansionamento: illegittimità e risarcimento del danno – Cassazione sentenza n. 20829 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20829 depositata il 11 settembre 2013 intervenendo in tema di modifica di mansioni ha statuito che qualora intervenga un’operazione societaria, per mezzo della quale una società di modeste dimensioni viene assorbita da un’altra di dimensioni considerevoli, non sarà considerato ammissibile il demansionamento del funzionario della prima azienda al quale vengono affidate mansioni diverse e di indubbio livello inferiore. Precisando ulteriormente che il demansionamento illegittimo non può trovare giustificazione da parte dell’azienda nell’impossibilità di operare una completa sovrapposizione di mansioni. La vicenda ha riguardato un lavoratore che dopo un operazione di acquisizione dell'istitituto di credito di cui era dipendente da parte un'altra banca aveva subito un demansionamento. Il dipendente che precedentemente svolgeva le mansioni di Vice direttore con compiti di Responsabile dell'Ufficio Organizzazione Esecutiva della Direzione Generale. Il funzionario della [...]

Licenziamento per giusta causa: contestazioni disciplinare e relativa proporzionalità della sanzione – Cassazione sentenza n. 20826 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20826 depositata il 11 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamenti ha statuito che è legittimo il licenziamento per giusta causa del dipendente che continua a fare di testa sua in barba alle diffide del datore . Giusta la causa del recesso per la gestione personalistica contro le regole aziendali di competenza. Vince la banca dopo le perdite denunciate dai clienti. I giudici hanno anche  stabilito che la discrezionalità del datore di lavoro nel graduare la sanzione disciplinare non equivale ad arbitrio e perciò egli deve illustrare in forma persuasiva le ragioni che lo inducono a ritenere grave il comportamento illecito del dipendente, tanto da giustificare il licenziamento per giustificato motivo o per giusta causa. La vicenda ha riguardato un dipendente di un istituto di [...]

Contratti a progetto: sono illegittimi nelle scuole – Cassazione sentenza n. 37379 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 37379 depositata il 12 settembre 2013 in cancelleria intervenendo in tema reato sui dei rapporti di lavoro ha statuito che i contratti a progetto non possono essere stipulati per coloro che sono incaricati all'insegnamento nelle scuole private paritarie.  Gli Ermellini sono stata chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato dal legale rappresentante di una S.r.l. gestrice di un istituto scolastico privato, condannato dal tribunale di Teramo a 23.954 euro di ammenda per essersi avvalso per numerosi anni scolastici di docenti assunti da due cooperative con contratto a progetto, violando sia l’articolo 1, comma 4, lettera h) della legge n. 62/2000 in materia di norme per la parità scolastica, sia il contratto collettivo di settore. Nel caso di specie i giudici di legittimità, quello configurato era addirittura un doppio [...]

Condomini: requisiti dell’Amministratore dopo la riforma normativa

Con la riforma del condominio effettuata dalla legge n. 220/2012 sono state, tra le altre, introdotte importanti novità per la figura dell'amministratore condominiale. La normativa è entrata in vigore lo scorso 18 giugno e, relativamente agli amministratori, ha posto il problema di capire quali norme si devono applicare alle nomine effettuate solo a partire da quella data, e quali misure si possono considerare operative anche per gli incarichi in corso. L'unica norma transitoria della nuova disciplina è contenuta nell'articolo 32 della Legge 11 dicembre 2012, n. 220, che prevedeva che le disposizioni introdotte entrassero in vigore il giorno 18 giugno 2013, ossia dopo sei mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 17 dicembre 2012.  Con la riforma sono state, come accennato in precedenza, apporta diverse novità nella disciplina dell'amministratore di condominio, e occorre [...]

Studi di Settore: applicabili gli strumenti più evoluti – Cassazione sentenza n. 20809 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20809 pubblicata il 11 settembre 2013 intervenendo in tema di accertamenti fiscali ha statuito che nell' ipotesi di accertamento standardizzato, non può rimanere inascoltata la richiesta rivolta dal contribuente all’Ufficio di prendere in considerazione lo studio di settore riferito all’attività professionale da lui esercitata, anche se non ancora approvato nell’anno d’imposta considerato.  La vicenda esaminata dai supremi giudici ha riguardato un professionista che si è opposto a un avviso di accertamento basato sui parametri. Il professionista, in occasione del contraddittorio preventivo con l’Ufficio, aveva chiesto che venisse applicato lo studio di settore riferito all’attività legale; richiesta rimasta inascoltata. Di qui il contenzioso con l’Ufficio che non ha però sortito gli effetti sperati. Infatti i giudici di merito non hanno ritenuto applicabile all’anno 1999 lo studio di [...]

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