
Licenziamento per ragioni economiche – Cassazione sentenza n. 20918 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20918 depositata il 12 settembre 2013 internendo in tema di licenziamento ha statuito che e legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo se l’azienda è in crisi da anni. Poichè in tale circostanza la risoluzione per ragioni economiche: la decisione spetta solo al datore. Nessun obbligo di repechage: conta il fatturato dell’intera impresa non quello del settore di appartenenza del lavoratore estromesso Posto che, ai fini della verifica della possibilità di repechage rilevano le mansioni equivalenti, ove però i lavoratori abbiano accettato mansioni inferiori al fine di evitare il licenziamento, la prova dell’impossibilità di repechage va fornita anche con riferimento a tali mansioni. La vicenda ha riguardato un dipendente che ricorreva al Tribunale in veste di giudice del lavoro con domanda volta ad ottenere la dichiarazione di illegittimità [...]
Sicurezza sui luoghi di lavoro: modifiche introdotte dalla legge 98/2013 in particolare per il settore edile
La legge n. 98 del 09 agosto 2013 ha apportato vaie modifiche la Testo unico sulla sicurezza D.Lgs. 81/2008 Riportiamo un focus delle principali novità che riguardano il settore edile introdotte dalla legge 98/2013 al D.Lgs. 81/2008. L'Articolo 32 della Legge 9 agosto 2013 n. 98 ha modificato i commi 3 e 3 bis) dell’art. 26 del D. Lgs. 81/08 (Obblighi connessi ai contratti d’appalto o di somministrazione) In particolare la modifica del comma 3 del suddetto articolo prevede semplificazioni con riferimento alla documentazione relativa agli adempimenti in tema di salute e sicurezza sul lavoro per quanto concerne il documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI) nei settori a basso rischio di infortuni e malattie professionali che saranno individuati con apposito decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Solo per tali [...]
Omesso versamento IVA: attenuanti e sanzioni penali – cumulabilità con la sanzione amministrativa – Cassazione sentenza n. 37424 del 2013
La Corte di Cassazione a Sezione unite penali con la sentenza n. 37424 depositata il 12 settembre 2013 intervenendo in tema di reati tributari ha statuito che è retroattivo (quindi applicabile anche al 2005) e cumulabile con la sanzione amministrativa il reato di mancato versamento dell'Iva, per un ammontare superiore ai 50 mila euro, entro il termine per l'acconto relativo al periodo d'imposta successivo. Infatti, la norma introdotta con il dl 223/2006 dev'essere applicata anche per le omissioni precedenti la sua entrata in vigore. Gli Ermellini hanno precisato che “l'art. 10 ter d.lgs 10 marzo 2000, n. 74, inserito dall'art. 35, comma 7, d.l. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, entrato in vigore il 4 luglio 2006 (il quale punisce con la reclusione da sei mesi a [...]
Il tempo per indossare la divisa va retribuito, salvo deroghe del CCNL – Cassazione sentenza n. 11828 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 11828 depositata il 05 giugno 2013 intervenendo in tema di retribuzione del lavoratore ha statuito che il tempo impiegato dai dipendenti per indossare la divisa o gli indumenti di lavoro deve essere considerato interno all'orario di lavoro. Il principio statuito dalla sentenza in commento trova applicazione sia nelle Pubbliche amministrazioni sia nelle aziende private e può essere derogato solamente in presenza di specifiche clausole del contratto nazionale, oppure se il datore di lavoro lascia un ampio margine di autonomia ai lavoratori. La vicenda ha avuto origine dalla richiesta al Tribunale, in veste di giudice di lavoro, di un lavoratore obbligato ad indossare la divisa di lavoro venisse riconosciuto il tempo occorrente per indossarla e per la svestizione come fosse considerato orario di lavoro e fosse [...]
Sottrazione fraudolente di beni al pagamento delle imposte: presupposti – Cassazione sentenza n. 37389 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 37389 depositata il 12 settembre 2013 intervenendo in tema di reati tributaria ha statuito che tra i beni degli enti societari dotati di autonomo valore commerciale rientra l’avviamento. È reato, dunque, cederlo al nuovo ente al solo scopo di eludere la riscossione coattiva dei debiti erariali. Gli Ermellini hanno anche statuito un ulteriore principio relativo all'art. 11 Dlgs 74/2000 il cui contenuto sanziona "la condotta di colui il quale, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte dì ammontare complessivo superiore a lire cento milioni, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di [...]
Elusione: l’esistenza del negozio giuridico non esclude l’intento elusivo e di abuso di diritto – Cassazione sentenza n. 17689 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 17689 depositata il 19 luglio 2013 intervenendo in tema di elusione fiscale ha statuito che la valutazione dell’intento elusivo prescinde dalla correttezza formale del rapporto fra le parti; laddove, infatti, manchino valide ragioni economiche a giustificare l’operazione, si potrebbero facilmente intravedere profili di “abuso del diritto”, ovvero tentativi di ottenere vantaggi fiscali attraverso un uso distorto degli strumenti giuridici. La vicenda ha avuto origine in seguito ad un controllo fiscale operato dalla Guardia di Finanza nei confronti di un notaio il quale aveva stipulato un contratto di “outsourcing” con una società nella quale rivestiva anche la qualifica di socio e nella quale, fra i dipendenti, si annoveravano anche parenti dello stesso professionista. I militari contestarono al notaio l'indebita detrazione di costi, correlati a prestazioni rese dalla società E. sulla base di [...]
Licenziamento dirigente: incrinazione del vincolo fiduciario – Cassazione sentenza n. 20908 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20908 depositata il 12 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamenti ha stabilito il principio secondo cui rientra tra i doveri a carico del dirigente (nella specie direttore tecnico del settore produttivo) quello di vigilanza del rispetto delle procedure e degli adempimenti prescritti nelle fasi di lavorazione. La violazione di tale obbligo di vigilanza costituisce grave inadempimento del lavoratore, tale da minare il vincolo fiduciario nel rapporto di lavoro e costituire giusta causa di licenziamento. Pertanto il principio statuito dalla Corte della legittimità del provvedimento di licenziamento di un dirigente, basato sulla circostanza, che non vigila secondo le direttive della società. L’inosservanza delle procedure e degli adempimenti prescritti dall’azienda lede il vincolo fiduciario necessario per lo svolgimento del rapporto. La vicenda ha avuto origine con [...]
Sequestro per equivalente: limiti normativi – Cassazione sentenza n. 37256 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 37256 depositata il 11 settembre 2013 intervenendo in tema di reati tributari ha riconferma il costante orientamento della giurisprudenza della cassazione il quale prevede che il sequestro dei beni della società non può avvenire al di fuori dei reati previsti dall'art. 24 L 231/11. La vicenda ha visto protagonista alcuni contribuenti accusati di avere, in concorso tra loro e con altri soggetti, posto in essere condotte riconducibili a truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis cp.) consistenti, tra l'altro: a) nella creazione "cartolare e contabile", di ingenti quantitativi di gasolio agricolo; b) nella vendita del prodotto "agevolato" a soggetti non titolati. Per aver evaso le accise dovute (art. 40 d.lgs 504/95) emettendo fatture per operazioni mai avvenute (artt. 4 ed 8 d.lgs 74/00) e [...]