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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Incentivi all’occupazione: limiti dimensionali e revoca dell’agevolazione – Cassazione sentenza n. 21546 del 2013

La Corte di Cassazione sez. Tributaria con la sentenza n. 21546 depositata il 20 settembre 2013 intervenendo in tema di incentivi fiscali ha statuito che l’impresa di servizi non ha diritto alle agevolazioni fiscali quando occupa più di novantacinque dipendenti. Il requisito dimensionale di duecentocinquanta unità riguarda aziende che svolgono attività in altri settori.  La Vicenda ha riguardato una società per azioni a cui era stato revocato l'incentivo fiscale erogato mediante credito d’imposta, attribuitole ai sensi dell’articolo 4 della L. n. 449/97. La motivazione della revoca era costituita dalla mancanza del requisito soggettivo della piccola e media impresa avendo più di novantacinque dipendenti. L’Ufficio finanziario ha anche rilevato l’eccedenza del credito revocato in rapporto al limite massimo fissato per legge. La società contribuente avverso il provvedimento di revoca emesso dall'Agenzia delle Entrate ricorreva in Commissione Tributaria [...]

Quantificazione del danno da risarcire: mancata aggiudicazione per fatto illecito – Consiglio di Stato sentenza n. 4376/2013

Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 4376 depositata il 03 settembre 2013 ha statuito che la mancata aggiudicazione di un appalto per fatto illecito della Pubblica Amministrazione, in presenza del nesso di causalità fra comportamento e danno patito, da luogo al risarcimento del danno patito secondo lo schema della responsabilità extracontrattuale. L'onere di provare il danno e la riconducibilità eziologica all'adozione del provvedimento illegittimo grava sulla parte ricorrente oltre che la sua misura, come riconosciuto dall'indirizzo prevalente formatosi in seno alla giurisprudenza amministrativa. ILa parte ricorrente non può limitarsi semplicemente ad addurre l'illegittimità dell'atto, valendosi, ai fini della sua quantificazione, del principio dispositivo con metodo acquisitivo e, quindi, della sufficienza dell'allegazione di un principio di prova, ma è tenuto a compiere l'ulteriore sforzo probatorio di documentare il pregiudizio patrimoniale del quale chiede il ristoro [...]

IRAP: assogettabilità per cooperative e tassisti – Cassazione sentenza n. 21236 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 21326 depositata il 18 settembre 2013 intervenendo Sono tenuti al pagamento dell’IRAP i tassisti riuniti in una cooperativa. La vicenda ha riguardato una cooperativa di tassisti che ha impugnato il silenzio rifiuto dell’Agenzia delle Entrate sull’istanza di rimborso dell’IRAP versata per gli anni dal 1999 al 2002. La Commissione Tributaria Provinciale, adita dalla cooperativa, respinge i ricorsi cumulativi dei contribuenti, condividendo il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione. Il contribuente impugnava la decisione di primo grado inanzi alla Commissione Tributaria Regionale i cui giudici confermavano quanto statuito dal giudice di prime cure, ritenendo che in capo ai ricorrenti l'esistenza del requisito di un’organizzazione di beni e di persone generativa di un valore aggiunto indipendente dall’apporto meramente personale. Ciò in considerazione dei servizi dai medesimi fruiti e facenti capo alla [...]

Agevolazione prima casa e superficie non calpestabili – Cassazione sentenza n. 21287 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 21287 depositata il 18 settembre 2013 intervenendo in materia di imposte sulla prima casa ha statuito che al fine di poter beneficiare dell'agevolazioni prima casa, vanno compresi nel calcolo della metratura dell’abitazione di lusso ai fini del requisito anche la superficie non calpestabile. Esclusi dal conteggio solo i muri perimetrali e divisori. Gli Ermellini hanno confermato, con la sentenza in commento, l'orientamento ormai consolidato, ai fini dell’agevolazione tributaria, di considerare la metratura dell'abitazione al lordo. Nel calcolo vanno  esclusi dal conteggio solo i muri perimetrali e divisori. La vicenda ha visto protagonista un contribuente che aveva acquistato un appartamento usufruendo delle agevolazioni fiscali per l'acquisto dello stesso. L'Agenzia emetteva avviso di liquidazione per il recupero delle ordinarie imposte di registro, ipotecaria e catastale, contestando la mancanza [...]

Licenziamento non legittima il demansionamento – Cassazione sentenza n. 21356 del 2013

La Corte di Cassazione - Sezione lavoro - con la sentenza n. 21356 del 18 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha affermato che il demansionamento non può trovare giustificazione con l’esigenza di evitare il licenziamento. Gli Ermellini, infatti, nelle motivazioni della sentenza hanno affermato che "non può ritenersi che il demansionamento sia legittimato dalla volontà di impedire il licenziamento in quanto mansioni dequalificanti devono essere comunque accettate (e prima ancora proposte..) dal lavoratore". I giudici di legittimità hanno respinto il ricorso di una banca contro la condanna al risarcimento del danno per 25mila euro nei confronti di un proprio dipendente. In particolare la Corte Suprema  nel rigettare il ricorso proposto avverso la sentenza della Corte Territoriale che aveva condannato il ricorrnte al risarcimento del danno per il demansionamento subito da un proprio dipendente dequalificato al [...]

Licenziamento per insubordinazione: legittimità – Cassazione sentenza n. 21361 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 21361 depositata il 18 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che è legittimo il licenziamento del lavoratore che rifiuta di eseguire un intervento d’urgenza mentre è smontante: la modalità di «flessibilizzazione» dell’orario consente di far fronte a esigenze impreviste anche con un travalicamento del termine di otto ore. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza 21361 del 18 settembre 2013, ha respinto il ricorso di un vigilante contro la decisione della Corte d’appello di Firenze che ha legittimato il recesso comunicatogli dall’azienda per il rifiuto di intervento d’urgenza poco prima della fine del turno. Nel caso di specie la Suprema Corte ha precisato che si configura l’insubordinazione per cui il recesso del datore è giustificato in base alle disposizioni [...]

Infortunio sul lavoro: responsabilità del datore di lavoro e del coordinatore – Cassazione sentenza n. 28808 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 28808 depositata il 05 luglio 2013 intervenendo in tema di reati inerenti alla sicurezza sui luoghi di lavoro ha statuito che vi è responsabilità di un datore di lavoro e di una coordinatrice per la sicurezza in fase di esecuzione per un infortunio occorso ad un lavoratore, il quale, impegnato nello smontaggio di un ponteggio, era stato travolto dal crollo di quest'ultimo siccome privo di adeguati agganci alla struttura fissa cui accedeva, oltre che di essenziali componenti strutturali. La vicenda ha riguardato un datore di lavoro a cui veniva contestato di aver omesso di attivarsi affinché il ponteggio fosse installato in conformità alle istruzioni dal fabbricante, ovvero con idonei ancoraggi, nonché di aver omesso di disporre che lo smontaggio del parapetto del ponteggio avvenisse sotto [...]

Richieste fiscali: sempre motivate – Cassazione sentenza n. 21564 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 21564 depositata il 20 settembre 2013 intervenendo in tema di atti amministrativi tributari ha statuito che la motivazione dell'atto impositivo deve consentire al contribuente, a pena di nullità, di conoscere in modo compiuto e intellegibile la pretesa impositiva, per valutare da subito sia l'impugnazione, sia, in caso positivo, la contestazione efficace di tale pretesa. E' peraltro irrilevante che il contribuente si sia comunque difeso, perché l'eventuale impugnazione non sana il vizio di motivazione. La vicenda ha avuto origine con la notifica dell'avviso di liquidazione per imposta ipotecaria e catastale dovuta a titolo suppletivo per la trascrizione di una sentenza che, inizialmente, era stata sottoposta ad imposta di registro in misura fissa. Il contribuente impugnava, inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale,  l'atto impositivo lamentando in estrema sintesi [...]

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