
Omesso versamento delle ritenute – Cassazione sentenza n. 37528 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 37528 depositata il 13 settembre 2013 intervenendo in tema di reati per il mancato pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali ha stabilito che il reato di omesso versamento delle ritenute operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti da parte del sostituto d'imposta, si consuma alla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione annuale anche per i versamenti omessi antecedentemente all'entrata in vigore dell'art. 1, comma 414, della L. 311/2004, nel periodo di imposta 2004 e per i quali le scadenze periodiche mensili siano già maturate, senza con ciò venirsi a violare il principio di non retroattività della norma penale. Al fine della irrilevanza penale non ha alcuna scriminante per l’imprenditore lo stato di crisi finanziaria e/o stato di dissesto dell’impresa. Gli Ermellini nelle motivazioni, chiariscono la punibilità dell'imprenditore, della [...]
Licenziamento del dipendente che si reca ripetutamente in ritardo al lavoro falsificando l’orario di ingresso – Cassazione sentenza n. 21203 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 21203 depositata il 17 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che è legittimo il licenziamento comminato al lavoratore che si reca ripetutamente in ritardo al lavoro falsificando, inoltre, l'orario di ingresso. I giudici della Cassazione hanno affermato, un ulteriore principio, che nel licenziamento per motivi disciplinari, il principio dell'immediatezza della contestazione dell'addebito e della tempestività del recesso datoriale, che si configura quale elemento costitutivo del diritto al recesso del datore di lavoro, deve essere inteso in senso relativo, potendo in concreto essere compatibile con un intervallo di tempo più o meno lungo, quando l'accertamento e la valutazione dei fatti richieda uno spazio temporale maggiore ovvero quando la complessità della struttura organizzativa dell'impresa possa far ritardare il provvedimento di recesso; in ogni caso, la valutazione relativa alla [...]
Dichiarazioni di terzi: effetti nel processo tributario – Cassazione sentenza n. 21305 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 21305 depositata il 18 settembre 2013 intervenendo in tema di prove ed elemeti nel processo tributario ha stabilito che fermo restando il divieto di ammissione della prova testimoniale, il potere di introdurre dichiarazioni rese da terzi in sede extraprocessuale, con il valore probatorio proprio degli elementi indiziari, va riconosciuto non solo all'Amministrazione Finanziaria, ma anche al contribuente. Ciò al fine di garantire il principio della parità delle armi processuali, nonché l'effettività del diritto di difesa Gli Ermellini hanno accolto il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate e conseguenzialmente hanno cassato con rinvio una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. La Commissione Tributaria Regionale aveva confermato la decisione del giudice di prime cure con cui era stato annullato un avviso di accertamento mediante il quale l’Amministrazione Finanziaria aveva [...]
Mancata notifica accertamento delle omissioni contributive: effetti – Cassazione sentenza n. 38031 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 38031 depositata il 17 settembre 2013 intervenendo in tema di mancato pagamento dei contributi ha riconfermato il principio secondo cui non risponde del reato di omissione contributiva il datore di lavoro al quale non viene notificato l’accertamento INPS, ma solo il decreto penale di condanna che non specifica il periodo di omesso versamento, l’importo e la sede dell’ente presso cui adempiere entro il termine di tre mesi previsto dalla legge affinché operi la causa di non punibilità. La normativa inerente al mancato versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, regolata della L. n.638/1983 da ultimo modificata dal dal D.Lgs. n. 211/1994, consente al datore di lavoro di non essere oggetto di sanzione penale se provvede al versamento entro 3 mesi decorrenti dalla contestazione ovvero dalla notifica dell’avvenuto accertamento [...]
Principio di irretroattività e deroghe espresse – Cassazione sentenza n. 20803 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20803 depositata il 11 settembre 2013 interviene in tema di efficacia temporale delle norma tributarie statuendo che l'espressa previsione di retroattività sussiste quando sia, come nella specie, espressamente disposta una decorrenza anteriore della norma, senza che sia necessario (come invece sembra ritenersi nella sentenza impugnata) che tale disposizione sia anche qualificata come "regola di eccezionale retroattività"."; ord. Cass. 27883/2011, che ha precisato come "tale deroga deve ritenersi legittima, in quanto l'espressa previsione di retroattività - necessaria per poter derogare al principio stabilito dall'art. 3 dello Statuto cit. - sussiste anche quando sia espressamente disposta una decorrenza anteriore della norma, senza che sia invece necessario che la disposizione sia anche qualificata come "regola di eccezionale retroattività", non potendo la legge regionale essere disapplicata dal giudice tributario, al [...]
Infortunio sul lavoro: responsabilità del committente – Cassazione sentenza n. 19081 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 19081 depositata il 09 agosto 2013 intervenendo in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro ha statuito che l'art. 2087 c.c., espressione del principio del neminem laedere per l'imprenditore e il D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, art. 7, che norma l'affidamento di lavori in appalto all'interno dell'azienda, prevedono l'obbligo per il committente, nella cui disponibilità permane l'ambiente di lavoro, di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità e la salute dei lavoratori, ancorché dipendenti dall'impresa appaltatrice, consistenti nell'informazione adeguata dei singoli lavoratori e non solo dell'appaltatrice, nella predisposizione di tutte le misure necessarie al raggiungimento dello scopo, nella cooperazione con l'appaltatrice per l'attuazione degli strumenti di protezione e prevenzione dei rischi connessi sia al luogo di lavoro sia all'attività appaltata, tanto più se [...]
Frode fiscale: limiti al sequestro dei conto correnti della società – Cassazione sentenza n. 37591 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 37591 depositata il 13 settembre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali ha statuito che in caso di frode fiscale dell’amministratore, il sequestro delle somme di denaro sui conti correnti bancari intestati alla società è illegittimo, a meno che la persona giuridica non rappresenti un apparato fittizio per la commissione dell’illecito. Gli Ermellini hanno accolto il ricorso presentato nell’interesse di una società di capitali che aveva subito un provvedimento di sequestro, emesso dal G.i.p., del denaro sui cui conti correnti in relazione ai reati di natura fiscale addebitati all’amministratore. I giudici di legittimità hanno ritenuto che trattandosi di beni mobili appartenenti alla persona giuridica, di cui l’amministratore può disporre esclusivamente nell’ambito dei mandato conferitogli ai fini della gestione societaria, il Tribunale del riesame avrebbe dovuto fornire chiarificazioni [...]
Mobbing: valutazione della condotta lesiva ed onere della prova – Cassazione sentenza n. 19814 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 19814 depositata il 28 agosto 2013 intervenendo in tema di mobbing chiarendo che è inteso comunemente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell'ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la mortificazione morale e l'emarginazione del dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fisiopsichico e del complesso della sua personalità. Ai fini della configurabilità della condotta lesiva del datore di lavoro sono, pertanto, rilevanti: a) la molteplicità di comportamenti di carattere persecutorio, illeciti o anche leciti se considerati singolarmente, che siano stati posti in essere in modo miratamente sistematico e prolungato contro il dipendente [...]