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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Società tra professionisti: ultimi chiarimenti

Un importante chiarimento contenuto nel documento di "massime", elaborate dai notai del Triveneto, riguarda la possibilità di costituire a socio unico nella forma di Spa o di Srl per la società tra professionisti (Stp). La circostanza di essere una società "tra professionisti" non determina che la stessa debba necessariamente avere una pluralità di soci. Il documento elaborato dal Comitato Interregionale dei CONSIGLI NOTARILI DELLE TRE VENEZIE contiene numerose ed interessanti affermazioni. Nel novero di questa nuova produzione di principi di comportamento societario, quelli sulle Società tra professionisti (Stp) (società introdotte nel nostro ordinamento dalla legge 183/2011) rivestono un ruolo preponderante. La regola generale da cui si è ricavato  il principio sopra affermato, secondo cui la Stp "di capitali" può anche essere unipersonale, e cioè che le società tra professionisti «non costituiscono un genere autonomo con causa propria» [...]

Nessuna comunicazione all’INPS per i dipendenti in CIG ed in mobilità – Messaggio Inps n. 15079 del 25 settembre 2013

L'INPS con il messaggio n. 15079 del 25 settembre 2013 informa che il dipendente in cassa integrazione o in mobilità non perde più il diritto alla corrispondente integrazione salariale se non effettua la comunicazione relativa allo svolgimento di attività lavorativa compatibile con il suo status. Poichè, l'Ente, ha ritenuto che è sufficiente la comunicazione preventiva obbligatoria fatta dal datore di lavoro (UNILAV). Inoltre l''Inps con il messaggio in commento ha fornito le prime istruzioni relative agli obblighi contenuti dall'articolo 9, comma 5 del decreto legge 76/2013 del 28 giugno (il decreto lavoro). Questo perchè la normativa vigente stabilisce che le comunicazioni di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga obbligatorie a carico del datore di lavoro sono valide ai fini dell'assolvimento di tutti gli obblighi di comunicazione posti anche a carico dei lavoratori. Per cui, le persone [...]

Insinuazione al passivo: per il concessionario corsia privilegiata – Cassazione sentenza n. 21804 del 2013

La Corte di Cassazione sez. civile con l'ordinanza n. 21804 del 24 settembre 2013 ha statuito che Equitalia può insinuarsi al passivo fallimentare anche se i ruoli sono stati emessi dopo la chiusura della stato passivo poiché ciò che conta è l’anteriorità del credito tributario rispetto alla dichiarazione di fallimento, per cui, l'insinuazione è possibile anche con ritardo rispetto agli altri creditori. Infatti non è necessaria la preventiva formazione del ruolo né la notifica della cartella esattoriale. L'importante, infatti, è che il debito con il fisco sia anteriore rispetto alla dichiarazione di fallimento. Non solo: il curatore deve trasmettere prontamente i documenti sullo stato di dissesto dell'azienda. La vicenda ha origine con il rigetto  del Tribunale dell' opposizione alla stato passivo proposta da Equitalia avverso l’esclusione di un credito insinuato ex art. 101 L.fall. Il giudice del merito [...]

Omesso versamento IVA: non è punibile chi non era amministratore al momento di spirare del termine – Cassazione sentenza n. 39082 del 2013

La Corte di Cassazione sez. Penale con la sentenza n. 39082 del 23 settembre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali ha statuito che non punibile per il reato di omessa IVA chi, al momento dello spirare del termine per il pagamento dell’imposta, non ricopriva più la carica di amministratore della società, poi fallita.  Gli Ermellini, nel caso di specie, hanno evidenziato come l’articolo 10 ter del D.Lgs. n. 74 del 2000, introdotto con l’articolo 35, del D.L. 4 luglio del 2006, n. 223, sanziona chi, essendovi tenuto, non versi l’imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla dichiarazione annuale, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo d’imposta successivo. Il Legislatore della novella ha inteso perseguire il comportamento del soggetto che non versa l’IVA dichiarata a debito in sede di dichiarazione annuale [...]

Frode fiscale: sequestrabile anche la casa coniugale – Cassazione sentenza n. 39425 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 39425 depositata il 24 settembre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali ha statuito che è sequestrabile la casa coniugale del presunto evasore fiscale anche se bene personale e assegnata alla moglie in sede di separazione. Per il soggetto,  in qualità di terzo estraneo al reato, che ha subito il provvedimento di sequestro, l'immobile, le quote della società e il denaro presente su un conto corrente, non potrebbero essere sottoposti a sequestro, perché oggetto dei diritto di credito alimentare della ricorrente nei confronti dell'indagato, coniuge legalmente separato. Gli Ermellini non hanno ritenuto meritevoli di accoglimento la tesi difensiva ed hanno ritenuto corretto la decisione del tribunale secondo cui la casa coniugale, di proprietà della società, dapprima assegnata in comodato gratuito alla ricorrente e poi in “esclusiva competenza” [...]

Condominio: uso della cosa comune – Cassazione sentenza n. 21395 del 2013

La Corte di Cassazione sez. civile con la sentenza n. 21395 depositata il 19 settembre 2013 intervenendo in tema di condominio ha stabilito che in tema di utilizzazione del muro perimetrale dell'edificio condominiale da parte del singolo condomino, costituiscono uso indebito della cosa comune, alla stregua dei criteri indicati negli artt. 1102 e 1122 c.c., le aperture praticate dal condomino nel detto muro per mettere in collegamento locali di sua esclusiva proprietà, esistenti nell'edificio condominiale, con altro immobile estraneo al condominio, in quanto tali aperture alterano la destinazione del muro, incidendo sulla sua funzione di recinzione e possono dar luogo all'acquisto di una servitù (di passaggio) a carico della proprietà condominiale. Inoltre ha chiarito che nell'ipotesi di preesistenza di un varco di passaggio nel muro perimetrale dell'edificio condominiale, l'apertura di altro e diverso varco da [...]

Errori tributari: procedura di correzione – Circolare n. 31/E del 24 settembre 2013 – Agenzia delle Entrate

L'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 31/E del 24 settembre 2013 ha fornito chiarimenti ed affermato che è possibile procedere alla correzione di un errore tributario, anche se già iscritto in bilancio: sia in caso di maggiore imposta, che di minor imposta per mancata deduzione di costi  Nella Circolare n. 31/E del 24 settembre 2013  vengono illustrate le modalità in base a cui in presenza di un errore nella contabilizzazione di un costo e/o di un ricavo nel corretto esercizio di competenza, sia possibile recuperare la mancata deduzione e/o tassazione fiscale del componente reddituale. I principi nazionali che gli Ias/Ifrs, infatti, consentono di rimediare contabilmente alla mancata imputazione di costi e ricavi, iscrivendoli nel Conto Economico o nello Stato Patrimoniale (per i soggetti Ias/Ifrs adopter) dell’anno di rilevazione dell’errore effettuato. Nel documento di prassi [...]

Professionisti: Procedimento disciplinare ed adesione allo sciopero di categoria – Cassazione sentenza n. 21591 del 2013

La Corte di Cassazione a sezioni unite con la sentenza n. 21591 depositata il 20 settembre 2013 intervenendo in materia di procedure disciplinari ha affermato che la sentenza di patteggiamento esonera il collegio dei probiviri dalla ricerca della prova della responsabilità disciplinare dell’avvocato, essa infatti vale come un’ammissione di responsabilità. Questa è la decisione dei giudici di legittimità che hanno respinto il ricorso di un legale contro il provvedimento di radiazione dall’ordine comminatogli a seguito della condanna patteggiata per calunnia. Secondo gli Ermellini delle Sezioni unite infatti: “La giurisprudenza di legittimità ha affermato che, a norma degli artt. 445 e 653 c.p.p., come modificati dalla legge 27.03.01 n. 97, le sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento) hanno efficacia di giudicato nei giudizi disciplinari che si svolgono davanti alle pubbliche autorità, e quindi [...]

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