
Licenziamento non legittima il demansionamento – Cassazione sentenza n. 21356 del 2013
La Corte di Cassazione - Sezione lavoro - con la sentenza n. 21356 del 18 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha affermato che il demansionamento non può trovare giustificazione con l’esigenza di evitare il licenziamento. Gli Ermellini, infatti, nelle motivazioni della sentenza hanno affermato che "non può ritenersi che il demansionamento sia legittimato dalla volontà di impedire il licenziamento in quanto mansioni dequalificanti devono essere comunque accettate (e prima ancora proposte..) dal lavoratore". I giudici di legittimità hanno respinto il ricorso di una banca contro la condanna al risarcimento del danno per 25mila euro nei confronti di un proprio dipendente. In particolare la Corte Suprema nel rigettare il ricorso proposto avverso la sentenza della Corte Territoriale che aveva condannato il ricorrnte al risarcimento del danno per il demansionamento subito da un proprio dipendente dequalificato al [...]
Licenziamento per insubordinazione: legittimità – Cassazione sentenza n. 21361 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 21361 depositata il 18 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che è legittimo il licenziamento del lavoratore che rifiuta di eseguire un intervento d’urgenza mentre è smontante: la modalità di «flessibilizzazione» dell’orario consente di far fronte a esigenze impreviste anche con un travalicamento del termine di otto ore. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza 21361 del 18 settembre 2013, ha respinto il ricorso di un vigilante contro la decisione della Corte d’appello di Firenze che ha legittimato il recesso comunicatogli dall’azienda per il rifiuto di intervento d’urgenza poco prima della fine del turno. Nel caso di specie la Suprema Corte ha precisato che si configura l’insubordinazione per cui il recesso del datore è giustificato in base alle disposizioni [...]
Infortunio sul lavoro: responsabilità del datore di lavoro e del coordinatore – Cassazione sentenza n. 28808 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 28808 depositata il 05 luglio 2013 intervenendo in tema di reati inerenti alla sicurezza sui luoghi di lavoro ha statuito che vi è responsabilità di un datore di lavoro e di una coordinatrice per la sicurezza in fase di esecuzione per un infortunio occorso ad un lavoratore, il quale, impegnato nello smontaggio di un ponteggio, era stato travolto dal crollo di quest'ultimo siccome privo di adeguati agganci alla struttura fissa cui accedeva, oltre che di essenziali componenti strutturali. La vicenda ha riguardato un datore di lavoro a cui veniva contestato di aver omesso di attivarsi affinché il ponteggio fosse installato in conformità alle istruzioni dal fabbricante, ovvero con idonei ancoraggi, nonché di aver omesso di disporre che lo smontaggio del parapetto del ponteggio avvenisse sotto [...]
Richieste fiscali: sempre motivate – Cassazione sentenza n. 21564 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 21564 depositata il 20 settembre 2013 intervenendo in tema di atti amministrativi tributari ha statuito che la motivazione dell'atto impositivo deve consentire al contribuente, a pena di nullità, di conoscere in modo compiuto e intellegibile la pretesa impositiva, per valutare da subito sia l'impugnazione, sia, in caso positivo, la contestazione efficace di tale pretesa. E' peraltro irrilevante che il contribuente si sia comunque difeso, perché l'eventuale impugnazione non sana il vizio di motivazione. La vicenda ha avuto origine con la notifica dell'avviso di liquidazione per imposta ipotecaria e catastale dovuta a titolo suppletivo per la trascrizione di una sentenza che, inizialmente, era stata sottoposta ad imposta di registro in misura fissa. Il contribuente impugnava, inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, l'atto impositivo lamentando in estrema sintesi [...]
Licenziamenti: somministrati doppia procedura di conciliazione – Interpello n. 27 del 2013
Il Ministero del Lavoro con l'interpello n. 27 del 20 settembre 2013 in risposta alla richiesta dell'Assosom inerente l'applicazione della procedura conciliativa di cui all'art. 7, L. n. 604/1966, così come modificata dall’art. 1, comma 40, L. n. 92/2012. Per il Ministero la procedura di conciliazione preventiva prevista per i licenziamenti fondati su un giustificato motivo oggettivo si applica anche verso i lavoratori somministrati che, alla fine di una missione, sono licenziati dall'agenzia per il lavoro per mancanza di occasioni di impiego. L'aspetto trattato dal quesito era di particolare interesse, in quanto il Ccnl del 2008 ha istituito – quando ancora non esisteva la conciliazione preventiva introdotta dalla legge Fornero – una procedura obbligatoria da seguire nei confronti dei lavoratori somministrati assunti a tempo indeterminato che restano privi di impiego. Sulla base di tale procedura, l'agenzia [...]
Infortuni sul lavoro: datore responsabile per lo stato di ebrezza del lavoratore – Cassazione sentenza n. 38129 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 38129 depositata il 17 settembre 2013 intervenendo in tema di infortuni sul lavoro ha affermato che il datore di lavoro è passibile di condanna per omicidio colposo se, nell'affidare i compiti ai suoi lavoratori, non ha tenuto conto della loro "salute" oltre che della loro "sicurezza" e in conseguenza di queste sottovalutazioni succede l'irreparabile ad un dipendente. Gli Ermellini hanno respinto ilricorso dell'imputato e reso definitiva una condanna per omicidio colposo nei confronti di un datore di lavoro pugliese, colpevole di non avere vigilato sulle condizioni nelle quali un lavoratore stagionale, poi deceduto, si era messo al lavoro. La vicenda ricostruita dai giudici di legittimità secondo cui, la vittima, lavoratore stagionale presso una cooperativa sociale, nel 2004 era caduto dentro una vasca piena di mosto [...]
Debitore inadempiente: a suo carico l’onere di provare l’impossibilità di eseguire la prestazione – Cassazione sentenza n. 21208 del 2013
La Corte di Cassazione sez. Civile con l'ordinanza n. 21208 depositata il 17 Settembre 2013 intervenendo in materia di contratti ha statuito che l'onere di dimostrare l'effettivo inadempimento ricade sul creditore mentre al debitore spetta provare che tale inadempimento è dipeso da fatto a lui non imputabile. Tale regola generale vale in qualsiasi occasione, salvo espresse previsioni di legge, quindi anche in caso di donazione modale. Nel caso esaminato dalla Corte Suprema riguardava la donazione dell'abitazione fatta alla nipote dai nonni, avevano sottoposto la donazione all'onere di prestar loro idonea assistenza, viene revocata la donazione stessa poiché giudicata inadempiente da parte del donante. Il donante deposita, al Tribunale, la richiesta di risoluzione del contratto di donazione. Il giudice di prime cure rigettatala richiesta. Avverso la decisione il ricorrente propone ricorso alla Corte di Appello che accoglie la richiesta del donante. La donataria [...]
Bonus assunzione under 30: anche per le somministrazioni – modalità operative
Con la circolare n. 131 del 17 settembre 2013 l'INPS ha puntualizzato che il bonus per la stabilizzazione con contratto a tempo indeterminato di un under 30 già presente in azienda può essere assegnato anche se il datore di lavoro non effettua un'ulteriore assunzione. La circolare 131 contiene anche le istruzioni operative per accedere all'incentivo introdotto dal Dl 76/2013, l'ulteriore assunzione prevista dal comma 5 dell'articolo 1 del decreto legge può non essere necessaria quando la trasformazione a tempo indeterminato già determina un incremento occupazionale. L'interpretazione della norma data dall'Istituto previdenziale, favorevole alle aziende, è stata resa possibile dal fatto che l'incremento occupazionale si calcola in unità di lavoro anno (Ula), il cui meccanismo viene spiegato con un esempio nel paragrafo 5.3 della circolare: se un datore di lavoro ha un solo dipendente a tempo [...]