
Licenziamento per giusta causa: contestazioni disciplinare e relativa proporzionalità della sanzione – Cassazione sentenza n. 20826 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20826 depositata il 11 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamenti ha statuito che è legittimo il licenziamento per giusta causa del dipendente che continua a fare di testa sua in barba alle diffide del datore . Giusta la causa del recesso per la gestione personalistica contro le regole aziendali di competenza. Vince la banca dopo le perdite denunciate dai clienti. I giudici hanno anche stabilito che la discrezionalità del datore di lavoro nel graduare la sanzione disciplinare non equivale ad arbitrio e perciò egli deve illustrare in forma persuasiva le ragioni che lo inducono a ritenere grave il comportamento illecito del dipendente, tanto da giustificare il licenziamento per giustificato motivo o per giusta causa. La vicenda ha riguardato un dipendente di un istituto di [...]
Contratti a progetto: sono illegittimi nelle scuole – Cassazione sentenza n. 37379 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 37379 depositata il 12 settembre 2013 in cancelleria intervenendo in tema reato sui dei rapporti di lavoro ha statuito che i contratti a progetto non possono essere stipulati per coloro che sono incaricati all'insegnamento nelle scuole private paritarie. Gli Ermellini sono stata chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato dal legale rappresentante di una S.r.l. gestrice di un istituto scolastico privato, condannato dal tribunale di Teramo a 23.954 euro di ammenda per essersi avvalso per numerosi anni scolastici di docenti assunti da due cooperative con contratto a progetto, violando sia l’articolo 1, comma 4, lettera h) della legge n. 62/2000 in materia di norme per la parità scolastica, sia il contratto collettivo di settore. Nel caso di specie i giudici di legittimità, quello configurato era addirittura un doppio [...]
Condomini: requisiti dell’Amministratore dopo la riforma normativa
Con la riforma del condominio effettuata dalla legge n. 220/2012 sono state, tra le altre, introdotte importanti novità per la figura dell'amministratore condominiale. La normativa è entrata in vigore lo scorso 18 giugno e, relativamente agli amministratori, ha posto il problema di capire quali norme si devono applicare alle nomine effettuate solo a partire da quella data, e quali misure si possono considerare operative anche per gli incarichi in corso. L'unica norma transitoria della nuova disciplina è contenuta nell'articolo 32 della Legge 11 dicembre 2012, n. 220, che prevedeva che le disposizioni introdotte entrassero in vigore il giorno 18 giugno 2013, ossia dopo sei mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 17 dicembre 2012. Con la riforma sono state, come accennato in precedenza, apporta diverse novità nella disciplina dell'amministratore di condominio, e occorre [...]
Studi di Settore: applicabili gli strumenti più evoluti – Cassazione sentenza n. 20809 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20809 pubblicata il 11 settembre 2013 intervenendo in tema di accertamenti fiscali ha statuito che nell' ipotesi di accertamento standardizzato, non può rimanere inascoltata la richiesta rivolta dal contribuente all’Ufficio di prendere in considerazione lo studio di settore riferito all’attività professionale da lui esercitata, anche se non ancora approvato nell’anno d’imposta considerato. La vicenda esaminata dai supremi giudici ha riguardato un professionista che si è opposto a un avviso di accertamento basato sui parametri. Il professionista, in occasione del contraddittorio preventivo con l’Ufficio, aveva chiesto che venisse applicato lo studio di settore riferito all’attività legale; richiesta rimasta inascoltata. Di qui il contenzioso con l’Ufficio che non ha però sortito gli effetti sperati. Infatti i giudici di merito non hanno ritenuto applicabile all’anno 1999 lo studio di [...]
Omesso versamento ritenute previdenziali: responsabilità del datore anche se ha incaricato un terzo – Cassazione sentenza n. 37130 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 37130 del 10 settembre 2013 intervenendo in tema di reati contributivi ha stabilito che il datore di lavoro è punibile per concorso in omesso versamento delle ritenute previdenziali qualora abbia dato incarico a un terzo che poi non l’ha fatto, incombendo su di lui l’obbligo di vigilare sul corretto adempimento dell’obbligazione da parte dell’incaricato. La vicenda ha riguardato un datore di lavoro che aveva incaricato un terzo al pagamento delle ritenute previdenziali agli Enti. Il datore si vedeva recapitare un avviso di garanzia per il reato di cui agli artt. 81, secondo comma, cod. pen. e 2 del decreto-legge n. 463 del 1983, per avere omesso di versare le ritenute previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni erogate ai lavoratori dipendenti. Il Gip aveva ritenuto colpevole del reato [...]
Lavori di ristrutturazione e nuova aliquota IVA
A partire dal 21 agosto 2013 l'aliquota IVA per i lavori di demolizione e la ricostruzione di prima casa con la stessa volumetria di quella preesistente, ma con sagoma diversa passa dal 4% al 10 per cento. Per la «fedele» ricostruzione di un edificio demolito (stessa volumetria e sagoma di quello preesistente), non si è mai potuta applicare l'aliquota Iva del 4% alle prestazioni relative al contratto di appalto, neanche se ricorrevano gli altri requisiti previsti per l'agevolazione prima casa. Questi interventi, infatti, «non possono essere ricondotti alle ipotesi di nuova costruzione, bensì concretizzano interventi di recupero di edifici preesistenti» (circolare agenzia delle Entrate 16 febbraio 2007, n. 11/E, risposta 3.1). Alle relative «prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto», quindi, è sempre stata applicata l'aliquota Iva del 10%, prevista dalla voce n. 127 [...]
Trasferimento d’azienda e demansionamento professionale: responsabilità solidale – Cassazione sentenza n. 20716 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20716 del 10 settembre 2013 intervenendo in tema di demansionamento ha chiarito che nel caso in cui nel passaggio di dipendenti da un’azienda ad un’altra si verifichi un demansionamento professionale sussiste la responsabilità solidale: entrambe le azienda sono, pertanto, tenute a risarcire il danno subito dai lavoratori. Nel caso di specie, nell’ambito di una cessione di ramo d’azienda, i lavoratori erano passati dal settore produzione all’attività di pulizia. Il danno è stato quantificato nella misura del 30% della retribuzione. Secondo la Corte il diritto al risarcimento genera un credito suscettibile di essere fatto valere in via solidale nei confronti dell’azienda cessionaria. Gli Ermellini rigettando il ricorso principale e quello incidentale hanno evidenziato che "problema di equivalenza si pone solitamente tra mansioni appartenenti al medesimo livello di inquadramento ed in ogni caso la [...]
Licenziamento legittimo di chi usa l’indirizzario dei dipendenti per criticare l’azienda – Cassazione sentenza n. 20715 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20715 del 10 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamenti ha affermato che è legittimo il licenziamento del dipendente che ha trasferito l’indirizzario aziendale sul computer del sindacato di cui era dirigente per esprimere via e-mail forti critiche all’operato dell’impresa. Gli Ermellini, con la sentenza in commento, hanno ritenuto immune da vizi il ragionamento della Corte di appello di Milano che ha giudicato sussistenti le ragioni per integrare “un giustificato motivo soggettivo di recesso”. I giudici di legittimità nelle motivazioni ricordano che la corte territoriale “ha ritenuto che l’aver estratto un indirizzario interno ad uso aziendale al quale potevano accedere tutti i dipendenti della Mondadori (si trattava di indirizzi di dipendenti e collaboratori) trasferendolo sul computer del Sindacato Libero ed averlo utilizzato per l’invio di [...]